Con «Voices of Human Consciousness», la batterista e compositrice polacca Dorota Piotrowska riunisce dieci musicisti di sette Paesi in un progetto che intreccia tradizioni e ascolto reciproco
Dorota Piotrowska è batterista, compositrice e bandleader polacca, attiva tra la scena europea e quella newyorkese. Il suo swing personale, descritto dal batterista Greg Hutchinson come «un approccio rigenerante che fonde Tony Williams, Elvin Jones e una voce tutta sua», nasce da una ricerca lunga e curiosa. Dopo otto anni di formazione e attività a New York, si è esibita in sale prestigiose come Carnegie Hall, Lincoln Center e Konserthuset di Stoccolma.-taglio- Nel corso della carriera ha collaborato con Jeremy Pelt, Anthony Wonsey, Curtis Brothers, Cæcilie Norby e Jan Lundgren. Ha preso parte anche a «Sisters in Jazz», pubblicato da ACT Music. Diplomata alla The New School for Jazz and Contemporary Music di New York, è fondatrice e direttrice artistica del programma educativo New York Jazz Masters. Il nuovo album, «Voices of Human Consciousness», è stato pubblicato nel 2026 da Inner Circle Music e dall’etichetta polacca Teraz Teraz; è disponibile in formato fisico e digitale. Piotrowska ha riunito dieci musicisti provenienti da sette Paesi, dando forma a un ensemble internazionale che porta nell’improvvisazione esperienze e linguaggi diversi. Nata in Polonia e formatasi tra Amsterdam e New York, la musicista ha costruito la propria identità nel confronto tra le scene jazz europea e statunitense. Con il progetto Sound Circle trasforma questa pluralità in un dialogo concreto. Accanto alla bandleader suonano il sassofonista Greg Osby e il contrabbassista Ameen Saleem dagli Stati Uniti; la trombettista norvegese Hildegunn Øiseth; il pianista libanese Tarek Yamani; il percussionista cubano Barbaro Crespo, detto «Machito».-taglio2- Tra gli ospiti figurano la cantante turca Sanem Kalfa, la violista polacca Marlena Grodzicka-Myślak, il violoncellista Jakub Myślak e il pianista Leszek Możdżer. La varietà dell’organico non è un semplice catalogo di provenienze: diventa materia per una scrittura che lascia spazio alle singole voci e, allo stesso tempo, le accompagna verso una forma condivisa. Le pulsazioni di matrice cubana incontrano le suggestioni mediorientali, il lirismo europeo e la tradizione afroamericana del jazz. Gli elementi non restano accostati, ma si trasformano durante l’ascolto. La batteria di Piotrowska tiene insieme il percorso senza irrigidirlo: sostiene gli scambi, apre spazi e permette alle diverse sensibilità di emergere. «Aspettavo da circa dieci anni il momento giusto per registrare questo album. È il mosaico musicale che immaginavo da tempo», racconta la musicista. «Le composizioni mettono al centro il dialogo che la musica può generare. Spero che chi ascolta trovi qualcosa capace di ispirare». La copertina, firmata dal pittore polacco Wojciech Siudmak, aggiunge un’immagine visionaria a un disco che riflette proprio su coscienza, incontro e immaginazione. «Voices of Human Consciousness» nasce così da un lungo percorso artistico e umano: un’opera che trasforma esperienze e linguaggi differenti in una conversazione aperta. La musica diventa uno spazio di ascolto e di connessione, in cui l’identità di ciascuno non si perde, ma contribuisce a un racconto più ampio.