Vita, amore e cinema
L’attore francese ritorna sul piccolo schermo con una vera e propria “chicca” cinematografica, gli appassionati e non solo, ne resteranno affascinati
Passaggi segreti, casseforti inviolabili, gioielli reali, impenetrabili castelli: nessun ostacolo ferma l'affascinante principe dei ladri che in ognuna delle sue gesta dà prova di fascino e di astuzia, mettendo a segno le imprese più audaci, assumendo le identità più eclettiche, utilizzando le strategie più rocambolesche. Arsenio Lupin è il nuovo progetto di Netflix con Omar Sy che presterà il volto al ladro gentiluomo più famoso del mondo. Il colosso streaming ha annunciato la sua prossima serie originale francese, un adattamento contemporaneo della saga, che riprende il personaggio nato dalla penna di Maurice Leblanc.
Partiamo subito dal nuovo progetto cinematografico che ti vedrà nei panni di Arsenio Lupin, un personaggio interpretato tante volte… come ti sei preparato per questo ruolo?
"Appena me l’hanno proposto ero decisamente entusiasta di vestire i panni di Arsenio Lupin, personaggio iconico e carismatico, che ha preso di nuovo vita in un adattamento moderno, unico nel suo genere. È inoltre meraviglioso unirsi a Netflix, un servizio che offre così tanti programmi diversificati e di qualità, che mi ispirano ogni giorno. Spero che il pubblico ne resti affascinato.”-taglio-
A proposito di personaggi iconici, anche tu vieni considerato tale...
“Davvero? – ride ndr – scherzi a parte non mi sento ancora in grado di poter sostenere una simile definizione. Io sono un attore, che ama ciò che fa e si impegna sempre al massimo sul set e nella vita di tutti i giorni. Molti mi hanno definito anche il volto di una ‘nuova Francia’, ma in realtà questa nazione è sempre stata un ‘melting pot’ e come me ce ne sono tanti altri!”
La Francia da qualche anno è stata spesso nel mirino del terrorismo, ad oggi che aria si respira nel Pays des Lumières?
“Si va avanti e si continua a ‘combattere’. Certo, la paura c’è ma sarebbe strano il contrario. Il popolo francese, però, sa come risollevarsi nonostante sia complicato vivere come se nulla fosse. Il nostro secolo è pieno di minacce, e mi rendo conto di quanto sia difficile riuscire ad essere spensierati come una volta.”
Sei molto attivo anche nel sociale...
“Assolutamente sì! E fino a quando avrò la forza e la possibilità continuerò ad aiutare il prossimo. Anche mia moglie Helene è responsabile di un’associazione per far sorridere bambini ricoverati a lungo in ospedale. In queste occasioni porto con me anche i miei quattro figli, voglio insegnar loro che le persone buone esistono e che bisogna sempre aiutare!”
La famiglia è un altro pilastro importante della tua vita...
“È IL pilastro! La mia famiglia è importantissima, infatti, cerco sempre di vivere la quotidianità al massimo e quando non ci sono fisicamente, mi faccio ‘sentire’ con il pensiero. Qui sulla mia mano indosso sempre un anello abbastanza ingombrante con quattro pietre incastonate: ognuna di loro rappresenta uno dei miei figli.”
Nasci come attore comico, ma sei riuscito a dimostrare di essere in grado di interpretare anche altri ruoli. È stato difficile ‘togliere’ l’etichetta?
“L’etichetta è qualcosa che dipende da terzi, io non mi sono mai sentito inquadrato in un determinato genere, anche perché ritengo che essere un attore in una commedia o in un film drammatico è la stessa cosa. Tuttavia, ti sorprenderà sentire che sono sempre stato attratto dai ruoli drammatici sebbene non ci sia arrivato subito ma a poco a poco. Mi piace mettere alla prova i miei limiti e cercare di superarli. Ma questo non ha nulla a che fare con il dimostrare agli altri che sono un bravo attore, è piuttosto una sfida personale. Voglio vedere fino a dove posso spingermi.”
Hai collaborato con grandissimi nomi della recitazione mondiale, c’è un aneddoto che ricordi particolarmente?
“Mah, non amo condividere questi momenti, preferisco conservarli nei miei ricordi! Ogni collaborazione mi ha aiutato a crescere. Migliore è il tuo partner, migliore diventi tu. È come nel tennis, se ti lanciano dei buoni tiri, devi aumentare di livello per rispondere adeguatamente e rimandare la palla oltre la rete.”
La tua carriera è iniziata, in realtà, come speaker radiofonico. Hai mai pensato di ritornare in radio?
“Se ci penso, è iniziato davvero tutto per caso! Lo so, dicono tutti così ma un giorno stavo accompagnando un amico speaker a Radio Nova per la puntata pilota di un programma e poiché non c’erano ospiti mi inventai il personaggio di un calciatore nigeriano. La cosa piacque talmente tanto che in poco tempo ci chiesero di diventare un duo comico! In ogni caso, mi piacerebbe tornare a fare radio, è un mondo senza fronzoli dove conta esclusivamente ciò che dici... questo mi piace!”
Questa è la società dell’apparire, come vivi l’evoluzione tecnologica odierna per la quale ci si mostra costantemente sui social?
“Non saprei… mi spiego meglio: io sono figlio di un’altra generazione quindi ho approccio particolare a tutte queste novità. Certo è, che non posso ignorare quello che mi accade attorno ma lo vivo sempre con un certo distacco. Sono presente sui social, ma non mi importa chissà quanto!”
La cover di questo mese è sull’eccessivo scusarsi continuamente per tutto e con tutti. Tu chiedi scusa?
“Sì, ma a modo mio! – scoppia in una rumorosa risata ndr -. Se ci pensi, alla fine ‘scusa’ è solo una parola; ci si scusa con i fatti, per questo prima ti ho risposto così! Una cosa è certa: quando sbaglio so riconoscerlo!”
“Voglio insegnare ai miei figli che le persone buone esistono e che bisogna sempre aiutare!”