Un gioiello di ragazza
Una giovane ed apprezzata designer: Daniela Cheli ci racconta la sua vita tra viaggi, famiglia ed ispirazioni
Ha solo 25 anni, Daniela Cheli, designer del gioiello in costante crescita professionale e personale. Dopo aver studiato a Firenze presso l’Accademia di Belle Arti, Daniela non si è più fermata e tra una collezione e l’altra è riuscita ad avvicinarsi sempre più al favoloso mondo della moda. Ciò che caratterizza Daniela Cheli è la grande creatività, l’amore per la tradizione e la ricerca di nuovi materiali, infatti proprio questo equilibrio tra passato e presente ( e perché no anche futuro) le permette di portare avanti un progetto unico nella sua bellezza. Tutte le sue creazioni trasmettono la passione ed il grande studio che c’è dietro ad ogni singolo pezzo, noi di Albatros l’abbiamo incontrata per sapere come nascono le sue incredibili collezioni.
Nella tua biografia si legge che hai sempre vissuto circondata dall’arte e dalla creatività, che ruolo ha svolto la tua famiglia nel tuo percorso professionale?
“Un ruolo fondamentale sia dal punto di vista dell’ispirazione che del sostegno emotivo per andare avanti nel mio progetto. Essendo cresciuta in un ambiente creativo e stimolante, ho appreso tutto il processo artigianale, il savoir-faire del made in Italy e poi, dopo, spostandomi a Firenze e studiando, ho conseguito la laurea in design e ho voluto unire i miei due mondi: quello nuovo del design e quello dell’artigianato italiano che mi aveva trasmesso la mia famiglia.”
A proposito di questa “unione” cosa ti ispira solitamente?
“È necessario fare una premessa: per dare un nuovo vigore all’artigianato c’è bisogno di instaurare un dialogo tra quella che è la tradizione e le conoscenze delle nuove generazioni, poiché spesso ci si ritrova in un mondo molto chiuso e tradizionalista. Io, invece, voglio creare un dialogo e conseguentemente una sinergia, una nuova creatività. La mia ispirazione, quindi, parte da questa tradizione per poi arrivare ad un prodotto contemporaneo, nel quale cerco di mettere tutte le mie esperienze, tutto ciò che ho assorbito nel corso di questi anni anche viaggiando.” -taglio- Ho letto che ti senti in continua metamorfosi, in che modo sei cambiata da quando ti sei approcciata a questo ambiente?
“Sicuramente sono molto più consapevole delle mie capacità, ho una visione più raffinata e competente e anche nel mondo della moda sono cresciuta. Sono sempre pronta a mettermi in discussione e migliorarmi, ad esempio ora guardo la prima collezione e la vedo come qualcosa di molto primordiale! Ho quell’impulso creativo costante che devo soddisfare, creo e una volta che ho creato mi posso ritener soddisfatta.”
Prima accennavi il fatto che dai viaggi riesci a trarre ispirazione...
“Sì! Londra, per esempio, è uno dei posti che mi ha ispirato: è una città che va veloce e che mi ha dato molti impulsi, mi ha spronato a dare il massimo! Poi c’è la Thailandia, che mi messo in contatto con un’artigianalità più grezza ma molto profonda e pura… un’esplosione di colori!”
Ti vediamo in tv nel programma di RaiDue “Detto Fatto”, ti senti a tuo agio davanti alle telecamere?
“È un’esperienza totalmente nuove e mai avrei pensato di lavorare in tv. Non mi sento ancora a mio agio, anche se a detta di tutti questa cosa non viene percepita. Bisogna dar conto a molti fattori, apparire sempre sorridente, perfetta, e non sempre è stato così facile soprattutto all’inizio perché portavo avanti questa idea di design contemporaneo molto più concettuale e che magari non veniva capita.”
Che tipo di gioiello non dovrebbe mai mancare indosso ad una donna?
“Non c’è un gioiello in particolare, ogni donna ha un oggetto che fa stare bene e fa sentire belle! Qualsiasi cosa porti con se una storia o un legame affettivo è perfetto.”
In che cosa sarai impegnata prossimamente?
“Ho una nuova collezione totalmente diversa dalla prima, soprattutto per quello che riguarda i materiali. Voglio scoprire il campo dell’oreficeria e poi chi lo sa potrà continuare anche l’esperienza della tv.”
“Ho quell’impulso creativo costante che devo soddisfare, creo e una volta che ho creato mi posso ritener soddisfatta”