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GILLES ROCCA

Guardare avanti

di Agnese Serrapica

Numero 201 - Luglio-agosto 2019

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Ha dimostrato nel corso del tempo di essere molto di più di un bell’uomo, il giovane attore ci racconta la sua storia d’amore con il cinema!


È uno dei più talentuosi attori del panorama cinematografico italiano, Gilles Rocca, ha tutte le carte in regola per puntare e arrivare in alto, molto in alto. Sguardo intenso, sorriso accattivante e fisico scolpito: l’artista romano ha le tipiche caratteristiche del bello e maledetto, e per questo tendono ad assegnargli i ruoli da tenebroso o da cattivo. Effettivamente, non puoi fare a meno di notarlo, perché possiede un fascino assolutamente fuori dall’ordinario. Poi lo incontri, lo conosci e scopri che la bellezza esteriore è solo lo specchio di un’interiorità rara, intensa, preziosa.

Quando è nata la passione per la recitazione? Cosa ti ha spinto verso questo mondo?

“Ho iniziato a giocare a calcio molto presto a livello professionale, quattro anni con la Lazio fino alla primavera, e poi con il Frosinone, fino alla partecipazione in tv a ‘Campioni’, un programma che ebbe un grandissimo successo. L’estate dopo, ebbi un infortunio e per forza di cose dovetti smettere di giocare. Fatalità, proprio in quel periodo mi chiamarono sul set di ‘Carabinieri’, come protagonista di puntata. La mia carriera da attore è cominciata così.”

Hai dunque scoperto sul campo la passione per la recitazione?

“Quella per la per recitazione era una passione che avevo già da piccolo, ma essendo sempre impegnato in campo non avevo potuto coltivarla come avrei voluto. Quando ho capito che quella era la mia strada, mi sono iscritto a una scuola di recitazione, rifiutando anche esperienze televisive. All’epoca, decisi di fermarmi per studiare e fare proprio quello che avevo sempre desiderato. Da quel momento, ho lavorato in serie importanti come Don Matteo, RIS, Distretto di polizia, Carabinieri. Finalmente la recitazione non era più solo una palestra come lo era stata durante la scuola, ma finalmente avevo un lavoro da attore professionista.”

Ti sei confrontato da subito con grandi artisti. Come hai vissuto il confronto?

“Ti racconto una cosa. Poco più di 10 anni fa, nel 2008, vinsi una trasmissione, che si intitolava ‘Volami nel cuore’, in onda il sabato sera in prima serata su Rai Uno. C’erano in campo due squadre di attori che si sfidavano, erano tutti del Centro sperimentale di arte drammatica. Ebbene, tra tutti loro io ho vinto come miglior attore.”

E poi arriva il cinema... a grandi livelli, vero? -taglio- “Sono approdato al cinema a trent’anni diretto da Marco Risi in ‘Tre tocchi’, un film che andò anche al Festival del cinema di Roma. Per me fu un’esperienza strepitosa! Ricorderò per sempre l’emozione alla premiere e le 1200 persone in sala: per me significò davvero la realizzazione di un sogno!”

Hai un modello di riferimento per il tuo lavoro?

“Come modelli di riferimento potrei citarti tutti quegli attori profondi nell’interpretazione e abili nel trasformismo, come Daniel Day Lewis e Robert De Niro. E poi tra i miei preferiti c’è Christian Bale, perchè è uno che interpreta Batman pesando 90 Kg e poi fa ‘L’uomo senza sonno’ e ne pesa 60, insomma, un attore versatile e poliedrico come pochi!”

C’è un ruolo che sogni di interpretare?

“Il ruolo dei sogni... bella domanda. Mi piacerebbe un ruolo impegnato, quasi drammatico, ma con un impatto frivolo, che poi man mano va a scandagliare l’animo e a toccare tutte le sfaccettature e tutte le corde. Detto così, sembra una cosa complicata, ma io amo le sfide!”

Potendo scegliere, da chi ti piacerebbe essere diretto?

“Ho già avuto l’onore e la fortuna di poter lavorare con Marco Risi e Stefano Reali, professionisti di altissimo livello. Adesso mi piacerebbe tanto lavorare con il regista di Gomorra, Matteo Garrone, uno che fa un cinema di pancia, proprio come piace a me.”

Come trascorri il tuo tempo libero? Quali sono le tue passioni?

“In generale lo sport: il pugilato, che ho praticato per 10 anni, e il calcio giocato (non sono il tipo che guarda il calcio seduto sul divano!), ma soprattutto la moto. Ne ho due: una d’epoca e una sportiva. Io mi muovo praticamente sempre in moto, sono un vero e proprio biker.”

Tu sei davvero poco social: come mai questa scelta?

“Per quanto mi riguarda, è vero quello che hai detto: sono poco social e cerco di mostrare pochissimo della mia vita privata, di cui sono gelosissimo. Considero i social una sorta di vetrina e li utilizzo quasi esclusivamente per lavoro.”

Sinceramente, secondo te la bellezza è un dono o talvolta l’ostacolo di chi deve lavorare il doppio per dimostrare di essere anche bravo?

“La bellezza è una fortuna perché ti dà sicurezza, ti permette di essere cercato e ammirato, ma a livello lavorativo devi faticare il triplo! Nella vita, è importante apprezzare quello che si ha, trovare la giusta occasione, e inseguirla. La bellezza va coltivata, ma non solo esteticamente, proprio dal di dentro, perché è proprio da dal di dentro che nasce e deriva anche la bellezza esteriore.”

Sei una delle punte dell’Italianattori: una bella soddisfazione, immagino.

“Per me è un grandissimo privilegio giocare nella storica squadra nata da un'idea di Pier Paolo Pasolini, in cui hanno militato nel tempo grandissimi registi ed attori, veri e propri mostri sacri. E poi, con il mio passato da calciatore, poter continuare a giocare nonostante l’infortunio, e farlo con altri attori è un’esperienza meravigliosa. Giriamo tutta l’Italia, scendiamo in campo per la solidarietà, senza compensi o cachet, ma perché ci crediamo veramente.”

Prossimi progetti lavorativi?

“Questo per me è stato un anno bellissimo, ricco di soddisfazioni: in tv c’è stato lo sceneggiato ‘L’Aquila – Grandi speranze’ per la regia di Marco Risi, ho vinto il premio Troisi alla regia e il premio ‘Tulipani di seta nera’ per un mio progetto sulla distrofia muscolare di Duchenne. Al momento sto lavorando per realizzare un progetto importante, ma per scaramanzia non diciamo ancora nulla... anzi facciamo una cosa, a te lo dico, ma teniamo il segreto e magari lo raccontiamo insieme alla prossima intervista!”

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“La bellezza è una fortuna perché ti dà sicurezza, ti permette di essere cercato e ammirato, ma a livello lavorativo devi faticare il triplo!”

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