Inarrestabile

di Gennaro Santarpia

Albatros 182 - Novembre 2017

Una vita di vittorie, ma anche di sofferenze: Lindsey Vonn ci ha raccontato qualcosa in più della sua vita professionale e privata


Lindsey Vonn, è una discesista plurimedagliata di fama internazionale, tornata in pista quest'anno dopo l’ennesimo infortunio, con una vittoria già durante la sua seconda gara. La Vonn è stata definita la “Wonder Woman” dello sci, perché nonostante gli ostacoli che la vita le ha messo davanti, riesce sempre a tornare in forma velocemente con una grinta difficile da descrivere a parole. Lindsey Vonn è il volto dello sci 2.0, dove quello che conta non è più solo la tecnica, ma anche l’enorme forza di volontà.

Lindsey,l’ultima competizione importante da te disputata quest’anno sono stati i Mondiali di Saint Moritz dove, però, sei riuscita a conquistare “solo” due bronzi. Che cosa hai provato dopo la gara?

“Beh, un mix di sensazioni difficili da spiegare. Inoltre, devo ammettere che già nel pre-gara non mi sentivo al cento per cento, nonostante ciò ho cercato di dare tutto quello che potevo durante la discesa. Sono, comunque, molto felice e fiera di me e del bronzo che ho portato a casa. È vero non è la medaglia d’oro, ma per me è come se lo fosse, visto le mie condizioni. Sono venuta da lontano e subito dopo il mio rientro, è stata una sfida non da poco. Vincere la medaglia per me ha significato vincere in tutti i sensi. Ora il mio obiettivo è cercare di tornare in forma nella Coppa del Mondo.”-taglio-

Come ti sei preparata a questa competizione e soprattutto perché non ti sentivi in forma?

“Purtroppo, ho fatto pochi allenamenti prima dei Mondiali per via del mio infortunio al braccio. Ho sofferto molto in questa stagione, ma sento estrema fiducia nelle mie abilità. Comunque sia, il miglior modo per preparami è sempre mentale, quindi cercare di arrivare agli appuntamenti con una mente forte. Ai mondiali di Saint Moritz è come se non mi fossi sentita pronta, nonostante la riabilitazione era andata a buon fine e tutto lo staff medico mi aveva comunicato che potevo ritornare a gareggiare in un evento così importante. Ormai, però, è acqua passata, bisogna guardare sempre avanti e pensare alle prossime sfide.”

C’è da dire che nella tua carriera hai affrontato più di un infortunio, come sei riuscita a venirne fuori sempre a testa alta?

“Superare gli infortuni per me è sempre stata una questione di approccio mentale. Serve tanta pazienza, tanta determinazione, e ancor più grinta e volontà. Aspetto, mi godo un progresso dopo l’altro, che sia piccolo o grande, ma senza troppa fretta o ansia, e cerco di darmi piccoli obiettivi giornalieri. Certo, quando poi si ritorna sugli sci per la prima volta c’è sempre un po’ di paura, ma questo sport è la mia vita e senza non potrei neanche immaginarmi, quindi mi faccio coraggio e ritorno in pista.”

Sei ammirata da tantissime persone, che consiglio senti di dare a tutte le ragazze che si avvicinano a questo sport?

“Il consiglio che ho sempre dato è proprio quello per cui vivo: quando cadi, rialzati, cerca di non stare mai a terra. Con il duro lavoro e la perseveranza puoi superare ogni ostacolo. Nelle nuove leve, purtroppo, manca un po’ di spirito di sacrificio: voglio subito diventare sciatrici professioniste. Le ragazze devono capire che per arrivare in vetta bisogna prima scalare la montagna, ed il percorso non è mai tutto rose e fiori!”

La tua specialità sono le discipline veloci, come mai?

“Semplice, perché amo la velocità. Sono drogata e dipendente dell’adrenalina, non solo sugli sci, ma anche in macchina, nella vita insomma. Sono una persona che vive sempre al massimo, per me ogni lasciata è persa.”

Sei certamente uno dei pochi volti del mondo dello sci, noti anche tra le persone che non seguono costantemente questo sport. Come gestisci questo successo?

“Beh, devo dire che sono molto attiva sui social. Ormai questa nuova realtà virtuale ti permette di arrivare ad un-taglio2- numero immenso di persone in un nano secondo. Inoltre, penso che i social media siano un forum positivo dove le persone possono esprimere loro stesse, ovviamente se usati in un modo corretto ed etico. Cerco sempre di condividere la mia vita con i mie fan e spero sempre di essere d’ispirazione per loro, di dare loro modo di credere in se stessi. Non è facile gestire il successo e i media, ma ricordo sempre a me stessa che la mia priorità è lo sci. Quando tutto questo mi ‘scavalcherà’ mi ritirerò da tutte queste piattaforme.”

Se non fossi stata una sciatrice, cosa avresti fatto nella vita?

“Senza ombra di dubbio la veterinaria, amo gli animali e mi ha sempre affascinato il mondo della medicina rapportata alla natura.”

Oltre lo sci, hai qualche altro hobby?

“Certo! Amo passare il tempo con la mia famiglia, con i miei amici e con i miei cani. Mi piace cucinare e fare dolci, andare a pescare d’estate e ovviamente sciare nella neve fresca.”

C’è una persona che stimi ed ammiri particolarmente?

“Si, ammiro tantissimo Roger Federer e Ingemar Stenmark. È stato bellissimo averli entrambi presenti ai Mondiali di St. Moritz, trovo siano due persone che si sono sempre distinte per la correttezza e l’eleganza che mettono in quello che fanno. Non è così semplice non lasciarsi mai influenzare da quello che ti accade intorno, specialmente se sei un personaggio pubblico. Non so quale sia il loro segreto, ma è evidente che funziona alla grande!”

Ripercorrendo la tua vita e la tua carriera qual è il ricordo più bello, e quello più brutto?

“Il mio ricordo più bello è certamente la medaglia d’oro vinta alle Olimpiadi di Vancouver nel 2010. Il più brutto è probabilmente l’infortunio a Schladming (rottura del legamento crociato anteriore e del collaterale mediale del ginocchio destro e frattura del piatto tibiale nella gara di SuperG ai Mondiali del 2013, ndr), oppure il mio divorzio. Quando vinci, per quanto cerchi sempre di restare con i piedi a terra, in cuor tuo ti senti un dio, poi c’è un evento che disturba il tuo momento di gloria e ti ricorda che alla fine non sei indistruttibile e perfetto. Detto questo, ho imparato a convivere anche con i fallimenti, servono a crescere ed a diventare persone migliori.”

Hai dichiarato tempo fa di voler gareggiare con i maschi...

“E lo voglio ancora! Vorrei battere il record di Stenmark, vincere un’altra medaglia d’oro alle Olimpiadi e sì, provare a gareggiare con i maschi. Come ho detto prima, la vita va vissuta al massimo sempre e comunque.”





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