Certamente. L’autunno può essere un periodo in cui prenderci cura del nostro equilibrio psicologico, anche se dovremmo imparare a farlo durante tutte le stagioni. In questo periodo possiamo ampliare la nostra socialità, creare occasioni di incontro, coltivare le relazioni affettive e cercare di attivarci, senza concentrarci soltanto sugli aspetti collaterali delle buone abitudini di vita, come l’alimentazione.
Con l’arrivo dell’autunno cambiano le giornate, le nostre abitudini e, per molti, anche il modo di sentirsi. La luce diminuisce, il tempo trascorso all’aperto si riduce, la routine riprende il suo ritmo e quella leggerezza tipica dell’estate può lasciare spazio a stanchezza, malinconia e minore motivazione. Ma quanto c’è di fisiologico in queste sensazioni? -taglio- E quando, invece, un cambiamento stagionale può diventare qualcosa a cui prestare maggiore attenzione? Ne abbiamo parlato con il Dott. Michele Canil, psicologo a Treviso, per capire cosa accade al nostro equilibrio psicologico quando cambiano le stagioni, perché il ritorno alla quotidianità può essere impegnativo e quali strategie possono aiutarci a prenderci cura del nostro benessere mentale. Con l’arrivo dell’autunno molte persone raccontano di sentirsi più stanche, malinconiche o meno motivate. Quanto incidono realmente i cambiamenti di stagione sul nostro stato d’animo? I cambiamenti stagionali incidono effettivamente sull’umore. Un tempo esisteva la diagnosi di “depressione stagionale”, legata principalmente alla riduzione delle ore di luce, al minor flusso sociale e alla predisposizione individuale. Si può passare da una semplice diminuzione della voglia di socializzare e di intraprendere nuove iniziative fino a livelli più importanti, nei quali si manifesta un vero e proprio disturbo stagionale che richiede un intervento sia psicologico sia farmacologico. La diminuzione delle ore di luce è uno degli elementi più importanti: che cosa succede nel nostro cervello quando le giornate si accorciano e riceviamo meno luce naturale? La diminuzione della luce comporta alcune alterazioni nella regolazione dell’ipotalamo, con una minore disponibilità di serotonina e un aumento della melatonina, spesso associata alla sonnolenza. Queste modificazioni possono favorire alcuni comportamenti gratificanti, come mangiare fuori pasto o trascorrere più tempo davanti a uno schermo. Esiste davvero una relazione tra luce, sonno e umore? E perché il cambiamento degli orari può farci sentire più affaticati o “fuori ritmo”? Il cambiamento delle ore di luce può alterare i meccanismi di regolazione ormonale, favorendo un aumento della melatonina e, di conseguenza, una maggiore sonnolenza e una tendenza a essere più pigri. È un comportamento comune nei mammiferi che, nell’essere umano, può riflettersi anche sulla percezione soggettiva di energia e benessere.-taglio2- È normale provare una certa malinconia quando finisce l’estate? E come possiamo distinguere una fisiologica nostalgia da un disagio psicologico che merita maggiore attenzione? La malinconia di fine estate può essere fisiologica. È una sorta di esperienza di perdita e di abbandono di uno stato percepito come più rilassato e piacevole, caratterizzato anche da maggiore socialità e senso di libertà. Può però diventare patologica quando il disagio diventa difficile da affrontare e interferisce concretamente con la vita quotidiana, per esempio portando a chiedere giorni di malattia dal lavoro oppure, nel caso di uno studente, a non riuscire più a sostenere gli esami. Quali piccole abitudini possono aiutarci a vivere meglio l’autunno? Certamente. L’autunno può essere un periodo in cui prenderci cura del nostro equilibrio psicologico, anche se dovremmo imparare a farlo durante tutte le stagioni. In questo periodo possiamo ampliare la nostra socialità, creare occasioni di incontro, coltivare le relazioni affettive e cercare di attivarci, senza concentrarci soltanto sugli aspetti collaterali delle buone abitudini di vita, come l’alimentazione. È importante anche regolare le nostre attività sulla base delle nostre percezioni soggettive, senza trascurare l’attività fisica, che anche l’OMS promuove come importante fattore di benessere. La nostra psiche è composta da diversi ambiti: se riusciamo a coltivarli in modo sufficientemente positivo ed equilibrato, possiamo costruire e mantenere un buon livello di benessere psicologico. Imparare ad ascoltare i cambiamenti L’autunno, dunque, non è necessariamente una stagione da combattere. Può essere un momento in cui imparare ad ascoltare con maggiore attenzione ciò che accade dentro di noi. Riconoscere i propri segnali, mantenere una vita attiva, coltivare le relazioni e non rinunciare al movimento può aiutare ad affrontare il cambio di stagione con maggiore equilibrio. Perché prendersi cura della propria salute mentale non significa aspettare che qualcosa non funzioni più. Significa anche imparare a riconoscere ciò di cui abbiamo bisogno e costruire, giorno dopo giorno, le condizioni per stare bene.