Discutiamo il trauma post rientro dalle vacanze con il Dott. Michele Canil
Il ritorno dalle vacanze non riguarda soltanto la ripresa del lavoro. Dopo giorni caratterizzati da ritmi più liberi, meno obblighi e una diversa gestione del tempo, il passaggio alla quotidianità può accompagnarsi a stanchezza, irritabilità, difficoltà di concentrazione e calo della motivazione. Ma quanto è normale sentirsi così e quando, invece, questi segnali meritano maggiore attenzione?-taglio- Per comprendere cosa accade alla nostra mente e al nostro organismo durante questa fase di transizione, ne parliamo con il Dott. Michele Canil, psicologo a Treviso che ci aiuta a leggere il cosiddetto “stress da rientro” non come una patologia, ma come un’esperienza soggettiva che può coinvolgere corpo, mente e organizzazione della vita quotidiana. Molte persone, al rientro dalle vacanze, riferiscono di sentirsi stanche, irritabili o demotivate. È una sensazione comune? Da cosa dipende? È una sensazione piuttosto comune. Il rientro dalle vacanze può essere accompagnato da astenia, irritabilità e scarsa motivazione, perché si riprendono attività quotidiane spesso faticose e si riduce quel senso di libertà che caratterizza il periodo di ferie. Anche i ritmi cambiano: durante le vacanze le responsabilità possono essere diverse e le giornate sono generalmente più flessibili. Con la ripresa degli impegni e del senso del dovere aumentano le richieste alle quali dobbiamo rispondere. Questo può stimolare il cortisolo e altri meccanismi ormonali legati alla risposta allo stress, contribuendo a una maggiore sensazione di fatica mentale e fisica. Perché il passaggio da ritmi rilassati alla routine quotidiana può essere così impegnativo per la nostra mente? Perché con il ritorno alla routine subentra nuovamente il senso del dovere. Durante le vacanze siamo maggiormente orientati alla spontaneità, mentre con il rientro tornano responsabilizzazione, scadenze e minore libertà di azione. Agli esseri umani, come agli altri mammiferi, piace la familiarità dell’abitudine. Il nostro sistema nervoso centrale non ama particolarmente i cambiamenti improvvisi di ritmo. Per questo il passaggio da una condizione di maggiore rilassamento a una quotidianità ricca di impegni può richiedere un periodo di adattamento.-taglio2- Molte persone tornano dalle vacanze con nuovi propositi che poi vengono rapidamente abbandonati. Come si possono trasformare le buone intenzioni in cambiamenti duraturi? Dovremmo cercare di rendere operativi i nuovi propositi il prima possibile. Se desideriamo davvero raggiungere determinati obiettivi, è importante trasformare le intenzioni in azioni concrete, vincolandole alla nostra quotidianità. Il rischio, altrimenti, è che i buoni propositi rimangano soltanto delle intenzioni legate all'entusiasmo del momento. Passare rapidamente dalla decisione all'azione aumenta la possibilità che il cambiamento diventi realmente parte delle nostre abitudini. Ci dia un consiglio per affrontare il rientro con maggiore serenità e benessere psicologico Suggerirei innanzitutto un rientro graduale, prestando particolare attenzione all’attività fisica e alla qualità del sonno. Il sonno contribuisce infatti in maniera importante alla regolazione dei nostri livelli di cortisolo, che a sua volta è coinvolto nella risposta allo stress e nel nostro equilibrio psicofisico. Non dobbiamo quindi pretendere di tornare immediatamente al cento per cento. Il rientro va accompagnato, rispettando i tempi di adattamento della mente e del corpo. Il rientro, dunque, può diventare anche un’occasione per ripensare al proprio equilibrio? Certamente. Il ritorno alla quotidianità può essere anche un momento per osservare come viviamo il nostro tempo, quali impegni percepiamo come più pesanti e quali aspetti delle vacanze ci hanno fatto stare meglio. Se abbiamo sperimentato maggiore benessere grazie a determinati ritmi o attività, possiamo provare a trasferire almeno alcuni di quegli elementi nella vita quotidiana.