Abbandonati alla furia di bradisismi e terremoti
Campi infuocati, come dice il nome. Gli antichi, sgomenti dagli insoliti fenomeni della natura con fumi sulfurei e sommovimenti del suolo, supposero che vi fosse ubicata la bocca degli Inferi e numerosi e fantastici miti vi si crearono. Attratti dalla bellezza e varietà dei luoghi, dall’amenità del clima e dalla fertilità della terra, i Romani elessero la zona per i loro “otia”, erigendovi ville favolose e terme superlative, monumenti imponenti tra cui l’Anfiteatro Flavio e la Piscina Mirabilis, che lasciano stupiti i visitatori di tutto il mondo, ma anche creandovi nodi strategici sia per il commercio: -taglio- il porto di Pozzuoli, fondamentale per l’importazione dei grani; sia per la difesa: l’alloggiamento della più grande flotta del Mediterraneo a Miseno. Ma perché “Campi Flegrei”? Essi sono costituiti da una vasta caldera vulcanica attiva formatasi circa 39.000 anni fa, quando un'enorme esplosione ha svuotato la camera magmatica e creato la attuale depressione, in parte sommersa, nella quale sono stati individuati numerosi apparati vulcanici sotto il mare e altri modificati dall'erosione marina nel corso dei millenni, con 24 o 25 edifici vulcanici principali e numerosi piccoli crateri sparsi tra terra e mare in un'area di circa 65 chilometri quadrati. Tra i più noti rientrano: la Solfatara, caratterizzata da manifestazioni fumaroliche e idrotermali, il Cratere degli Astroni, il lago d'Averno e il Monte Nuovo. La massima elevazione dell'area è rappresentata dalla collina dei Camaldoli, che raggiunge i 457m. Il territorio dei Campi Flegrei comprende principalmente i comuni di Bacoli, Monte di Procida, Pozzuoli e Quarto, oltre a porzioni dei territori di Giugliano in Campania, Marano di Napoli e la zona occidentale del comune di Napoli. Ne fanno parte anche le isoledi Ischia, Procida e Vivara. 39.000 anni fa, dunque, ad ovest di Napoli si verificò la più grande e spaventosa eruzione che ci sia mai stata nel Mediterraneo, le cui ceneri si diffusero dal Mediterraneo orientale alla Russia. La lava raggiunse da un lato per mare la penisola sorrentina formando le alte falesie di tufo su cui poggia Sorrento, dall’altro la zona interna, scavalcando i monti fino alle attuali Roccamonfina e Sant’Agata dei Goti. Una potenza molto molto più grande e devastante rispetto, per es. all’eruzione del Vesuvio del 79 d.c. e che modificò completamente il territorio. -taglio2- Circa 15.000 anni fa, poi, una seconda grande eruzione ha ridisegnato l'area lasciandoci le enormi masse di tufo napoletano, quello cioè dove è stata edificata la città di Napoli, i cui abitanti per secoli hanno scavato, creando gallerie, passaggi, grandi grotte, e utilizzandolo per le costruzioni in superficie. L'ultima eruzione, avvenuta nel 1538, ha prodotto il Monte Nuovo di cui si è detto. Negli anni che hanno preceduto tale eruzione la caldera ha subito un sensibile sollevamento del suolo nella sua parte centrale. Dopo la stessa area è stata soggetta ad una costante subsidenza fino alla metà del XX secolo. A partire dalla seconda metà del XX secolo è iniziato un periodo di sollevamento che ha condotto a due crisi bradisimiche negli anni 1969-72 e 1982-84, caratterizzate da intensa sismicità. Il "bradisismo" è quel fenomeno per cui il suolo lentamente si solleva o si abbassa e il cui termometro è individuabile nelle colonne del Serapeo. Dal 2005 il suolo è in costante e graduale sollevamento. Gli sciami sismici sono continui con scosse di varia magnitudo che danneggiano gli edifici. A seguito del terremoto del 20 maggio 2024 è intervenuta a sostegno la protezione civile, lo stesso è accaduto dopo il terremoto del 13 marzo 2025. Il primo agosto 2026, ahimè, una più forte scossa di magnitudo 4.7 ha visto il crollo di un costone del Monte Olibano, ha distrutto abitazioni e scuole, ha causato 26 feriti, circa 2000 sfollati, che nell’immediato di sono rifugiati a dormire nelle auto e poi in sistemazioni di fortuna. Lo sciame sismico che è seguito sembra per il momento concluso, ma la situazione è drammatica, molte case sono inagibili, manca l’acqua in più punti, la gente protesta per la lentezza e inadeguatezza degli interventi. Epocale lo scontro con i rappresentanti del Governo da parte dei sindaci, in special modo dell’attivo e battagliero Sindaco di Bacoli, Josi Della Ragione, che a viso aperto ha lamentato tutte le carenze di ministri e governo denunciando tutti i pretesti dagli stessi avanzati a giustificazione della loro inerzia nei confronti di donne, anziani e bambini che stanno soffrendo ogni sorta di disagi. É l’eterna storia dell’abbandono del Sud, che l’attuale Governo, pur negandolo, sta a sua volta perpetrando in maniera irresponsabile. Di fronte alle calamità gli abitanti del meridione sono dunque da considerarsi figli di un Dio Minore?