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Miriam Giovanelli

Talento unico

di Francesco Maria Menghi

Numero 270 - Maggio 2026

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L’attrice italo-spagnola non smette di stupire con nuovi progetti professionali, dopo il successo riscosso in Spagna e Stati Uniti


AAttrice e modella nata a Roma da padre spagnolo e madre italiana, all’età di dieci anni si trasferisce con la famiglia a Madrid, dove inizia a coltivare la sua passione per la recitazione e la moda. Con il tempo ha saputo costruirsi una carriera internazionale che spazia tra cinema, televisione e passerelle, facendosi apprezzare per il suo talento e la sua versatilità.-taglio- Inizi la tua carriera da attrice a soli dodici anni, prendendo parte a un cortometraggio, e quando ne hai diciassette giri ben tre film. Puoi raccontarci com’è iniziato il tuo percorso nel mondo dello spettacolo e come ti sei avvicinata al mondo del cinema? “Da bambina, consideravo la recitazione un hobby, al pari della danza o del basket. Frequentavo corsi di teatro e occasionalmente prendevo parte a progetti brevi, come cortometraggi o apparizioni in televisione.” Nel 2009 sei una delle protagoniste di una serie di grande successo, Física o química accanto alla tua amica Úrsula Corberó, e del film Mentiras y gordas, in cui reciti insieme ad attori del calibro di Ana de Armas, Mario Casas e Yon González, che ha riscosso grande successo sia in Spagna che negli Stati Uniti. È stato proprio in quel periodo che hai capito che la recitazione sarebbe stata la tua strada professionale? “È stato prima di Mentiras y gordas, quando ho girato quel film avevo meno di vent’anni. Il desiderio di intraprendere questa carriera è nato nel momento in cui dovevo scegliere il tipo di liceo e iniziare a pensare al futuro. Sognavo di prendermi un anno sabbatico per formarmi e il mio piano iniziale era quello di riprendere gli studi mentre facevo provini. Tuttavia ho avuto la fortuna di ottenere una continuità lavorativa che mi ha permesso di dedicarmi completamente alla recitazione puntando su quella che è sempre stata la mia scelta prioritaria.” Dai diciannove ai ventiquattro anni vivi in Italia, dove lavori e reciti in diversi film e serie. In che modo la tua esperienza di attrice in Italia ha influito successivamente sulla tua carriera in Spagna? “Ritengo che la mia esperienza in Italia sia stata fondamentale per consolidare la decisione che avevo preso, ma tornare a vivere a Roma mi ha influenzato profondamente non solo a livello professionale ma anche nel modo di guardare e percepire la vita. Roma è una città in cui il trascorrere del tempo sembra avvolgere tutto, diventando il vero protagonista. Viverci mi ha insegnato a valorizzare e apprezzare ogni istante.” Nel 2014 torni in Spagna e fino al 2016 reciti in Velvet con Miguel Ángel Silvestre, Paula Echevarría e altri grandi attori, facendoti conoscere in tutto il mondo. Credi che Velvet abbia creato un prima e un dopo nella tua carriera? “Durante il periodo in cui vivevo a Roma ho avuto l’opportunità di partecipare a Velvet, un progetto che mi ha riportata in Spagna e ha segnato l’inizio di un nuovo capitolo della mia carriera. Dal punto di vista strettamente professionale è difficile valutare, ma in termini di popolarità e notorietà questa esperienza ha indubbiamente avuto un impatto significativo sulla mia carriera.” Quanto c’è di Miriam in un personaggio controverso come Patricia Márquez? “Capisco che ci sia qualcosa di mio nel personaggio, essendo io a interpretarlo, ma non mi identifico particolarmente con Patricia Márquez.” Hai affermato recentemente che la Spagna non ha nulla da invidiare all’Italia nel campo della moda e a Hollywood per quanto riguarda il cinema. In che ambito, invece, pensi che la Spagna possa trarre ispirazione da questi due paesi? “In Spagna non si riconosce ancora tutto il potenziale che moda, cinema e altri settori culturali possono offrire, non solo come espressioni artistiche ma anche come pilastri fondamentali per il Paese. Credo che l’Italia abbia saputo valorizzare e potenziare settori come la moda, il cinema e la gastronomia trasformandoli in vere e proprie industrie che generano benefici economici per il Paese e dimostrando una grande capacità di esportare questi settori trasformandoli in motori di crescita.” Sei sempre stata estremamente sensibile con due temi particolarmente attuali: quelli dell’ambientalismo e del femminismo. Quali sono le principali differenze che noti in merito tra Italia e Spagna? “Non credo di avere abbastanza esperienza diretta per fare un confronto approfondito dato che non vivo in Italia da tempo. Tuttavia, per quanto mi riguarda, ritengo fondamentale vivere promuovendo il progresso su temi come l’uguaglianza di genere e la sostenibilità ambientale. Sono valori che guidano il mio modo di essere e le mie scelte quotidiane.” Nel 2019 e 2021 sei diventata madre di due bambini, Renata e Lorenzo. È difficile conciliare il ruolo di madre con quello di attrice affermata? E che messaggio manderesti alle donne che cercano di conciliare carriera e maternità? “Sto vivendo questo ruolo con grande soddisfazione e credo che la maternità mi stia aiutando a soffrire meno i periodi di pausa tra un lavoro e l’altro anche se, naturalmente, capita ancora. Ritengo che la maternità e la paternità siano ambiti in cui non abbiamo ancora raggiunto una piena uguaglianza in nessuno dei due Paesi. Sebbene sia i padri che le madri affrontino insicurezze al momento della nascita di un figlio, credo che le preoccupazioni delle donne siano spesso più legate all’ambito professionale rispetto a quelle degli uomini.” Qual è il tuo rapporto con la moda? La vedi più come una passione, un modo di esprimerti, o un’estensione del tuo lavoro creativo? “La moda mi affascina profondamente come processo creativo e trovo che possa essere, ad esempio, una fonte di grande ispirazione per la creazione dei personaggi. Nella mia vita quotidiana, invece, cerco di avvicinarmi alla moda in modo sostenibile privilegiando capi senza tempo e di ottima qualità. Considero la durata il vero cuore della sostenibilità.” Come vedi invece l’evoluzione del ruolo dei social media nel plasmare la moda contemporanea? Credi che abbiano in qualche modo alterato l’approccio alla creatività nella moda? “Credo che i social media abbiano trasformato non solo il mondo della moda, ma la nostra vita. Sono un fenomeno nuovo, ancora in fase di maturazione e confido che, con il tempo, troveremo un modo più sano e arricchente di utilizzarli dal momento che ritengo rappresentino la vera sfida della nostra epoca.”

Intervista rilasciata per il portale dell’Ambasciata di Spagna in Italia, a cura di Francesco Maria Menghi – https://spagnaculturaescienza.it/interviste/miriam-giovanelli/

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