Oltre alla conoscenza dell’anatomia, allo sviluppo della chirurgia contribuì anche il miglioramento dell’armamentario chirurgico che via via si arricchiva sempre di nuovi strumenti
La chirurgia in Italia durante il Medioevo era distinta dalla medicina e affidata spesso ai cosiddetti barbieri-chirurghi, o a persone con una certa esperienza, derivata più dalla pratica che da conoscenze mediche, compresa l’anatomia. Tanto che i medici universitari consideravano la chirurgia inferiore all’arte medica. -taglio- Ciò nonostante durante il Medioevo la chirurgia ebbe uno sviluppo notevole. Questo fu dovuto soprattutto allo studio dell’anatomia, quindi a una maggiore conoscenza del corpo umano, cosa non sempre ritenuta necessaria nelle epoche precedenti.
Va detto che la chirurgia, quella su basi scientifiche, si sviluppò anche grazie alla Scuola Medica Salernitana, nella quale operarono grandi chirurghi, ben diversi dai chirurghi improvvisati del tempo, spesso poco più che ciarlatani. I chirurghi della scuola salernitana erano operatori preparati, che conoscevano l’anatomia ed erano in grado di eseguire interventi molto complessi. A tal proposito va ricordato il primo testo di chirurgia scritto da Ruggiero Frugardo, un’opera che tratta delle tecniche operatorie, della cura delle ferite, della traumatologia e, addirittura, di alcuni tumori.
Un altro importante chirurgo della Scuola Medica Salernitana fu Giovanni da Casamicciola (XIII secolo), medico ischitano formatosi proprio a Salerno e successivamente docente all’Università di Napoli, fondata da Federico II. Medico brillante, fu anche un importante chirurgo impegnato soprattutto nella chirurgia militare.
Oltre alla conoscenza dell’anatomia, allo sviluppo della chirurgia contribuì anche il miglioramento dell’armamentario chirurgico che via via si arricchiva sempre di nuovi strumenti.
Nonostante le oggettive difficoltà, i chirurghi del tempo si avventuravano a eseguire anche interventi molto complessi come la sutura degli intestini, o interventi di ernia, o la rimozione di calcoli. L’esito di queste operazioni era spesso la morte del paziente, poiché oltre ai rischi connessi all’intervento si aggiungevano quelli di una possibile sepsi.
Malgrado tutte le difficoltà del tempo la chirurgia continuava a svilupparsi e sorsero anche delle scuole importanti dove veniva insegnata. Una prima scuola fu quella salernitana. -taglio2-Un’altra importante scuola fu quella di Bologna dove nel XIII secolo ha operato Ugo Borgognoni considerato uno dei fondatori della scuola di chirurgia bolognese. A lui si deve la cosiddetta spugna anestetica, adoperata per addormentare il paziente e poter operare. Era una narcosi per inalazione: le spugne erano imbevute di oppio. A superare Ugo Borgognoni nell’arte della chirurgia fu il figlio Teodorico, a cui si devono scritti riguardanti il padre. Teodorico fu anche autore di un trattato dal titolo Chirurgia. La possibilità di narcotizzare il paziente non era cosa di poco conto, immaginiamo le sofferenze che doveva patire chi si sottoponeva a un intervento chirurgico senza anestesia. Così, fu anche la possibilità di sedare i pazienti a consentire lo sviluppo ulteriore della chirurgia.
Altro importante chirurgo della scuola chirurgica bolognese fu Guglielmo da Saliceto. A parte le sue capacità in campo chirurgico, promosse lo studio dell’anatomia, consapevole che un chirurgo deve conoscere bene il corpo umano per poter intervenire correttamente.
Nonostante lo sviluppo di una chirurgia basata sullo studio e sull’anatomia, la chirurgia empirica, praticata da persone che non avevano specifiche conoscenze mediche, continuò a essere esercitata. Questi mestieranti erano comunque in grado di fare interventi anche complessi come la cataratta, l’ernia, e la chirurgia plastica, in particolare la rinoplastica, che era una chirurgia atta a riparare soprattutto le mutilazioni nasali.
Infine, è opportuno ricordare i chirurghi barbieri che oltre a tagliare i capelli e la barba, praticavano anche salassi, applicando sanguisughe, inoltre medicavano ferite, curavano fratture, operavano ascessi, e facevano estrazioni dentarie. Questa figura ha continuato a operare fino al diciottesimo secolo, quando fu proibito loro di praticare attività mediche.