Dalla generazione d’oro della Spagna alle Champions con il Barcellona, fino alla nuova vita in Italia. Diciotto anni ai vertici del calcio mondiale, senza dimenticare Tenerife, la famiglia e quel futuro che lo riporterà a Barcellona…
Dalla generazione d’oro della Spagna alle Champions con il Barcellona, fino alla nuova vita in Italia. Diciotto anni ai vertici del calcio mondiale, senza dimenticare Tenerife, la famiglia e quel futuro che lo riporterà a Barcellona…-taglio-
Campione del mondo e d’Europa con la nazionale spagnola e vincitore di tre Champions League con il Barcellona, Pedro Rodríguez è l’unico calciatore della storia ad aver vinto tutti i maggiori trofei internazionali sia a livello di club sia con la nazionale. Sei arrivato in Italia nel 2020 dopo cinque anni in Inghilterra e pochi mesi dopo l’inizio della pandemia. Che Paese hai trovato al tuo arrivo? Com’è stato l’adattamento? "Il mio arrivo in Italia è stato complicato, poiché era il periodo del Covid, ma mi sono messo alla prova. Dovevamo allenarci e rientrare nelle nostre case. Sono comunque stato bene nella squadra, nella città e nel Paese. Con tutta la gente dello spogliatoio l’adattamento è stato molto veloce, i compagni mi hanno aiutato molto." Cosa ti ricorda Roma della Spagna e cosa invece ti manca del tuo Paese? "Italia e Spagna sono due Paesi molto simili, la gente è calda e amichevole e questo mi fa sentire a mio agio. Il cibo è diverso e quando vado in Spagna porto sempre qualche prodotto che mi aiuta a sentirmi maggiormente a casa. A volte la mia famiglia mi raggiunge e stiamo insieme qui." Ripercorriamo questi diciotto anni di carriera. Escludendo allenatori e compagni di squadra attuali, quali sono gli allenatori dai quali hai imparato di più? "Diciotto anni di carriera sono tanti, ci sono molti momenti belli condivisi con giocatori, amici e allenatori. Se devo scegliere qualcuno cito Pep Guardiola, il tecnico da cui ho imparato di più, e Vicente Del Bosque, che ha sempre avuto fiducia in me portandomi in nazionale e permettendomi di vincere il Mondiale, la competizione più importante che io abbia vinto." E i compagni di squadra con cui hai maggiormente legato e che consideri amici? "Ho tanti amici in giro per il mondo. Grazie al calcio si incontrano persone importanti nella propria vita, come per me al Barcellona Jordi Alba, Busquets, Xavi o Iniesta e al Chelsea Marcos Alonso, Azpilicueta, Kepa, Courtois o Hazard. Anche alla Lazio ho molti amici, come Luis Alberto, Patric, Mario Gila e tanti altri. Giocare insieme crea fiducia, e oggi sono loro le persone a me più vicine. Giocare tanti anni in posti diversi ti permette di vivere queste esperienze." La Top 11 con cui hai giocato? "Víctor Valdés, Dani Alves, Puyol, Terry, Jordi Alba, Xavi, Busquets o Luis Alberto, Iniesta, Ronaldinho, Messi, Pedro." I momenti della tua carriera che ricordi con maggiore affetto?-taglio2- "I tre momenti più belli sono i titoli conseguiti. Il Mondiale regala emozioni grandi, vincerlo è stato meraviglioso per noi e per il Paese, il primo nella storia della Spagna. Anche la prima Champions League è stata speciale, poi l’ho conquistata altre due volte. La Coppa del Mondo per Club 2009, vinta con il Barcellona ad Abu Dhabi, è stata molto importante." Che sensazione si prova a vincere il Mondiale? "Sensazione fantastica, vincere il Mondiale è incredibilmente “pesante” perché è la competizione più prestigiosa. Io e gli altri componenti di quella squadra siamo orgogliosi di ciò che abbiamo fatto. Un’emozione per tutta la gente spagnola, non si può spiegare a parole. È stato bellissimo." Cosa rappresenta per te Tenerife, che lasciasti quando avevi solo diciassette anni per trasferirti al Barcellona? Ci torni spesso? "Tenerife è casa mia, il luogo dove sono nato e cresciuto: è sempre la mia terra. Quando vado lì sono molto felice, la mia famiglia vive ancora sull’isola e trascorriamo l’estate insieme. Invito tutti a visitare Tenerife perché è un paradiso, un’isola incredibile. Ho la fortuna di poter dire che quella è la mia casa." Dove pensi di vivere una volta conclusa la carriera? "Quando finirò la mia carriera andrò sicuramente a vivere a Barcellona perché i miei figli vivono là. Starò con loro e inizierò un’altra vita. Dopo vedremo cosa succederà e cosa mi proporrà la vita, se tornare a Tenerife oppure andare a vivere in un altro posto. Inizialmente andrò a Barcellona con la mia famiglia."
Intervista rilasciata per il portale dell’Ambasciata di Spagna in Italia, a cura di Francesco Maria Menghi – https://spagnaculturaescienza.it/interviste/pedro-rodriguez/