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Racconti notturni

di Pasquale Di Palma

Numero 270 - Maggio 2026

Da non perdere il concept album postumo “Canti a Lucendiluna” dell’artista Stéphane Casalta, con la straordinaria partecipazione di Armoniosoincanto, Luca Falomi e Rosela Libertad


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Dallo scorso 15 aprile è in streaming e in digitale “Canti a Lucendiluna” (Isula e terra), il nuovo disco di Stéphane Casalta, nato dalla terra corsa, tra voci e polifonie, con brani composti principalmente da Casalta – prematuramente scomparso durante la realizzazione del disco – che si racconta con canzoni radicate, -taglio- ma proiettate a luoghi più lontani. Realizzato in collaborazione con il Gruppo Vocale Armoniosoincanto, col chitarrista Luca Falomi e la cantante Rosela Libertad, l’opera esprime un indiscusso valore artistico, in cui i brani in lingua corsa diventano il punto di partenza per una creazione musicale nuova, capace di superare le barriere, nel pieno rispetto della tradizione e dell’identità dei singoli interpreti. “Canti a Lucendiluna” è un disco che rivela una straordinaria capacità di intrecciare sonorità e identità artistiche diverse. Che cosa racconta questo incontro? E, soprattutto, quali storie emergono dalle canzoni che compongono l’album? “L’incontro tra gli artisti che hanno partecipato all’album - Stéphane Casalta, Armoniosoincanto, Luca Falomi e Rosela Libertad-, è una vera testimonianza delle possibilità offerte dal lavorare insieme e, anche se le nostre identità sono diverse, esiste un denominatore comune: il legame umano che si è costruito e la visione condivisa di una musica dal valore universale. Le storie delle canzoni che compongono l’album parlano di amore, di umanità, del legame dell’ uomo con la terra, della fragilità della vita e anche dei paesaggi, soprattutto della Corsica, da cui proviene la maggior parte dei brani, firmati da Stéphane Casalta.” Il tema del viaggio sembra essere il cuore epico dell’intero progetto. Che cosa vi lega a questa dimensione e quali ispirazioni, non solo musicali, hanno guidato il vostro percorso creativo? “La vita è un viaggio, e molte delle cose essenziali che attraversano questa dimensione umana si ritrovano nei testi e nelle melodie del disco che, concepito nell'area mediterranea, è influenzato da tutte le storie che possiamo rintracciare, dai Greci fino ai nostri giorni. Inoltre, ciascuno di noi che ha origini diverse (Corsica, Italia e Argentina) e diversi stili (musica folk, world music, jazz, musica classica) si è ispirato alla propria esperienza e alla propria storia per arricchire il percorso creativo.” Tra le vostre intenzioni c’è quella di costruire ponti tra popoli e culture, un tema di forte attualità politica, sociale e religiosa. Da artisti, come vi confrontate con queste sfide contemporanee? “Siamo artisti aperti allo scambio con altre culture, quindi siamo abituati ad affrontare sfide che, -taglio2- forse per altri potrebbero risultare difficili da superare: lingua, melodie, tematiche, ecc. Il percorso personale influisce senz’altro, ma anche la relazione che si è creata tra noi, condividendo prove, viaggi e concerti, ha fatto sì che questi ponti siano più facili di costruire, nel rispetto della diversità di pensiero. Tutta questa energia di comunione si trasmette poi al pubblico, ed è così che l’arte ci permette di superare le sfide e i confini.” I vostri “ponti” sono anche temporali: il disco nasce dopo la prematura scomparsa di Casalta. Quanto contano, per voi, la memoria, il rispetto delle radici e il dialogo con il passato nella costruzione del presente e del futuro? “Sapere che cosa è successo in passato e affondare nelle radici delle tradizioni è molto importante per dare un senso al presente e immaginare un futuro più concreto. Molte culture si fondano sulla trasmissione orale, che attraversa le generazioni e dà continuità all’esperienza umana, onorando chi ci ha preceduto e costruendo una memoria collettiva. In questo senso, il disco è un omaggio a Stéphane Casalta e alla tradizione polifonica della Corsica, in dialogo con altre culture e altri artisti: un modo per continuare a fare vivere le idee che condividevamo con lui.” Siete artisti di grande talento ed esperienza, con background molto diversi. Quali affinità vi hanno fatto sentire subito in sintonia, al punto da dar vita a questo progetto comune? “La risposta si trova in tutto ciò che abbiamo detto in precedenza e anche nel bisogno e nella gioia della condivisione.” Infine, “Canti a Lucendiluna” avrà una dimensione dal vivo? Se sì, cosa potete anticiparci a riguardo? “È molto difficile immaginare una dimensione dal vivo senza l’artista principale. Stéphane era l’artifice di questo progetto e, chiaramente, la sua presenza è insostituibile. Nonostante ciò, stiamo valutando le possibilità per fare in modo che questa musica possa continuare a vivere sul palco, sicuramente in una forma di concerto omaggio. Nel frattempo, invitiamo tutti ad ascoltare il disco sulle piattaforme digitali e anche in formato CD.”





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