Spesso dopo i 60 anni inizia anche un deficit gustativo. Questa riduzione è un evento fisiologico. In alcuni casi, però, il deficit può essere legato a parodontopatie e/o stomatiti. Per questo è sempre bene fare una visita odontoiatrica
Con l’avanzare dell’età anche gli organi di senso (vista, gusto, olfatto e udito) registrano un deterioramento più o meno marcato. Quest’aspetto della senescenza è particolarmente importante in quanto, oltre alle conseguenze che possono derivare dal deficit dell’organo di senso compromesso, può comportare ulteriori patologie, come uno stato depressivo o un declino cognitivo.-taglio-
Per quanto riguarda la vista è risaputo che con l’avanzare dell’età aumentano alcune patologie dell’occhio che possono condurre anche alla cecità. La patologia più comune è la presbiopia, conseguenza della ridotta elasticità del cristallino che riduce la capacità di mettere a fuoco gli oggetti da vicino. Segue la cataratta caratterizzata da un cristallino che con l’età si opacizza sempre più impedendo alla luce di passare, questo comporta una vista offuscata e una visione notturna difficoltosa, anche per la presenza di aloni che circondano le luci. Altra patologia che colpisce le persone anziane è il glaucoma: malattia conseguenza di un’aumentata pressione intraoculare con successiva degenerazione del nervo ottico. Il glaucoma, dopo la cataratta, è la causa più frequente di cecità. Infine, c’è la maculopatia senile, patologia oculare che si presenta dopo i 70 anni. Questa patologia va riconosciuta e trattata subito per evitare danni irreversibili. Vi sono, poi, alcune malattie sistemiche che possono causare danni oculari in particolare il diabete mellito e l’ipertensione arteriosa. Anche alcuni farmaci possono provocare un deficit visivo. È bene riferire subito al proprio medico curante qualsiasi disturbo agli occhi, sarà il curante, dopo un’accurata anamnesi, a consigliare una visita oculista e gli accertamenti da fare.
Spesso dopo i 60 anni inizia anche un deficit gustativo. Questa riduzione è un evento fisiologico. In alcuni casi, però, il deficit può essere legato a parodontopatie e/o stomatiti. Per questo è sempre bene fare una visita odontoiatrica. Il Parkinson e l’Alzheimer si associano nel 90% dei casi al deficit del gusto. Altre patologie come il diabete di tipo 2, l’ipotiroidismo, l’insufficienza renale o epatica e le patologie neoplastiche possono associarsi a una riduzione del gusto. -taglio2-
Con l’aumentare dell’età anche l’olfatto, la capacità di percepire gli odori, si affievolisce. Questa riduzione inizia intorno ai 65 anni di età e peggiora dopo gli 80 anni. È stato accertato che il deficit olfattivo è presente in oltre il 90% dei pazienti con Parkinson o Alzheimer. In questi pazienti la riduzione della capacità a percepire gli odori può presentarsi anche dieci anni prima della comparsa del Parkinson o dell’Alzheimer. L’astensione dal fumo e l’esercizio fisico prevengono il deficit olfattivo. In ogni caso, se si registra una riduzione della capacità olfattiva è bene consultare un otorino.
La riduzione della capacità uditiva è un evento molto frequente con l’avanzare dell’età. In genere dopo i 60-65 anni inizia la cosiddetta presbiacusia (progressiva perdita dell’udito legata all’invecchiamento). Tra le cause, oltre a una predisposizione genetica, c’è la prolungata esposizione ai rumori. Inoltre, alcune malattie croniche come malattie cardiovascolari, diabete mellito, ipertensione arteriosa e problemi di circolazione che impediscono l’afflusso di sangue all’orecchio interno, possono causare deficit uditivo. A questi fattori di rischio vanno aggiunti alcuni farmaci ototossici, i traumi e le infezioni, come otiti ricorrenti. Quando si comincia a constatare un deficit uditivo è bene praticare una visita otorino con otoscopia e un esame audiometrico tonale in cabina. Altri esami potranno essere prescritti dall’otorino. Si consiglia di smettere di fumare. È noto che il fumo di sigaretta è associato alla perdita dell’udito.
Quali sono i rimedi per il deficit degli organi di senso? Un controllo specialistico odontoiatrico, otorino e oculistico vanno sempre fatti. Quando possibile, come nel caso di deficit uditivo, è opportuno utilizzare delle protesi. In ogni caso vanno messi in atto tutti i presidi che consentono di correggere il deficit di organo, iniziando dalla prevenzione: questo anche per migliorare la qualità della vita.