logo-musica

Grande swing

di Maresa Galli

Numero 248 - Marzo 2024

Al Teatro Acacia di Napoli le strepitose sonorità di Ray Gelato And The Giants


albatros-grande-swing

Il Teatro Acacia di Napoli è stata la prestigiosa location dell’evento musicale dell’anno: il concerto di Ray Gelato & The Giants, organizzato da Synth diretta da Cesare Settimo.-taglio- La band, guidata da Ray Gelato, trasforma le sue esibizioni in veri e propri happening, coinvolgendo il pubblico con un sound unico e inconfondibile. I musicisti fondono diversi generi musicali con uno stile riconoscibile, un mix di jazz, swing, r’n’b, e rock ‘n’ roll. Ray Gelato, cantante, sassofonista e autore di talento, è considerato uno dei padri del moderno swing britannico, uno degli ultimi grandi intrattenitori jazz. La sua voce calda e avvolgente, unita alla sua abilità nel suonare il sassofono, lo rende un artista completo e versatile. Altrettanto dicasi per la sua band che vanta una sezione fiati considerata tra le migliori al mondo. Ray Gelato viene influenzato fin da piccolo dai dischi del padre, il quale ascolta Sinatra e Sammy Davis Jr. Incontri fondamentali per la sua musica, quelli con Louis Jordan e Louis Prima, due grandi intrattenitori americani. Da allora tante band, concerti e album. Nel 1988 Ray forma la sua band di sette elementi, Ray Gelato and the Giants of Jive con cui suona in tutta Europa. La notorietà è legata ad una pubblicità per i Levis Dockers, in cui canta “Tu vuo’ fa l'americano” di Carosone. Con la sua band suona per anni al “Ronnie Scott” di Soho. Suona anche per la Regina d’Inghilterra, apre il concerto di Robbie Williams alla Royal Albert Hall e suona al matrimonio di Paul McCarntney. Riceve diverse nomination al BBC Radio 2 Jazz Artist of the Year ed ai ai BBC Jazz Award. Si esibisce nei più prestigiosi jazz festival internazionali e la sua musica fa parte delle colonne sonore di molti famosi film di Hollywood. L’ultimo album è “Locked Down But Not Out”. Nel concerto all’Acacia, con simpatia e bravura, i musicisti coinvolgono il pubblico nelle famose canzoni jazz, r’n’b, di Carosone e classici rivisitati nel loro stile da grande orchestra stile Cotton Club. Un grande viaggio sonoro, da “When You’re smiling” a “Just One of Those Things”, che ricordiamo nella celebre versione di Frank -taglio2- inatra, dove sono in primo piano i magnifici ottoni: tromba, trombone, due sassofoni, di cui uno suonato da Gelato che intercala la musica al canto. Amabilmente, nel suo italiano- inglese (“i miei familiari provengono da Salerno”, rivela), presenta anche sue composizioni, come quella dedicata alle polpette, “My Last Meatball” ed altri irresistibili swing. “Do You feel good”?, chiede al pubblico, felice di essere a Napoli per dispensare il meglio del suo repertorio, con i bravissimi musicisti con i quali concede assolo e piccoli passi di danza. Il trombettista regala una versione da brivido di “In My Solitude”, capolavoro di Duke Ellington, per poi trascinare il pubblico nel canto con l’omaggio a Carosone, “Torero”, “Tu vuò fa l’americano”, ma anche “Oi Marì”, “Carina”, che riporta alla mente Nicola Arigliano e mitici crooner, “Ain’t That a Kick in the Head”, cantata dal batterista. In coro, tutti cantano “Sing, Sing, Sing”, fiore all’occhiello dell’orchestra di Benny Goodman e di Elvis Presley, che tanto attinse dal canzoniere r’n’b. “Don’t Roll Those Bloodshot Eyes At Me” precede una carrellata di magnifici brani italoamericani, cantati in doppia versione: “Buonasera (signorina)”, successo di Buscaglione, l’irresistibile “Zooma Zooma Baccalà”, di Louis Prima al quale tutti paragonano l’incredibile Gelato. Di immenso talento, così come la sua band, è capace di reggere due ore di palco con la grinta di un ventenne e la bravura di chi porta avanti la lezione delle grandi orchestre americane, la loro magica atmosfera, tra ironia e grande musica. Ripetuti bis richiesti dal pubblico dell’Acacia che alla fine dello show balla e canta con l’artista.





Booking.com

Booking.com