L’Arcobaleno Incastonato nella Montagna
Guanajuato è la capitale dell'omonimo stato del Messico. Si trova 370 km a nord-ovest di Città del Messico, a un'altitudine di circa 2000 metri sopra il livello del mare. Fu fondata nei pressi dell’omonimo fiume. Il nome nell’antica lingua degli aborigeni significava “luogo montuoso di rane”. -taglio- E non è semplicemente una delle città più belle del Messico; è un labirinto urbano a cielo aperto e sotterraneo che sfida la gravità e le leggi della pianificazione stradale. Dichiarata Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO, questa ex città mineraria si trova incastonata in una stretta valle della regione montuosa centrale, dove le sue case, abbarbicate sulle colline, creano un caleidoscopio di colori sgargianti che va dal rosa intenso al giallo sole, un mosaico che sembra brillare di luce propria. Nel 1886 qui nacque il grande muralista Diego Ribera, nella cui pittura sono individuabili echi cromatici della città natale. Ciò che rende Guanajuato davvero magnetica, però, è l’abbraccio sincero dei suoi abitanti: i guanajuatenses possiedono una simpatia contagiosa e un calore innato che trasforma ogni visitatore in un ospite privilegiato, sempre pronti a scambiare un sorriso, offrirti una dritta su un vicolo nascosto o raccontarti con orgoglio la storia di un angolo della loro città. Nel XVIII secolo, questa fortuna e questa grandezza affondavano le radici nel sottosuolo. Guanajuato era infatti uno dei centri di estrazione d'argento più ricchi e produttivi dell'intero pianeta, e la sola leggendaria miniera di La Valenciana arrivava a coprire una quota enorme della produzione mondiale di metallo prezioso. Quella ricchezza sconsiderata e improvvisa ha modellato l'anima della città, traducendosi in un'architettura coloniale sfarzosa e barocca che ancora oggi mozza il fiato: dalla Basílica Colegiata de Nuestra Señora de Guanajuato, -taglio2- con la sua inconfondibile facciata giallo senape e rosso che domina la piazza principale, fino al monumentale Teatro Juárez e alla spettacolare facciata churrigueresca del Templo de la Compañía de Jesús. Se l'argento ha costruito la superficie, l'ingegno ha plasmato il ventre della città. Guanajuato rivela infatti la sua anima più segreta nel sistema di tunnel sotterranei: gallerie scavate nella roccia vulcanica che, nate originariamente per deviare le acque del fiume e prevenire le disastrose inondazioni del passato, sono state convertite in strade per il traffico automobilistico e pedonale. Percorrerle regala l'esperienza quasi magica di esplorare una fortezza nascosta tra archi in pietra illuminati da lanterne storiche.Per vivere appieno la superficie di Guanajuato occorre invece abbandonare l’auto e perdersi a piedi nei suoi vicoli ripidi e tortuosi. È qui che si incontra il celebre Callejón del Beso, il Vicolo del Bacio, un passaggio talmente stretto da sfiorare pochi centimetri di larghezza. La leggenda narra di due giovani amanti appartenenti a famiglie rivali che riuscivano a incontrarsi in segreto affacciandosi dai rispettivi balconi, così vicini da potersi finalmente baciare. Oggi, quel luogo è diventato il simbolo romantico della città: le coppie si mettono in fila per scambiarsi un bacio proprio sul terzo gradino rosso del vicolo, un rito che, secondo la tradizione, promette anni di felicità.Salendo a bordo della storica funicolare che parte appena dietro il Teatro Juárez si raggiunge invece il Belvedere di El Pípila, dominato dalla imponente statua dell'eroe locale dell'indipendenza. A dimostrazione del ruolo importante avuto dalla citta durante la guerra di indipendenza messicana infatti proprio qui si svolse la prima battaglia e da cui Miguel Hidalgo considerato il “padre della patria ”fece partire il movimento indipendentista. È da questo punto d'osservazione privilegiato che la città si svela in tutta la sua variopinta bellezza: lo sguardo abbraccia l'intera valle e l'interminabile distesa di tetti colorati che degradano dolcemente verso il centro, offrendo una cartolina perfetta che racchiude l'anima e i colori di questo splendido angolo messicano. La vivacità bohémien, alimentata dalla prestigiosa università con la sua iconica scalinata bianca, rende la città un centro culturale in costante fermento, che esplode ogni ottobre con il Festival Internacional Cervantino. E quando cala la sera, l’atmosfera si fa ancora più incantevole grazie alle Callejoneadas: sfilate musicali notturne in cui le “estudiantinas”, musicisti in abiti del XVII secolo, guidano i visitatori tra i vicoli più bui raccontando storie locali e cantando canzoni popolari, coinvolgendo tutti in un'atmosfera festosa e profondamente umana che conferma come Guanajuato sia, prima di tutto, un luogo fatto di persone vibranti quanto i colori delle sue facciate.