Nella terra di mezzo

di Laura Fiore

Numero 183 - Dicembre 2017

Un Natale tutto da vivere al Festival irpino


Il 9 e il 10 dicembre la musica, la cultura e l’enogastronomia sarà al centro del Festival “Irpinia terra di mezzo”, con i concerti di Enzo Avitabile, “Sacro Sud”, a Rocca San Felice e Lina Sastri, Appunti di viaggio” a Guardia Lombardi. “Dopo il successo dell’edizione dello scorso gennaio che ha visto protagonisti di Irpinia Terra di Mezzo sei comuni dell’Alta Irpinia…“– afferma Fiorenza Calogero direttore artistico del festival -… quest’anno la riconferma dell’iniziativa. La proposta che offriamo ai visitatori è un borgo animato da mercatini di Natale, stand enogastronomici, nonché un itinerario intercomunale storico emozionale.-taglio- Una passeggiata, quest’ultima, che porterà il visitatore, attraverso la stimolazione dei cinque sensi, alla riscoperta di un passato ancora presente, di tradizioni, tipicità, di pietre che fortemente narrano gioie e sofferenze, ma, soprattutto calore e accoglienza mai perduti. Infine il prossimo 21 di dicembre il festival dedicherà una giornata all’arte presepiale con il presepe vivente realizzato dai bambini del comune di Rocca.” Chi ha già avuto, come noi, la possibilità di ammirare lo spettacolo della nostra Lina Sastri, del quale ha curato la regia e l’ideazione lei stessa, sa che l’attrice ripercorre la sua vita artistica dal debutto in Masaniello, sino al successo di oggi. Un viaggio nell’anima che si rinnova liberamente, sull’onda dell’emozione, delle parole e della musica. Un viaggio nel teatro e nel cinema italiano, attraverso i racconti di vita vissuta, di incontri indimenticabili con le eccellenze -taglio2- artistiche del nostro paese, brani poetici e di drammaturgia di grandi autori e registi, brani musicali della grande tradizione classica napoletana e internazionale. La proposta musicale, poi, di Enzo Avitabile “ Sacro Sud”, la cui poetica musicale, sacra e popolare lo ha visto assegnatario quest’anno del Premio Donatello, affiancato da Gianluigi Di Fenza e dal fratello Carlo, racconta il messaggio raccolto sul campo, nel “suo” Sud, inteso non come posizione geografica ma come “fede” che vive nella strada e nel popolo, nella realtà quotidiana, attraverso il canto di un harmonium d’ispirazione alfonsiana che si sposa con antiche polifonie di launeddas, strumenti a fiato della centenaria tradizione mediterranea, sullo sfondo dell’armonia intessuta da un coro polifonico a otto voci, ideale per immergerci nello spirito natalizio.





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