L’aura, a dieci anni dagli esordi sul palco dell’Ariston, ci racconta la sua prima esperienza in Giappone e tutti i dettagli sul suo prossimo album, che di certo ci sorprenderà
L’Aura può vantare un talento unico sia come compositrice, sia come polistrumentista e cantante. Nell’aprile 2005 pubblica il suo album d’esordio “Okumuki”, che ha raggiunto il traguardo del disco d’oro. Ad inizio 2006 partecipa al Festival di Sanremo nella categoria “Giovani” con la canzone “Irraggiungibile”, dove ottiene una grande affermazione personale. L’anno successivo alla kermesse sanremese viene pubblicato il secondo album “Demian”, ricco di sfumature, dalle tinte forti del rock fino ai toni più delicati delle ballad e del jazz. Nel 2008 L’Aura ritorna al Festival di Sanremo, però questa volta nella sezione “Big”, con il brano sulla nonviolenza “Basta!”. Qualche anno più tardi esce l’EP “Sei Come Me”, anticipato dal singolo “Come Spieghi”. L’estate del 2011 ha anche un suo tormentone “Gira L’Estate” che irrompe nelle classifiche radiofoniche italiane, entrando nella top 20 del Music Control. Nell'autunno dello stesso anno esce un altro singolo tratto dal suo ultimo album, una reinterpretazione in italiano scritta dalla stessa L'Aura del cavallo di battaglia di Bonnie Tyler “A Total Eclipse of The Heart”. “Eclissi del Cuore” viene pubblicata in duetto con Nek e diventa un successo radiofonico strepitoso, certificato disco di platino. Alla fine dello stesso anno L'Aura duetta con Enrico Ruggeri, producendo e ri-arrangiando “Quello che le donne non dicono” per il suo disco “Le canzoni ai testimoni”. Collabora e duetta con tantissimi artisti del panorama nazionale e non solo. Ha chiuso l’anno a Tokyo, per due concerti speciali piano e voce. L’aura, invitata dalla Camera di Commercio Italiana in Giappone, si è esibita in occasione dell’ICCJ Gala Dinner and Concert 2016. Attualmente sta lavorando al suo nuovo disco, un concept album ispirato alla musica degli anni '60, '70 e '90, prodotto da Simone Bertolotti. Cosa ci riserverà?
Ad un decennio dall’album d’esordio “Okumuki” ti sei esibita con due concerti in Giappone, quali le emozioni provate quando ti hanno comunicato questa notizia? -taglio- “Da premettere che il nostro è un mondo particolare, cose che sembrano certe, poi possono interrompersi all’ultimo minuto. Infatti quando mi hanno fatto questa proposta non l’ho neanche presa sul serio, non pensavo neanche lontanamente che si realizzasse. Invece quando si è concretizzato il tutto sono stata molto felice. D’altronde il Giappone è uno dei viaggi che ho sempre voluto fare e da lì parte tutto il mio percorso.”
Quale il significato di “Okumuki”?
“La traduzione letterale è ‘parte più interna della casa’. Zona della casa in cui invitano solo gli ospiti di primo livello, quelli più graditi. Nel mio caso, il senso era invitare un pubblico che ancora non mi conosceva ad ascoltare le mie canzoni, la stanza più intima della mia personalità.”
Quindi per te cosa rappresenta il Giappone?
“Mi ha sempre affascinato sia a livello culturale sia a livello musicale. ‘Okumuki’ ne è la dimostrazione vivente. Tra l’altro è anche un primo tassello molto importante per il mio prossimo disco…”
Come hai strutturato le due esibizioni a Tokyo?
“Sono state entrambe molto diverse, anche se sono stata sempre da sola al piano. Nella serata di gala è stato un set più breve ed incentrato sulle cose più popolari e su alcuni canzoni che hanno istituito i pilastri della musica italiana nel suo periodo d’oro.”
Attualmente stai lavorando al tuo prossimo album, cosa puoi anticiparci?
“Poco, molto poco. Siamo in continua evoluzione, abbiamo apportato degli ultimi cambiamenti. L’album doveva uscire entro il 2016, però per una serie di motivi non è stato possibile e quindi quest’anno sarà quello buono! Sono davvero convinta che il 2017 sia l’anno giusto, abbiamo le idee chiare su cosa vogliamo fare. Dico ‘abbiamo’ perché sono solo la punta di questo enorme progetto, dentro ci sono tantissime persone che mi aiutano a creare questo lavoro molto articolato.” -taglio2- Quali gli obiettivi del nuovo progetto?
“Il mio obiettivo è sempre uno: non fare canzoni ‘usa e getta’. Sembra che il trend degli ultimi tempi sia proprio questo. Desidero canzoni che restano nel cuore e nella mente.”
Una delle tue collaborazioni più celebri in Italia, è stata quella con Nek. Raccontaci com’è nato questo connubio artistico…
“In maniera molto naturale. Eravamo in studio con lo stesso produttore, avevo portato la mia traduzione del testo, il disco era quasi finito, ma il produttore ha amato l’idea e mi ha proposto di chiedere a Filippo se volesse collaborare. Da persona gentile e carina qual è, Filippo ha subito accettato, il resto lo conoscete già.”
Dopo “Okumuki” hai partecipato nel 2006, poi nel 2008, al Festival di Sanremo. Quali i ricordi di quell'esperienza?
“Il primo anno fu un’esperienza abbastanza scioccante, ero più giovane e molto timida ed essere catapultati in una macchina come il Festival di Sanremo, dove ogni dieci minuti hai una persona che ti chiede qualcosa, è incredibile. Poi due anni dopo avevo già conosciuto tante persone ed ero molto più a mio agio. A livello artistico, però, ho proferito il primo. ‘Irraggiungibile’ per me è stato un pezzo molto speciale, scritto in un momento molto difficile della mia vita.”
Ci ritornerai alla kermesse sanremese?
“Non so proprio dirtelo, a Sanremo devi andare quando ne hai bisogno e adesso non penso di essere in questa situazione. Non lo escludo, ma ad oggi non ti so dire. È stata una bella esperienza, un giorno vorrei ritornarci.”
Dopo tanti anni di carriera qual è l’episodio che porterai sempre nel cuore?
“Fare una classifica è difficile, ce ne sono tanti di momenti indimenticabili. Da Sanremo alle aperture dei concerti, come quelli di Renato Zero negli stadi. La collaborazione con Laura Pausini, i concerti che ho fatto all’estero, le tournée con artisti favolosi. Porterò tutto e tutti con me!”