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Beatrice Antolini

di Maresa Galli

Numero 189 - Giugno 2018

Il pensiero filosofico a monte della scrittura musicale di Beatrice Antolini. Nata a Macerata, classe ’82, è polistrumentista, cantautrice e produttrice discografica...


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Dimenticarsi di essere, cercare di capire chi siamo veramente, il desiderio di migliorarci ogni giorno seguendo le nuove meccaniche dell’uomo in mutazione: è il pensiero filosofico a monte della scrittura musicale di Beatrice Antolini. Nata a Macerata, classe ’82, è polistrumentista, cantautrice e produttrice discografica. Il suo genere spazia dall’indie pop all’elettropop al rock elettronico. Suona il pianoforte da quando aveva tre anni. Entra a far parte di una tribute band dei Joy Division, innamorata del punk. Non è solo la musica quella che ama agli esordi, conseguendo un diploma di attrice alla Scuola di Teatro Colli di Bologna e recitando nella compagnia del Teatro. Scrive canzoni, con testi in inglese, e ottiene il primo contratto con un’etichetta indipendente. -taglio- Nel 2006 pubblica il suo primo album, “Big Saloon”, un buon mix di generi diversi che vanno dal pop all’elettronica, dal funk al progressive. Nel cd dà prova della sua versatilità suonando pianoforte, synth e cantando i suoi brani. Ama Kendrick Lamar e i madrigali, ascolta la trap, la musica classica, il pop d’autore, ogni interessante novità che possa aprirle la mente e l’ispirazione. Tante le collaborazioni con i migliori gruppi del panorama indie nazionale: suona nell’album “The Midnight room” (“Electric Princess”) dei Jennifer Gentle e suona in “Amen” (sua è la canzone “No Stainway”) dei Baustelle. Suona con il “fantautore” Bugo assicurandosi così collaborazioni con i gruppi più significativi della scena musicale attuale. Nel 2008 esce il suo secondo album “A due”, più sperimentale, di sapore psichedelico, che si guadagna la copertina di “Mucchio selvaggio” e il plauso della critica. Il 2009 è l’anno di altre due importanti collaborazioni: con Manuel Agnelli pubblica il brano “Venetian Hautboy”, per la compilation “Afterhours presentano: il paese è reale (19 artisti per un paese migliore?)” e con i Velvet. Partecipa alle migliori rassegne come il Moog Fest Europe e il Concerto del 1° Maggio a Roma, a Musicultura e Pianohour. Vincitrice del PIMI, promosso dal MEI di Faenza, come “migliore artista solista”, nel 2009, continua ad intrecciare preziose -taglio2- collaborazioni. Partecipa al tour di A Toys Orchestra e pubblica il suo terzo album, “BioY”, al sax Andrea Fumagalli dei Bluvertigo. Suona con la cantante, musicista e poetessa statunitense Lydia Lunch, grande personalità del rock alternativo. Con lei e con il sassofonista Jessie Evans forma il trio “Sister Assassin”. Una sete di sperimentazione e confronto creativo inarrestabile. Pubblica altri album, “Vivid” e “Beatitude” senza tralasciare la produzione e i live. Nel 2017 è turnista nel tour del rapper Emis Killa, e partecipa quest’anno, in qualità di corista, al Vascononstop Live Tour negli stadi. Dal nuovo album, “L’AB”, anche prodotto e arrangiato da lei, è tratto l’interessante singolo “Forget to be”, accompagnato dal video nel quale mostra di suonare tutti gli strumenti. “Forget to be” è uno dei brani più assurdi che abbia mai scritto”, afferma la cantautrice orgogliosa soprattutto del suo lavoro di produttrice che sceglie brani e arrangiamenti mai banali. “L’ispirazione, i brani, nascono come qualcosa di magico”, spiega. Il suo nuovo album muove una critica al mondo dei social, al modo di vivere sempre più pigri e chiusi alla comunicazione. Inimmaginabile per una donna iperattiva, curiosa musicalmente e della vita che fa dello scambio interpersonale e artistico motivo di arricchimento.





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