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Pino per sempre

di Maresa Galli

Numero 275 - Novembre 2026

“Je so’ pazzo”, il biopic su Pino Daniele tratto dal libro del figlio Alex, continua a ricevere consensi, con uno straordinario Massimiliano Caiazzo


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Il biopic su Pino Daniele, interpretato da Massimiliano Caizzo, presentato in anteprima alla Festa del cinema di Roma e al Metropolitan e The Space di Napoli, è oggi in 400 sale italiane.-taglio- Il film, tratto dal libro di Alex Daniele, “Pino Daniele. Tutto quello che mi ha dato emozione viene alla luce”, è prodotto da Tartare Film, Camfilm con Rai Cinema e distribuito da 01. Il regista Nicola Prosatore, proveniente dallo stesso quartiere del “nero a metà”, spiega come abbia voluto accendere i riflettori solo su Pinotto, giovane musicista che stava per diventare importante e famoso. Anche i produttori Filippo Valsecchi e Paolo Del Brocco sottolineano come sia un racconto di alcuni momenti salienti della vita di Pino, che sarà così conosciuto anche dalle nuove generazioni. Il film va considerato un romanzo di formazione, focalizzato sul periodo che va da “Pinotto” a “Pino”, anni fertilissimi e di grande fermento per Napoli, dai primi album alla consacrazione in una piazza del Plebiscito gremita il 19 settembre 1981. Nel finale del film, la toccante versione live di “Yes, I know my way” di Pino con la sua superband. Dice Valsecchi:- “Pino Daniele è nato ultimo. Cresciuto nei vicoli dove il futuro non era scontato, sceglie la musica come unica forma di riscatto possibile. Raccontare questa storia oggi significa raccontare qualcosa che va ben oltre la biografia di un artista. Significa restituire al pubblico un pezzo di storia culturale del nostro paese — quella Napoli discriminata, spesso ignorata, che attraverso l’arte ha saputo imporsi al mondo con una voce inconfondibile. Pino Daniele ha fatto esattamente questo: partendo dal basso, con dedizione, talento e un lavoro instancabile, è riuscito a trovare il suo posto da protagonista assoluto. Credo profondamente che questo esempio abbia una forza speciale per le giovani generazioni”. Massimiliano Caiazzo, il talentuoso protagonista, spiega:- “ho cercato di dare tutto me stesso per essere senza rimorso. Poi è chiaro che ognuno ha la sua memoria di questo artista: esiste il Pino Daniele musicista, il Pino Daniele mito, il Pino Daniele essere umano. Il Pino del film è quello di una ricerca che abbiamo fatto, per coglierne l’essenza di essere umano che si sente nella sua musica, ricerca filtrata attraverso la nostra sensibilità ed io mi ci sono buttato senza farmi sconti. Ho scoperto Pino come essere umano, un’ispirazione, per me un mentore. Con contraddizioni, insicurezze, spigolosità, è stato capace di celebrare il tutto nell’arte; è per me un’ispirazione”. Un cast eccellente, nel quale, oltre al giovane Caoiazzo, spicca Giovanni Ludeno, nei panni di Gennaro, il padre di Pino, portuale, giocatore, bevitore, che vive alla giornata ignorando moglie e figli e regalando loro spesso solo tanto dolore; è composto, inoltre, da-taglio2- Demi Licata, mamma Rita, Mariasole Pollio è Dorina Giangrande, prima moglie di Pino, Mirodimare, “’O Giò”, ovvero il fratello Carmine Daniele, Monica Nappo e Antonia Truppo sono le “zie” Lia e Bianca. Giampiero De Concilio e Leonardo Bianconi interpretano rispettivamente i manager Claudio Poggi e Willy David. La celebre band di Pino è interpretata da Andrè Garofalo (James Senese), Giuseppe Brunetti (Rosario Jermano), Riccardo Betteghella (Rino Zurzolo), Luca Chikovani (Tony Esposito), Yuri Pascale Langer (Tullio De Piscopo), Matteo Trapanese (Paolo Raffone). Il film mescola alcuni frammenti della vita di Pino che cresce con le zie, in realtà due signorine benestanti presso le quali la madre era a servizio; Pino rifiuta di fare inutili concorsi “perché non ha nient’altro se non la musica”. Sovrappeso, con un grave problema alla vista, il giovane inizia a scrivere belle canzoni, suona tanto e si innamora di Dorina, la futura madre di Cristina e Alex. Massimiliano Caiazzo, noto per la sua interpretazione di Carmine Di Salvo in “Mare fuori”, si cala anche fisicamente nel ruolo, perché la fisicità conta, così come il legame con la chitarra, con gli amici importanti, con gli affetti. Nel racconto, come spesso accade con le biografie cinematografiche, ci sono alcune libertà. Non si ritrovano alcuni personaggi importanti, come Joe Amoruso, non è proprio così la storia che lo legava a Jermano e a Poggi, c’è tanto di romanzato per raccontare Pino prima del suo stesso mito. Emozionante ascoltare alcune tra le canzoni più belle di Pino, le prime, nelle registrazioni originali e altre interpretate, voce e chitarra, da Mirodimare, alias Mirko Della Vecchia. Le musiche originali sono del compositore Yakamoto Kotzuga. Il film chiude con le immagini della notte del 19 settembre 1981, a meno di un anno dal terremoto dell’ ‘80, con il concerto in piazza del Plebiscito con duecentomila persone che cantavano con lui, con la sua superband di immensi musicisti. Prosatore restituisce il grande sentimento, la genialità di un artista di una Napoli che stava cambiando e che avrebbe portato per sempre nel cuore, nei suoi versi, nel suo canto struggente e poetico, nella sua musica capace di lenirne le ferite. Il film non ne fa un santino ma ne mostra le contraddizioni, la sua dedizione quotidiana alla chitarra che lo porta a realizzare album-capolavoro, l’amore per la sua famiglia e la famiglia allargata dei suoi musicisti, favolosi artisti e interpreti di una Napoli nella quale nasceva e si diffondeva nel mondo un nuovo modo di raccontarsi attraverso fantastiche canzoni.





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