Scoprite insieme a noi un progetto musical-artistico-demenziale di cui diventerete degli addicted. Ecco a voi gli Humansicks!
Stanchi di ascoltare sempre la solita musica? Voglia di un po' di sana ironia e di un pizzico di “politicamente scorretto”? Allora preparatevi, perché vi presentiamo gli Humansicks, un gruppo (con componenti dall'identità misteriosa) che con le loro canzoni toccano, con il proprio stile, vari argomenti: sesso, amore, tradimenti, problemi di coppia, omosessualità, prostituzione, drammi giovanili. Vi diciamo solo che il singolo che uscirà prossimamente si intitolerà “Pillola Blu”. Ecco la nostra intervista.-taglio- Come mai avete voluto chiamare il vostro progetto Humansicks? «È un nome venuto pensando agli esseri umani e alle loro sfumature di vita, di interpretazione del bene e del male» Quando e come è nato? «Siamo nati sui banchi di scuola (del Liceo Scientifico Salvador Allende) intorno al 1980. Le prime canzoni, che forse pubblicheremo solo in area riservata, sono state quelle che hanno dato il LA alla produzione. Erano dedicate ai professori, alle compagne di classe più o meno serie, ai compagni che in qualche modo erano dei “caratteri” (come si dice nel cinema) pazzeschi... Gente che mangiava le patatine a andava a pomiciare in macchina. Lui 100kg lei 98. Poi sono arrivati gli Squallor ma soprattutto Elio e le Storie Tese. Abbiamo capito che eravamo sulla strada giusta. Eravamo partiti prima di loro ma eravamo rimasti confinati nella cantina di casa nostra» Qual è il vostro manifesto? «Siamo un movimento culturale-demenziale, nato dalla musica e dalla voglia di raccontare la vita reale senza compromessi. Creiamo solo musica originale: niente cover, niente imitazioni. Canzoni, melodie e storie riconoscibili, qualunque sia il genere musicale. BEYOND WALLS è la nostra filosofia: superare le barriere, comunicare in modo diretto, libero e immediato. Raccontare persone, situazioni e contraddizioni della vita facendo sorridere, riflettere e, qualche volta, provocando. Humansicks però non è soltanto musica. È un progetto creativo aperto a eventi, locali, ristorazione, merchandising, produzioni ed esperienze, con la musica sempre al centro. E soprattutto crediamo nell’ironia: non come scorciatoia, ma come modo diverso di guardare il mondo. PERCHÉ RIDERE È UNA COSA SERIA». Come nascono le vostre canzoni? «Prima di tutto nascono dall'osservazione della realtà che ci circonda. Alcune, come “Aria di Bristol”, -taglio2- sono ispirati a fatti realmente accaduti, In questo caso un nostro amico aveva scoperto un tradimento andando a cercare la sua donna in Inghilterra. Poi ci sono le canzoni che parlano di amiche che hanno lasciato la famiglia per andare a Capo Verde (L’isola dei bambu’, ndr) e ancora altre situazioni che hanno dato spunti creativi. Ci sono canzoni più o meno “pesanti” ma con contenuti veri. Come “Sei passato di là”: un uomo capisce di aver vissuto una menzogna lunga 40 anni quando scopre che il suo amico è omosessuale. Oppure “ll maschio dei maschi” un amico che non aveva rivali in nulla: vuoto come pochi, ma le donne cascavano ai piedi e facevano la fine dei rasoli usa e getta. Alcune canzoni vengono composte con la chitarra, altre con il piano oppure organo rigorosamente Hammond in onore di Jon Lord (co-founder Deep Purple)». Come definireste il vostro genere? Avete dei punti di riferimento artistici? «Il nostro genere come quello di ELST è satirico-demenziale. Abbiamo certamente molti riferimenti, come per esempio Lucio Battisti, Dire Straits, Rollilng Stones, Queen, Pink Floyd e Deep Purple anche se volutamente non siamo andati ne’ sull’hard rock ne’ sul rock psichedelico». Humansicks non è solo musica, ma molto di più: ce ne potete parlare? «La nostra idea è quella di una community libera. Proprio beyond walls. La cultura e il divertimento possono avere varie sfumature. Certamente la musica fa parte di noi ma anche la letteratura. Abbiamo scritto dei mini-romanzi thriller, anche questi sulla falsariga satirico - demenziale. “Storie di tutti i giorni” come direbbe Riccardo Fogli. Qualche titolo? “Le prof” (3 stagioni, una più intensa dell’altra) o “La bidella” (un comico-thriller). Secondo noi sono molto divertenti e ci siamo divertiti a scriverle. In futuro vorremmo realizzare un podcast, ma anche mettere insieme nuovi Humansickers, perché noi ormai siamo vicino alla pensione... qualcuno dovrà pur portare avanti il nostro lavoro no?»