La sua ultima raccolta di poesie è lo specchio della sua anima e del suo sguardo: un viaggio profondo e ricco di sfumature da cogliere verso dopo verso
Nasce a Benevento nel 1997; Ramona Rinaldi a soli 19 anni mentre frequenta l’ultimo anno di liceo classico, partecipa al Premio Internazionale Albatros, classificandosi prima nella sezione narrativa giovani con il racconto 'Uno e tutto'. Dopo il diploma, Ramona ha continuato il suo percorso di studi presso l’Università di Siena, dove tutt’oggi è impegnata alla facoltà di lettere classiche continuando a coltivare anche la passione per la scrittura. Infatti, nel 2017 ha pubblicato con la casa editrice Albatros Edizioni una raccolta di poesie 'Pensieri. Frammenti di vita', e nel 2018 la ritroviamo con una nuova opera 'Alba. Sotto i cieli di ciliegio' una raccolta che segna la sua evoluzione letteraria.
“Alba sotto i cieli di ciliegio” è il titolo della tua ultima opera, quanto c’è di autobiografico all’interno di questa raccolta poetica?
“Non moltissimo, nel senso che gli spunti sono sempre presi dalle esperienza che vivo quotidianamente e soprattutto dalle realtà che osservo ogni giorno. C’è un momento in cui la mente spazia ed è libera di andare dove vuole ed io la faccio fare.”
Quindi in questo tuo osservare quello che ti circonda, quando comprendi che sta per balenarti in testa un’idea?
“Come ho detto prima, comincio a viaggiare con la mente perdendomi nei miei pensieri. Cammino per strada e non ricordo più dove sto andando, oppure cerco di tenere quell’emozione un po' dentro così poi da sola davanti ad un foglio bianco posso mettere tutto nero su bianco.” -taglio- Non è mai semplice riuscire a trascrivere le emozioni, quale di queste è la più complicata?
“Sicuramente l’emozione che richiama il titolo: ovvero la rinascita, un cambiamento che si avverte anche un po' nei piccoli dettagli della vita di tutti i giorni, oppure nelle scelte che si fanno. Le situazioni che ci ritroviamo a gestire sono spesso complicate, così la rinascita assume un valore fondamentale.”
A proposito di cambiamenti, quindi, dalla tua prima opera com’è cambiato il tuo approccio alla scrittura?
“È cambiato tanto, anche perché devo ammettere che all’inizio vivevo la scrittura proprio come una sorta di gioco, un momento mio. Invece, quando c’è stata la sorpresa della pubblicazione della mia prima opera, ho cominciato a riflettere su quello che potevo fare per migliorarmi e così ho iniziato a cercare il mondo migliore per assorbire il maggior numero di spunti possibili. Ho letto molti autori e vari generi, avvicinandomi alla poesia in maniera più approfondita. È importante fare una cosa bene, tentando di avere più strumenti possibili per esprimersi.”
Come nasce la tua passione per la scrittura e quando hai cominciato a scrivere quello che ti passava per la mente?
“Alle scuole medie ho mostrato interesse per la scrittura, ma ho abbandonato perché ancora non mi sentivo pronta. Poi negli ultimi anni di liceo, grazie anche all’appoggio di alcuni professori, sono riuscita a liberarmi un po' ed ho iniziato a scrivere, però non facevo leggere a -taglio2- nessuno quello che scrivevo, perché la vivevo sempre come una cosa molto intima e quindi non ero pronta ad espormi agli altri. Mi vergognavo a farmi vedere attraverso le poesie o i racconti che scrivevo.”
Fai parte della generazione social, secondo te quanto possono essere d’aiuto a chi vuole intraprendere una carriera artistica?
“Io non uso molto i social- ride ndr – non sono forse la miglior rappresentante della mia generazione. In ogni caso, i social offrono di sicuro molte possibilità a livello di visibilità. Io, però, scrivo a mano, carta e penna, ma mi rendo conto di dover stare al passo coi tempi. Ci sono enormi vantaggi ed opportunità grazie a queste piattaforme, sarebbe bene che prima o poi riesca ad entrare anch’io in questo mondo. È molto importante per la promozione di un autore perché è quella la direzione che sta prendendo il mondo.”
Prima accennavi al tuo esplorare altri autori e generi, quale di questi ti ispira particolarmente?
“Pirandello, anche se devo ammettere che ultimamente mi ha colpito la scrittura di Kikuo Takano, un poeta giapponese che mi piace molto.”
Come vedi il tuo futuro?
“Eh, questa è una domanda difficile! Sarebbe bello riuscire a vivere con la mia scrittura, però al giorno d’oggi è molto difficile portare avanti i propri sogni non solo in ambito letterario. Cerco quindi di vivere ad obiettivi, e trovare qualcosa che mi gratifichi.”