Valori e visioni
Incontriamo in esclusiva l’attore e talent scout, che ha voluto parlarci di sé e del suo modo di approcciarsi all’arte, con sempre grande dinamismo ed energia
Attore, regista, autore, formatore e talent scout, Vincenzo Catapano rappresenta una delle personalità più dinamiche e poliedriche del panorama artistico contemporaneo. -taglio- La sua carriera si sviluppa attraverso molteplici linguaggi espressivi, dal teatro al cinema, dalla televisione alla formazione professionale, mantenendo sempre al centro una visione rigorosa, autentica e profondamente umana dell’arte. Fondatore di realtà dedicate alla crescita di nuovi talenti e promotore di progetti culturali innovativi, Catapano si distingue per la capacità di coniugare creatività, disciplina e visione imprenditoriale. Il suo percorso è caratterizzato da una costante ricerca artistica e da un impegno concreto nella valorizzazione del talento, non solo personale ma anche collettivo. In questa intervista si racconta tra sfide, ambizioni e nuovi progetti, offrendo uno sguardo sincero sul suo universo creativo e umano. Vincenzo, come riesci a far convivere tutte le tue sfumature artistiche? “Riuscire a farle convivere non è semplice, anzi. Ho un approccio molto rigoroso al lavoro: credo che una cosa o si faccia bene o non si faccia affatto. Questo rende tutto più complesso, perché ogni aspetto richiede attenzione e cura quasi maniacale. A volte è difficile tenere insieme tutto, ma allo stesso tempo non riesco a fare diversamente: ogni parte di me ha bisogno di esprimersi e non riesco a ridurle a un’unica direzione. È proprio questa continua tensione tra le mie diverse anime che mi tiene vivo artisticamente.” Attualmente a quali progetti ti stai dedicando? “Attualmente mi sto dedicando a diversi progetti. Sono immerso nella produzione di cinque cortometraggi, un lavoro molto stimolante ma anche impegnativo. Parallelamente seguo la mia scuola per attori, Officine in Scena, e gli artisti del mio management, Studiofficine Talent, accompagnandoli nel loro percorso professionale e umano. Inoltre, sto lavorando alla nascita di un Festival del Cinema a Nola, un progetto a cui tengo molto, pensato per promuovere l’audiovisivo partendo dall’alfabetizzazione cinematografica, con un linguaggio giovane ma aperto a tutti.” Di recente ti abbiamo visto ospite su Rai2 a “La Porta Magica”. Che esperienza è stata per te? “È stata un’esperienza molto intensa e significativa, soprattutto dal punto di vista umano. Il tema dell’autismo mi sta molto a cuore: in passato sono stato coautore e attore protagonista di una serie web su questo argomento; quindi, mi sento profondamente legato a queste storie. Durante la trasmissione ho avuto modo di conoscere Massimo e la sua mamma: il loro rapporto, fatto di amore autentico, forza e dedizione, mi ha colpito profondamente e mi ha lasciato qualcosa dentro. Inoltre, Andrea Delogu è una professionista che ammiro molto per la sua sensibilità e la sua umanità. È stata, senza dubbio, un’esperienza bellissima.” Tra tutte le esperienze professionali finora vissute, di quali vai maggiormente fiero? “Sono fiero di tutte le esperienze che ho vissuto, perché ognuna mi ha dato qualcosa di diverso. Il teatro mi ha insegnato la disciplina e il rapporto diretto con il pubblico. Il lavoro davanti alla macchina da presa, come in Call My Agent Italia o in Roberta Valente, Notaio in Sorrento, mi ha dato consapevolezza e precisione. La scrittura e la regia mi hanno permesso di esprimere il mio punto di vista, mentre il lavoro come talent scout mi ha insegnato ad ascoltare e a riconoscere il talento negli altri. Vado fiero di tutto questo perché mi permette di fare un lavoro che amo: per me lavorare non è fatica, è un piacere.” Quale vorresti fosse il prossimo step del tuo percorso umano e professionale? “Il prossimo step è continuare a crescere, senza perdere autenticità. Vorrei dare forma a progetti sempre più ambiziosi, capaci di unire valore artistico e umano, e allo stesso tempo creare opportunità anche per gli altri. La mia mente è sempre proiettata in avanti: mentre lavoro su quello che sto facendo oggi, penso già a quello che potrò costruire tra uno o due anni. Perché credo che il vero traguardo non sia arrivare, ma continuare a costruire qualcosa che lasci il segno nel tempo.”