Le evoluzioni sperimentali di Gino Rodella: l’arte della rinascita
Sperimentatore instancabile, scenografo, stilista e designer, archistylist: il Maestro Gino Rodella è una delle figure più eclettiche e vulcaniche del panorama artistico contemporaneo. -taglio- Noto al grande pubblico e alla critica come l’“architetto dei poveri” per la sua straordinaria capacità di recuperare materiali di scarto per trasformarli in oggetti d'arte e arredo di altissimo pregio, Rodella vanta una carriera quarantennale costellata di successi. Dalla progettazione e ristrutturazione di oltre 480 locali in Italia e all’estero fino a grandi opere di carattere istituzionale e religioso — come il celebre trono papale realizzato per Benedetto XVI —, il suo lavoro si distingue per un approccio coraggioso, dove l'estemporaneità e il colore diventano uno strumento per superare il dolore e celebrare la vita. Come nasce la sua vocazione per l'arte? “Fa parte del mio DNA fin dall’infanzia. Già all’asilo organizzavo piccoli spettacoli e creavo costumi con pezzi di stoffa e scenografie con gli arbusti. Il mio primo dipinto l'ho realizzato su una federa da cuscino usando le tempere, le mani e uno spazzolino da denti. Negli anni ho spaziato da scenografie e costumi per la televisione e il teatro a collezioni di moda, gioielli e interior design. Il mio obiettivo è sempre stato quello di "colorare il dolore" e creare bellezza accessibile a tutti, dimostrando che con la fantasia si possono fare grandi cose con qualsiasi budget.” Cosa ha rappresentato per lei la mostra “Muse” a Palazzo Facchi? ““Muse” è stato un viaggio completo nel mio immaginario e nella mia carriera, curato dalla Dott.ssa Rita Biganzoli. Il titolo nasce dalle tante figure femminili che mi ispirano da sempre, da Eleonora Duse a mia madre Dirce. -taglio2-La mostra ha ricostruito il mio percorso a 360 gradi: dalle tele agli abiti dipinti a mano, fino agli elementi di interior design, ceramiche e opere di grande valore spirituale.” Quanto contano la solidarietà e le donazioni benefiche nella sua opera? “Moltissimo, l'arte per me vive nel contatto con le persone e nella condivisione. Ho realizzato e donato la Pala “La Crocifissione” ad Arquata del Tronto dopo il terremoto, e la “Madonna dell’Immacolata” a San Giovanni Rotondo. C'è poi la Pisside Aurea, benedetta da Papa Ratzinger e destinata al Duomo de L’Aquila. Questo spirito si rinnova ogni volta che creo dal vivo: lo scorso 13 agosto, ad Ozzano dell'Emilia, ho realizzato un quadro estemporaneo donato poi all'Istituto Ramazzini a sostegno della ricerca.” In attesa di altre tappe di “Muse” dove è possibile ammirare i suoi lavori? “Pasitea Sistemi di Riposo, a Milano, è da poco diventata una sede espositiva permanente di alcune le mie opere pittoriche, ceramiche ed elementi d'arredo. Proprio da Pasitea sono previste molte altre novità a breve, tutti gli aggiornamenti sul mio e sul loro sito www.pasiteasistemidiriposo.it e www.ginorodella.it.”