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Omaggio doveroso

di Maresa Galli

Numero 271 - Giugno 2026

Ad un anno dalla sua scomparsa, presso il Conservatorio di “San Pietro a Majella” il ricordo di Eugenio Fels, grande pianista e compositore


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Celebrata al Conservatorio di Musica di San Pietro a Majella di Napoli l’opera di Eugenio Fels, pianista e compositore che operò a Napoli fino alla scomparsa, il 20 dicembre 2024. L’evento, -taglio- “Per Eugenio Fels, pianista e compositore”, rientra nella stagione 2026 di “Parliamo di musica – incontri con gli autori”, a cura di Emanuela Grimaccia e Paologiovanni Maione. Il direttore del Conservatorio, M° Gaetano Panariello, ricorda le qualità umane e artistiche di Fels ricordato con grande affetto dalle schiere di studenti da lui formate. Il vicedirettore del Conservatorio, M° Carlo Mormile, ricorda i concerti e gli eventi che coinvolsero il compianto artista, promossi da Konsequenz del M° Girolamo De Simone. Proprio De Simone ha promosso anche una giornata di studi alla Fondazione Morra e nell’evento al Conservatorio presenta i primi due volumi della Editio Fels, curata dalle Edizioni Konsequenz. Fels scrive brani per uno e due pianoforti, per chitarra, per organo, per tastiere elettroniche, molta musica da camera sia strumentale che vocale, con pianoforte o con diversi ensembles e per orchestra d’archi. Effettua registrazioni per Rai 3 e per le etichette “Konsequenz” e “Border”. È stato Docente di Pianoforte principale al Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli, istituzione che oggi ne celebra l’eredità artistica e didattica. La selezione dei brani compendia l’evoluzione poetica e stilistica di Fels, attraversando pagine pianistiche, cameristiche e chitarristiche testimonianza della sua attenzione al suono, alla forma e alla memoria, la sua raffinata scrittura musicale. Dagli interventi si evince il rapporto stretto che Fels aveva con la scrittura, l’esecuzione perfetta di brani di autori della “Factory” Konsequenz, performer comunicativo ed empatico. Maria Grazia Fels, che ha fortemente voluto la pubblicazione della Editio Fels, condivide ricordi e lettere di grandi personaggi ricevute dal padre. Fels, uomo di grande cultura, laureato in Filosofia, trasmetteva felicità, e il suo era un tempo di conoscenza, di bellezza, frutto di rigore e leggerezza. Due figure significative nella sua vita: Antonietta Webb-James, di cui fu allievo prediletto e il grande soprano Magda Olivero. -taglioLa sua musica getta un ponte tra passato tardo-romantico e contemporaneità. “Il più grande insegnamento che Eugenio Fels ci ha lasciato è questo – spiega De Simone - non far musica ‘per’, ma far musica ‘dentro’. Ossia far musica per amore della musica, per essere ‘nella’ musica, respirarla, abbeverarsene, senza secondi fini. Una visione pura, autentica, semplice, eppure così rara”. In programma le esecuzioni di Eugenio Fels: Notturno in fa diesis minore op. 5. Dedicato ad Antonietta Webb-James (composto il 28 febbraio 1975, eseguito nella versione riveduta dall’Autore nel 2002). Esecutore Domenico Di Francia, pianoforte. Improvvisazione per violoncello e pianoforte, (eseguito nella prima versione del 28 luglio 1982): Antonello Grima, violoncello e Girolamo De Simone, pianoforte. Intermezzo per chitarra (composto nel 1988, revisione completa del 18 marzo 1997): Ivano Pagliuso, chitarra. Sarabanda, da A gothic Suite” (composta il 19 febbraio 2009): Lorenzo Pone, pianoforte.
Chanson, da “A gothic Suite” (composta il 19 febbraio 2009): Giuseppe Castaldo, pianoforte. Chiude il programma Elegia, composta il 27 febbraio 2009: Andrea Riccio al pianoforte. “Incantesimo della soglia” è, per Walter Benjamin, ciò che attrae all’ingresso, sospinge all’entrata. La soglia è metafora dei nuovi templi della contemporaneità, occasione topografica, residuale, di conoscenza. L’attraversamento estetico è ragione di sopravvivenza e resistenza per quanti, ancora, producono arte, musica, poesia, dacché la porta rappresenta l’accesso desiderante che elimina i limiti e “trasforma colui che passa sotto la sua volta”. Una accezione prospettica, non solo psicologica, che invita al cammino”. Questa l’esortazione di Girolamo De Simone, pianista, compositore, autore, agitatore culturale che sa, come pochissimi, rendere materia viva e pulsante la memoria gettando un ponte sul futuro della musica come attraversamento di mondi ancora tutti da esplorare.





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