La stella del Parma e talento emergente del calcio internazionale ripercorre i suoi primi passi da calciatore professionista, raccontando le difficoltà e le scelte che hanno segnato il suo cammino. Dalle emozioni vissute con la maglia del club gialloblù fino all’indimenticabile trionfo olimpico
Adrián Bernabé è nato a Barcellona e dal 2021 vive a Parma, dove il suo talento lo ha fatto emergere nel panorama calcistico internazionale e lo ha portato a conquistare la medaglia d’oro ai Giochi Olimpici di Parigi con la nazionale spagnola. Quali sono state le tue prime impressioni quando, nel 2021, sei arrivato a Parma?-taglio- “La prima impressione è stata sicuramente positiva, la città mi è subito piaciuta e tutti mi hanno accolto molto bene fin dal primo momento.” Pochi giorni dopo il tuo arrivo, ti è stato comunicato che avresti dovuto sottoporti a un’operazione al cuore. Qual è stata la tua prima reazione e che messaggio vorresti mandare a chi si trova ad affrontare sfide simili? “Non è stato l’inizio che avrei voluto. Subito dopo aver ricevuto la brutta notizia non riuscivo a vedere nessun lato positivo. Ho affrontato il problema e sono riuscito a superare tutto, fortunatamente è andato tutto bene. Il messaggio che vorrei dare a tutte le persone che vivono qualcosa di simile è che devono continuare a lottare e non arrendersi: nessun problema è così grande da giustificare la resa.” Parma è certamente una piazza ideale in cui crescere come uomo e calciatore. Come ti sei adattato alla vita in Italia dopo aver vissuto per tre anni a Manchester? “La vita a Manchester era molto diversa da quella di Parma, sono stili di vita molto differenti. Qui, però, mi sono adattato subito. Italia e Spagna si somigliano per molti aspetti e io mi sento più vicino al modo di vivere italiano. Parma è una città dove chiunque vorrebbe giocare e vivere, secondo me una delle migliori d’Italia.” Se dovessi descrivere Barcellona, Manchester e Parma con una parola ciascuna, quale useresti? “Parma è speciale, per tutto quello che mi ha dato. Manchester è fredda, non solo per il clima ma anche perché le persone sono meno calorose. Barcellona invece è magica, la mia città.” Quale città spagnola ti ricorda maggiormente Parma e perché? “Direi che San Sebastián, una città molto amata in Spagna, assomiglia un po’ a Parma. In Spagna rappresenta, in un certo senso, ciò che Parma significa qui in Italia.” Nel dicembre 2015 Parma ha ricevuto il riconoscimento di Città Creativa UNESCO per la Gastronomia. Qual è il piatto della cucina spagnola che non può mancare nella tua dieta? “Su un’isola deserta porterei il jamón ibérico: non può mai mancare sulla mia tavola ed è uno dei miei cibi preferiti.” Cosa ha rappresentato partecipare e vincere la medaglia d’oro ai Giochi Olimpici?-taglio2- “È stato il momento più importante della mia carriera. Spero di ottenere qualcosa di ancora più grande in futuro, ma conquistare una medaglia d’oro ai Giochi Olimpici è qualcosa di incredibile, un vero sogno. Ancora oggi, quando ne parlo, mi vengono i brividi. È davvero un’emozione indescrivibile.” Puoi raccontarci qualche aneddoto sul villaggio olimpico? La vita era così difficile come si dice o ti sarebbe piaciuto trascorrervi più tempo per assaporare ancor di più lo spirito olimpico? “Sono rimasto solo tre giorni nel villaggio olimpico, sembrava una piccola città in stile Minecraft, costruita da zero in pochi anni. Era bello perché incontravi persone che parlavano lingue diverse e provenivano da ogni disciplina sportiva. Ci sono stati anche piccoli inconvenienti come l’aria condizionata che non funzionava, ma alla fine accettavi tutto perché faceva parte dello spirito olimpico ed era un’esperienza uguale per tutti. Alcuni atleti, soprattutto velocisti e saltatori, soffrivano questi disagi più di noi che, avendo trascorso solo tre giorni nel villaggio, li abbiamo avvertiti molto meno.” Secondo il Corriere della Sera circa cento atleti hanno restituito le medaglie olimpiche a causa del rapido deterioramento. La tua in che condizioni si trova? E dove la conservi, con te a Parma o a Barcellona? “La mia medaglia d’oro è in perfette condizioni e si trova a Barcellona. È bellissima, l’ho messa in un posto sicuro e so che mi accompagnerà per tutta la vita.” Se la tua medaglia potesse raccontare una sola storia di Parigi 2024, quale momento sceglierebbe di immortalare? “Avere la medaglia d’oro è una sensazione unica. Potrei ricordare tanti episodi di quei giorni, con molti compagni abbiamo formato una vera famiglia e ancora oggi ci sentiamo spesso. Se dovessi scegliere un solo istante, sarebbe il fischio finale dell’ultima partita, quando siamo corsi tutti verso l’angolo dello stadio dove erano le nostre famiglie. Eravamo davvero pochi contro sessantamila tifosi francesi. Siamo andati lì, dove c’erano i nostri genitori a sostenerci, e tante persone piangevano dalla felicità. È stato sicuramente il momento più emozionante della mia vita.”
Intervista rilasciata per il portale dell’Ambasciata di Spagna in Italia, a cura di Francesco Maria Menghi – https://spagnaculturaescienza.it/interviste/adrian-bernabe/