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Il giuramento del medico

di Alfredo Salucci

Numero 190 - Luglio-Agosto 2018

Il Corpus Hippocraticum è una raccolta di una settantina di libri scritti in greco, un vero trattato sull’arte medica che spazia dai compiti e dalla figura del medico alla trattazione di varie patologie


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Il Corpus Hippocraticum è una raccolta di una settantina di libri scritti in greco, un vero trattato sull’arte medica che spazia dai compiti e dalla figura del medico alla trattazione di varie patologie. Molti di questi libri sono riconducibili a Ippocrate, il famoso medico nato a Coo nel 460 a.C. e morto a Larissa nel 377 a.C. che interpretò la medicina come professione e ricerca, affrancandola definitivamente dalla teurgia e dalla filosofia.
Nel De medico, uno dei libri della raccolta, è illustrata la figura del medico: un uomo di alta moralità, ma questo non basta perché deve coniugare a questa caratteristica l’amore per il malato. Il medico deve quindi avere qualcosa in più rispetto agli uomini onorevoli: la consapevolezza di non essere infallibile, che può commettere errori, e per sbagliare il meno possibile deve dedicarsi allo studio continuo della medicina nel rispetto del malato tenuto nella più alta considerazione. Il medico inoltre deve essere uno studioso anche di altre branche, come la filosofia, ma senza perdere il contatto con la realtà. In pratica, il medico era una figura speciale, diverso dagli altri uomini probi e onesti; il medico doveva avere altre caratteristiche che non erano richieste a nessuno degli uomini migliori. -taglio- Questa cosa fu sancita anche da un giuramento, una vera novità per chi svolgeva l’arte medica in quel tempo. Il giuramento Ippocratico, Hippocratis jusiurandum, in pratica è rimasto quasi invariato per il medico dei giorni nostri. Queste norme di comportamento del medico non cambiarono nemmeno con l’inizio dell’era cristiana, tanto l’etica medica era conforme ai precetti della nuova religione. Vale la pena ricordare alcune regole che fanno parte del moderno giuramento dei medici e che si rifanno al giuramento ippocratico. Il medico giura di esercitare la medicina in piena libertà e indipendenza di giudizio e di comportamento rifuggendo da ogni indebito condizionamento; di perseguire la difesa della vita, di curare ogni paziente con eguale scrupolo e impegno, prescindendo da etnia, condizione sociale e ideologia politica e promuovendo l’eliminazione di ogni forma di discriminazione in campo sanitario.
Già queste norme evidenziano la professione particolare che svolge il medico che deve essere necessariamente al di sopra di qualsiasi opinione personale in campo politico, etico e religioso. Non c’è nessuna differenza tra i malati, il medico ha il dovere di comportarsi con tutti allo stesso modo indipendentemente dalle sue opinioni o di quelle del malato. Ancora, il medico deve astenersi da ogni accanimento diagnostico o terapeutico. E qui si potrebbe scrivere e parlare a lungo, basti ricordare le problematiche che si vivono e si affrontano oggi e le varie posizioni. -taglio2- Certo, per prima cosa si dovrebbe definire con precisione che cosa va inteso per accanimento diagnostico e terapeutico. Inoltre, al medico si richiedono espressamente alte doti morali e di evitare, anche al di fuori dell’esercizio professionale, ogni atto e comportamento che possano ledere il decoro e la dignità della professione. In pratica il medico resta tale anche quando non è nelle sue funzioni. Nel decalogo sono sancite anche le norme di comportamento verso i colleghi: rispettare i colleghi anche in caso di contrasto di opinioni. Infine, il medico deve prestare assistenza d’urgenza a chi ne abbisogni e di mettersi, in caso di pubblica calamità, a disposizione dell’autorità competente. Il medico, molto più di altri professionisti, è obbligato a osservare il segreto professionale e di tutelare la riservatezza su tutto ciò che gli è confidato, ecc. Il medico, poi, deve svolgere la propria professione in scienza e coscienza. Quanto aveva stabilito per i medici Ippocrate con il suo giuramento, oltre duemila anni fa, è cambiato poco. Questo a significare quanto l’arte medica fosse allora molto più avanti delle altre professioni nel rispetto del prossimo inteso non solo come soggetto affetto da malattia ma anche come essere umano con le sue idee, la sua religione e i suoi comportamenti anche negativi. Per il medico il malato è una persona cui prestare sempre soccorso in caso di bisogno.





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