Carlo Zazzera pubblica un volume sul più prestigioso torneo mondiale di vela, dal titolo “Storie e campioni di Napoli nell’America’s Cup”
Napoli, nel 2027, diventerà la “capitale mondiale della vela”, ospitando la XXXVIII edizione dell’America’s Cup. Il giornalista Carlo Zazzera ha dato alle stampe il primo volume sul prestigiosissimo trofeo di vela, “Storie e campioni di Napoli nell’America’s Cup, Le incredibili avventure, i segreti e gli incroci tra la città e il trofeo di vela più antico del mondo” (LeVarie Edizioni di Marco Lobasso). -taglio- Presentato dallo stesso autore nella pinetina del Circolo Ilva di Bagnoli, ha visto al tavolo dei relatori Rossella Raganati, moderatrice, Dino Falconio, subcommissario per la bonifica ambientale e la rigenerazione urbana del SIN Bagnoli-Coroglio, il presidente del circolo, Giovanni Capasso, l’editore Marco Lobasso, Domenico Brigante, organizzatore del Carbon Fiber Design Contest, iniziativa nata per dare lustro alla scuola napoletana dei materiali compositi, Gianluca Montuoro, presidente dell’ASD Black Dolphin a cui saranno meritoriamente devoluti i proventi netti della vendita del volume per sostenere corsi di vela per ragazzi in difficoltà di Napoli e provincia. Sono poi intervenuti alla presentazione, portando un ricordo delle loro imprese, tanti protagonisti dell’America’s Cup: Lars Borgström, Aldo Migliaccio, Donato Pagliarulo, Carlo Castellano, Massimo Paradiso, Valeria Lombardi – esponenti della velistica partenopea. Manca solo la testimonianza di Davide Tizzano che ci ha lasciati troppo presto. Tanti e storici sono i legami che uniscono Partenope al trofeo velico più antico del mondo, nato 175 anni fa quando, in occasione della prima esposizione universale di Londra, quando il Royal Yacht Squadron britannico mise in palio la preziosa coppa “Auld Mug” (vecchia brocca). Da allora sfide tra magnati, tra club, accese competizioni e vittorie, hanno costruito la vita appassionante della storica manifestazione. Zazzera ricorda l’annuncio della XXXVIII edizione dell’America’s Cup a Napoli, il 15 maggio 2025. “Nel momento dell’annuncio – scrive l’autore – il mio primo pensiero è andato a tutti i napoletani che a quell’evento avevano già preso parte. Uomini e donne che, in barca o in porto, hanno partecipato come membri dei team italiani all’America’s Cup – qualcuno anche con sfide straniere – e adesso vedranno questo evento nelle acque della loro città”. Tutti gli episodi fondamentali sono raccontati da Zazzera: dalla prima partecipazione del team italiano di Azzurra, nel 1983, alla sfida ufficiale del RYCC Savoia con Mascalzone Latino nel 2003 (con il record di undici napoletani nel team) e nel 2007, fino a quella del CRV Italia con Luna Rossa nella prossima edizione napoletana. Dalla vittoria del Moro di Venezia nella Louis Vuitton Cup 1992, il famoso torneo degli sfidanti all’America’s Cup a San Diego, -taglio2-con otto napoletani in equipaggio, a Francesco de Angelis, primo timoniere non anglosassone a ricevere il trofeo nel 2000 con Luna Rossa ad Auckland, ai due successi di Lars Borgström, unico velista napoletano presente in entrambi i trionfi italiani, che detiene anche i record di partecipazioni e di team con i quali ha partecipato. Dal 1983 ventisei uomini e donne di Napoli sono stati protagonisti nei team dell’America’s Cup. Il volume ne racconta, con stile piacevole e avvincente che conquista anche i non addetti ai lavori, i successi, i segreti, gli episodi iconici, ne mostra la storia collettiva e il contributo di Napoli che ha messo in campo atleti, tecnici, progettisti, artigiani e professionisti apprezzati in tutto il mondo. Non bisogna sottovalutare, come ricorda Falconio, che l’America’s Cup dovrà essere un evento catalizzatore di tutta la città, non un evento d’élite, con un’importante ricaduta sullo sviluppo di Bagnoli e di Napoli. Bagnoli contempla archeologia industriale e, insieme, futuro, cultura del mare e rigenerazione urbana. Il bel messaggio del libro è che se la competizione è fatta di barche veloci, tecnologie avanzate e campioni, alla base di tutto vi sono sempre passione e sacrifici, competenze e legami che si stringono durante le lunghe stagioni di preparazione. L’opera di Zazzera non è destinata solo agli appassionati di vela ma a tutti coloro che vogliono conoscere il grande evento sportivo e sociale che nei prossimi mesi sarà operativo. E i ringraziamenti dello scrittore vanno a tutta la famiglia, padre, moglie e figlio e, in primis, al comandante Antonio Romeo, il nonno che fu al comando delle navi della Tirrenia trasmettendogli l’amore per la navigazione. Col favore del vento, per questa nuova splendida avventura raccontata con sapienza ed amore.