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Palcoscenici d’eccezione

di Maresa Galli

Numero 271 - Giugno 2026

Al via la IX edizione di “Pompeii Theatrum Mundi” 2026, grande palcoscenico internazionale, che presenta quattro classici in dialogo con la contemporaneità


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Al via la IX edizione di “Pompeii Theatrum Mundi”2026, un progetto del Teatro di Napoli – Teatro Nazionale e del Parco Archeologico di Pompei. Quattro eventi che si snodano dal 18 giugno al 12 luglio 2026 al Teatro Grande del Sito di Pompei. -taglio- Il Grande palcoscenico contemporaneo internazionale propone al pubblico undici serate di teatro classico capace di parlare al tempo presente. Il programma è stato illustrato dal direttore artistico Roberto Andò, dal direttore generale del Parco Gabriel Zuchtriegel e dal direttore generale del Teatro di Napoli – Teatro Nazionale Mimmo Basso, preceduti dagli interventi del presidente Luciano Cannito, dai saluti del Sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e dell’assessore alla Cultura della Regione Campania Ninni Cutaia. Il direttore artistico del Teatro Nazionale Roberto Andò, che rinnova l’alleanza con l’Inda, Istituto del dramma antico e con il Teatro Greco di Siracusa, afferma: in un annus horribilis come quello che stiamo vivendo, in cui si espande l’orrore della guerra e il potere mostra il volto osceno di tiranni disposti a sacrificare migliaia di vittime umane per realizzare assurdi disegni di dominio, tornare a sedere sulle pietre di Pompei per ritrovare storie antiche in modo nuovo, significa ancora una volta delegare all’arte del teatro un mandato essenziale: circoscrivere uno spazio e un tempo in cui restare umani”. Una bella novità per il pubblico: l’apertura del Foro triangolare che consentirà agli spettatori, prima delle rappresentazioni, di visitare un’area meno nota del sito, con il tempio dedicato ad Atena. Taglio del nastro il 18 giugno (con repliche 19 e 20) con “Le Baccanti” di Euripide, messo in scena da Theodoros Terzopoulos che ne firma regia, adattamento, scene, luci e costumi; le musiche originali sono di Panagiotis Velianitis. -taglio2- Il Maestro greco Terzopoulos porta in scena per la settima volta il testo di Euripide e afferma: - “Baccanti è una tragedia emblematica per la mia visione teatrale. È di estrema importanza proporlo in questo momento, laddove Dioniso incarna l’archetipo del rifugiato, partito da Tmolos tremila anni fa, ha viaggiato nelle zone di guerra del Medio Oriente, per finire, oggi, nel mar Mediterraneo, sulle coste di Creta o Lampedusa”. In scena Roberto Latini, Alvia Reale, Enzo Vetrano, Stefano Randisi, Marco Cacciola, Paolo Musio, Gemma Carbone, Giulio Germano Cervi, Rocco Ancarola, accompagnati dal Coro. Il secondo spettacolo, in scena il 26 e il 27 giugno, è L.A.V.A., spettacolo site specific in anteprima nazionale, dei celebri coreografi Emio Greco e Pieter C. Scholten che firmano l’evento con Roberto Zappalà. Terzo spettacolo, in scena il 3, 4 e 5 luglio, è “Alcesti” di Euripide, per la regia di Filippo Dini, anche interprete dello spettacolo nel ruolo di Ferete. Dini dedica lo spettacolo “al percorso della donna nella Storia, alla sua capacità di tornare indietro dall’orrore per affrontare l’oggetto del suo infinito amore”. In scena con Dini, Alessio Del Mastro, Giulio Della Monica, Sandra Toffolatti, Deniz Ozdogan, Aldo Ottobrino, Denis Fasolo, Bruno Ricci. Chiude la rassegna, l’11, 12 e 13 luglio, “I Persiani” di Eschilo, diretto dal regista catalano Àlex Ollè che fa parte della celebre compagnia La Fura dels Baus. Il cast è composto da Anna Bonaiuto, Giuseppe Sartori, Alessio Boni, Massimo Nicolini, accompagnati dal Coro, con scena di Alfons Flores, costumi di Lluc Castells e musiche di Josep Sanou. Metter in scena “I Persiani” oggi significa parlare di “guerre, politica, potere e dolore collettivo” purtroppo sempre attuali. Se il teatro aiuta a leggere meglio la realtà, tornando ad essere luogo di interrogativi e di riflessioni critiche, mai come in questo momento storico è necessario. Scrive Terzopoulos: “In tempi difficili, come i nostri, mentre il faro del teatro continua a illuminare se stesso, Dioniso ci invita a illuminare il futuro con la luce della vita, e ricostruirci, insieme, come Mito”.





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