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Santè

di Michela Secci

Numero 273 - Settembre 2026

Vi portiamo con noi nel M. Musée du Vin di Parigi, un viaggio nel cuore della cultura enologica francese


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Nel cuore del XVI arrondissement di Parigi, a pochi passi dalla Torre Eiffel, il M. Musée du Vin custodisce uno dei luoghi più suggestivi della capitale. Varcare la soglia delle antiche cantine significa immergersi in un universo fatto di pietra, storia e tradizioni secolari. È un viaggio nella memoria della viticoltura francese. -taglio- Il museo è ospitato in un complesso di gallerie sotterranee che raccontano secoli di storia. Le cantine a volta appartenevano all’antico convento dell’Ordine dei Minimi di Passy. Tra il XVI e il XVIII secolo, i monaci vi conservavano il vino prodotto nei vigneti che ricoprivano le colline circostanti. All’epoca, questa parte di Parigi aveva ancora l’aspetto di un borgo rurale. Con la Rivoluzione francese, il convento fu confiscato e gli ambienti sotterranei vennero progressivamente abbandonati. Le gallerie riuscirono però a sopravvivere alle profonde trasformazioni urbanistiche della capitale. La loro rinascita avvenne nel Novecento. Negli anni Cinquanta furono utilizzate come cantine per il ristorante della Torre Eiffel. Nel 1984 divennero la sede del Musée du Vin, creato dal Conseil des Échansons de France, confraternita fondata nel 1954 per promuovere e difendere il patrimonio vitivinicolo francese. Il Conseil ne è ancora oggi proprietario. Il museo conserva questo spirito. La sua missione è raccontare una cultura che va oltre la produzione del vino e comprende storia, artigianato, tradizioni e convivialità. Il percorso espositivo si sviluppa attraverso corridoi e sale scavate nella pietra. L’atmosfera delle antiche cantine accompagna il visitatore alla scoperta di una collezione di oltre 2.200 oggetti. Antiche presse, botti, attrezzi agricoli, strumenti dei bottai, bicchieri storici, servizi da tavola e documenti raccontano il lavoro della vite e del vino. -taglio2- Gli oggetti testimoniano anche l’evoluzione delle tecniche produttive e il ruolo del vino nella società francese. L’esposizione alterna reperti originali a ricostruzioni scenografiche. Le figure di cera rappresentano i mestieri legati al mondo del vino. Viticoltori, bottai e altri protagonisti della filiera prendono così vita davanti agli occhi del visitatore. Il risultato ha un fascino volutamente rétro. È proprio questa dimensione a rendere il percorso autentico e coinvolgente. Particolarmente interessanti sono le sezioni dedicate alla tonnellerie, l’arte della costruzione delle botti. Qui si scopre l’importanza della scelta del legno e della maestria artigianale nell’affinamento del vino. Altre sale illustrano le diverse fasi della produzione: dalla vendemmia alla fermentazione, fino all’invecchiamento e alla degustazione. Il percorso racconta anche i rituali conviviali che accompagnano il vino nella cultura francese. Negli ultimi anni il museo ha conosciuto una nuova fase. Dal 2023, una nuova generazione di imprenditori ha assunto la gestione del complesso e avviato un importante programma di rinnovamento. L’obiettivo è valorizzare l’identità storica del luogo e sviluppare un’offerta più contemporanea. Il progetto ha interessato anche gli spazi dedicati alla ristorazione, alla degustazione e agli eventi, oltre al percorso museale.

Oggi il M. Musée du Vin affianca alla collezione permanente corsi di degustazione, masterclass, incontri ed eventi dedicati alla scoperta dei terroir francesi. Il complesso ospita inoltre un ristorante e spazi destinati a eventi e ricevimenti. Tra antiche pietre e strumenti della tradizione, il museo restituisce così una visione del vino come espressione di territori, savoir-faire e convivialità. Un patrimonio culturale che continua a rinnovarsi, mantenendo vivo il legame tra storia e contemporaneità.





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