Il rapporto genitori figli in questi ultimi decenni è molto cambiato, per certi versi sicuramente in meglio ma per altri certamente si sono fatti dei passi indietro che, paradossalmente, in pochi avrebbero potuto prevedere.-taglio-
Lasciando per un attimo da parte le criticità legate alle dinamiche con gli adolescenti della Gen X, le origini probabilmente di tali complicanze risiedono anche nel modo in cui si interpreta il modo di essere genitori oggi fin dall'inizio, da quando, terminata l'euforia del lieto evento, è necessario cominciare ad "allevarli" questi piccoli, che non significa solo garantirgli un piatto caldo, un tetto sulla testa e cure mediche laddove ci fossero problemi (come in molti purtroppo ancora pensano), ma diventare parte attiva e propositiva del loro crescere quotidiano, provando a comunicargli tutto l'amore che proviamo per loro ed a farli crescere in un ambiente sano, in cui ruoli e regole sono chiari e vanno rispettati, ed i problemi "dei grandi" vengono affrontati in separata sede.
Lo scenario invece più diffuso dell'essere genitori oggi è:
- Cellulare in mano mentre il bimbo gioca (senza osservare cosa fa e spronarlo a rendere anche quello un momento di apprendimento)
- Genitori che chiacchierano lasciando il bimbo col cellulare in mano (senza blocchi o altro, potendo vedere qualunque cosa ed iniziando a diventare dipendente dallo scroll)
- Genitori iper apprensivi pronti ad emettere urla isteriche per qualsiasi cosa accada al bimbo (incutendo così nel bambino una paura ingiustificata in ciò che lo circonda)
- Genitori che rimproverano il bimbo urlando con la stessa intensità a prescindere dalla gravità dell’accaduto (confondendo il bambino che così non capisce cosa è più o meno importante)
- Genitori afflitti, stanchi, tristi, arrabbiati, che riversano sul bimbo tutti questi stati d’animo e talvolta, nella gestione del quotidiano, finiscono per annullarsi completamente (“ciò che va bene per il bimbo va bene per me”).
Il quadro è realmente preoccupante, e gli esempi dei comportamenti sbagliati potrebbe essere ben più lungo e articolato. In un contesto simile, stiamo crescendo dei futuri giovani hikikomori, social addicted, ingiustificatamente timorosi di tutto, -taglio2- morbosamente legati alla casa ma nemmeno troppo alla famiglia, inclini alle dipendenze che possano diventare una fuga dalla realtà, e pericolosamente violenti, irascibili, lunatici, frenetici e ansiosi. E questo futuro è già arrivato, poiché se date uno sguardo un po’ più attento a qualche adolescente che conoscete potrete ben vedere che avrà almeno tre o quattro degli atteggiamenti sopra descritti. A questo punto c’è chi dirà: “Va bene tutto, ma il rapporto conflittuale genitori figli c’è fin dalla notte dei tempi, acuitosi dal ’68 in poi. Quindi niente di nuovo…”: l’asserzione può essere vera, ma solo in parte e va ben emendata. I genitori degli anni ’80-’90 e Duemila, diciamo quelli che appunto erano giovani o giovanissimi negli anni dei “figli dei fiori”, pur avendo tantissimi difetti e ben poche nozioni di come gestire la psicologia infantile, provavano comunque ad impegnarsi a modo loro, avevano molte meno distrazioni, stavano “addosso” ai figli proprio per capirne qualcosa in più, per l’ansia di sbagliare o di mal interpretare qualche segnale, non potendo chiedere nulla ad Alexa o Gemini. Dall’altro lato però, sempre loro, erano quelli che lasciavano i figli per ora fuori casa senza sapere dove fossero e cosa facessero. Senza comunicargli alcun senso di paura ed accontentandosi di un “tutto bene” al rientro a casa. Erano genitori che, a torto o ragione, si mettevano comunque sempre al primo posto, con i figli chiamati ad adeguarsi alle loro scelte, sempre e comunque.
L’iperinformazione di oggi ci ha resi fondamentalmente inabili ad assumerci la responsabilità di scegliere ciò che ci sembra sia meglio, e siamo costantemente a chiedere ai nostri smartphone cosa fare, come e quando, restando così per ore e giorni nell’indecisione mentre la vita (e la crescita) continua.
Si può cambiare rotta? Come per tutte le cose sicuramente sì, ma il primo passo è la presa di coscienza di queste e tante altre cattive abitudini che i moderni genitori portano con sé. Solo dopo aver acquisito consapevolezza si potrà procedere a trovare soluzioni valide e nuovi modi di fare che possano incidere positivamente sulla vita odierna e futura dei nostri bambini. Gli uomini e le donne che diventeranno passano per l’esempio di uomini e donne che gli diamo noi oggi. Resta quindi solo da scegliere chi e come vogliamo essere.