Shakespeare eterno

di Massimiliano Craus

Nel solco tracciato tra i talenti emergenti della danza ed i grandi titoli della letteratura e del balletto, si inserisce il nuovo “Romeo e Giulietta”, opera che non smette di appassionare ed emozionare


In Campania è tornato prepotentemente William Shakespeare con "Romeo e Giulietta", giusto in tempo nell'anno delle celebrazioni dei quattrocento anni dalla scomparsa del Bardo. E stavolta la produzione è stata tutta campana, con il coreografo napoletano Fabrizio Esposito a braccetto con il Mibact, il Liceo Coreutico "Alfano I" di Salerno, l'associazione Promodanza di Salerno, la Fondazione Teatro Città di Mercato San Severino e la scuola di formazione tersicorea "Academy Dance" di Montoro. Un lavoraccio che ha portato "Romeo e Giulietta" in scena all'Auditorium di Ravello ed al Teatro Città di Mercato San Severino. “Sono orgoglioso di aver prodotto il titolo che forse mi è sempre piaciuto più di tutti - dichiara Fabrizio Esposito - Dopo ‘Lo Schiaccianoci’ ed i ‘Carmina Burana’ credevo fosse giusto misurarsi anche con il ‘Romeo e Giulietta’, a maggior ragione proprio alla fine dell’anno delle ricorrenze in onore di William Shakespeare. Questo aspetto andava curato, inoltre, maggiormente con i ragazzi ed anche sui libri, proprio per metterli a confronto con i personaggi e le ambientazioni in prima persona. Una parte del mio gruppo di lavoro si è infatti articolata in un laboratoriale ufficio stampa per la promozione e recensione del nostro stesso evento! Ma tornando a Romeo e Giulietta, intesi come i due protagonisti della penna del Bardo e della coreografia di Fabrizio Esposito; in questa produzione sono stati scelti forse -taglio- i migliori interpreti in circolazione: Claudia D'Antonio e Stani Capissi del Teatro di San Carlo di Napoli, già avvezzi ai ruoli di primi ballerini nonostante la giovanissima età.” I due ospiti si sono pertanto esibiti nel pas de deux del balcone di Leonid Lawroskij, peraltro già abbondantemente provato con la loro compagnia nella scorsa produzione sancarliana. Gli altri due protagonisti sono stati Margherita Capuano ed Andrea Capoluongo, insieme a tutti gli altri elementi del corpo di ballo diretti da Luigi Pagano, responsabile della supervisione delle coreografie in compagnia con Fioravante Botta, Alessandra Vottariello e Luisa Clemente. Uno staff a tutto tondo che ha lavorato in sinergia per garantire alle scene il miglior canovaccio possibile, spuntato qua e là con incursioni coreografiche assolutamente contemporanee come nelle corde e nelle parole stesse di Fabrizio Esposito. “Anche questo ‘Romeo e Giulietta’ doveva essere essenzialmente mio, ovvero pregno di contaminazioni musicale e coreografiche con le coreografie classiche di gruppo curate dalle mani esperte di Massimiliano Scardacchi. Il resto è stato frutto di una mia continua evoluzione coreografica contemporanea, basti pensare al letto di Giulietta rappresentato con l'intero corpo di ballo maschile in movimento che l'ha inghiottita e respinta in un contesto davvero immaginifico. Il pubblico andava sorpreso, proprio perché questa è la base di tutti i nostri lavori.” -taglio2- E come se non bastassero i frequenti alti e bassi di tensione emotiva, l’opera di @-Motion è stata anche raccontata dalla voce narrante dell'attore Giuseppe Pavarese, un contributo essenziale per infondere l'aria gotica che spesso ha contraddistinto i precedenti successi di Fabrizio Esposito, come del resto lui stesso ammette: “L’idea è stata quella di far convivere i due stili di danza classica e contemporanea attraverso una sana distribuzione scenica, partendo dal voler dare a tutto il balletto, soprattutto nelle parti festose e goliardiche, un alone di pessimismo e di negatività quasi imprescindibili. Quindi c'è stata una voluta e costante nuvola nera, soprattutto nelle scene dove non si avvertiva il destino tragico della storia, che aleggiasse come una sorta di karma assolutamente definitivo.” Parole inequivocabili che riprendono in toto la storia del coreografo napoletano, basti pensare alle vicende di "Karmaen", una brigantessa irpina dell'epoca unitaria sulla quale aleggia la cupa e triste novella "Carmen" di Prosper Merimée, senza dimenticare i più vecchi titoli di "Etni_ka", con la partecipazione di José Perez, e la verdiana "Vita dei campi" con la regia di Gaetano Stella. Un impegno intellettuale che tradisce la vena malinconica ed al contempo appassionata di Fabrizio Esposito riletta nel "Romeo e Giulietta" con la Campania in prima linea per ricordare il mito anche coreografico di William Shakespeare.





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