Scavare dentro la propria storia, per individuarne perimetro, coordinate, angoli più aspri da sondare, riconoscere, accettare. Entrare nel personale labirinto, quello generato sin dall’inizio, segmento dopo segmento, fino a farne una buia e intricata matassa di cui neppure più s’intuisce l’uscita.
Scavare dentro la propria storia, per individuarne perimetro, coordinate, angoli più aspri da sondare, riconoscere, accettare. Entrare nel personale labirinto, quello generato sin dall’inizio, segmento dopo segmento, fino a farne una buia e intricata matassa di cui neppure più s’intuisce l’uscita. Desolato il sentiero: soffoca, costringe a brancolare in uno spazio privo di porte e di finestre… Prendere in mano la situazione, prima che sia tardi, scegliere di accendere una lampada, farvi luce… Coraggioso, il “tribunale interiore” deve insediarsi e mettersi all’opera. -taglio- Il coraggio, soprattutto: di non mentire; di non inventarsi discolpe attenuanti giustificazioni… Timore e tremore hanno pari valenza e peso nel gioco: appartengono all’umano e, perciò, sono punti di forza e non di debolezza: non richiedono di misurarsi con un giudice astratto, lontano, sordo. A ponderare il tutto e a decidere è il singolo, con la propria coscienza: che, qualora si lasciasse violare dalla menzogna, scivolerebbe nel nulla, nell’inutile, nell’insensatezza di un vissuto irrilevante vuoto. Timore, tremore e coraggio, dunque. Il coraggio, che abita in una terra equidistante dalla codardia e dalla tracotanza. Di natura fragile, l’uomo acquista valore e potenza, se riesce a rappresentare in un solo scarno e onesto diario la sintesi fedele di tutto ciò che è stato, di quello che è e del traguardo a cui tende. A questo punto, le pagine segnate vanno lette, dalla prima all’ultima: più volte, senza distrarsi, con attenzione mirata. E poi -taglio2- riesaminate, dall’ultima alla prima: operazione più lunga e complessa della precedente: richiede il doppio del tempo speso per mettere nero su bianco...Occorre, perciò, cancellare, ridurre la parte segnata; restituire ai fogli il candore sottratto da inservibile minutaglia, da pseudo ragionamenti, da affabulazioni prodotte da una mente confusa debole inquieta, scontenta di sé: frustrata da “narrazioni” che, ossessivamente ripetute, hanno preteso di trasformarsi in cronaca e storia autentiche, tradendo i fatti. Quando tutto il materiale risulta finalmente attendibile e ben documentato, la “corte coscienza” è in grado di decidere. La sentenza, proprio perché fondata su elementi memoriali dettagliati e schietti,non risulterà mai spietata, distruttiva: per dura che possa apparire, infatti, concederà sempre la possibilità di rialzarsi, aprirà le porte al mondo; consentirà alla brezza pulita di riempire polmoni mente e anima di forza rigeneratrice.