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Whoopi Goldberg

Nella giusta direzione

di Tommaso Martinelli

Numero 213 - Settembre 2020

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Impegnata da anni nella lotta contro ogni discriminazione, la grande attrice continua ad essere impegnata in prima linea per valori sociali di giustizia e uguaglianza. Perché “il razzismo può essere debellato, ma va respinto anche nelle piccole cose”


Attrice premio Oscar e da sempre attiva sostenitrice di opere legate alla diversità, tema su cui è fondata tutta la rassegna “Tulipani di Seta Nera”, che quest'anno l'ha vista incontrastata protagonista essendo stata premiata con l’International “Sorriso Diverso” Award per il suo impegno attivo e costante. Whoopi Goldberg,-taglio- che abbiamo apprezzato in film che hanno fatto la storia del cinema come “Sister Act”, “Il colore viola” e “Ghost - Il fantasma”, si racconta ad Albatros Magazine in esclusiva, parlando di ieri ed anche delle tante contraddizioni e “lotte” dei nostri giorni. Whoopi, come hai vissuto l'emergenza legata al Coronavirus? “Da diversi anni vivo a New York e anche io, come gran parte del mondo, mi sono ritrovata a trascorrere tutto il tempo chiusa nella mia casa. Ne ho approfittato per dedicarmi a me stessa, anche se, inutile nasconderlo, dopo un po' è inevitabile sentire la mancanza delle persone alle quali si è maggiormente legati. Ho sentito, inoltre, la mancanza dell'Italia, che durante il lockdown è stata esemplare nel rispetto delle regole per evitare che questo terribile virus si propagasse ancora più velocemente.” Sei molto legata all’Italia... “Sono innamorata, da sempre, dell'Italia. Ci sono stata, l'ultima volta, lo scorso anno e come sempre è stato tutto così magico. I colori, i sapori e le atmosfere: in Italia è tutto unico, inconfondibile. Non è un caso se, ogni volta che vengo da voi, io mi sento come a casa mia.” Di premi nel corso della tua carriera ne hai conquistati tantissimi. L'ultimo ti è stato conferito proprio in Italia, che effetto ti fa? “Ogni volta, ricevere un premio, rappresenta una grandissima soddisfazione. Un premio, infatti, ti dà la percezione di andare verso la direzione giusta e di costruire qualcosa che è utile al prossimo, in particolare a quel pubblico che ti segue fedelmente da diversi anni. Di questo premio, che mi è stato dato dal Festival Tulipani di Seta Nera, in particolare, mi inorgoglisce il fatto che sia legato anche al mio impegno contro qualsiasi forma di discriminazione. Credo che per noi artisti debba essere un preciso dovere lottare contro le disuguaglianze e per il riconoscimento dei diritti di chi, incomprensibilmente, ancora oggi, non riesce a far sentire la propria voce.” “Il colore viola” è uno dei film simbolo contro il razzismo… “Un film a cui in tanti sono molto legati, che affronta la delicata tematica di una donna di colore che, dopo diversi anni di abusi, trova il coraggio per lottare e portare avanti le proprie idee, anche a costo di faticare e di soffrire. Un personaggio, quello di Celie, che sono davvero orgogliosa di aver interpretato: lei non è solo una donna di colore ma una donna di qualsiasi colore. Nel senso che in lei si sono rispecchiate tutte quelle persone che, indipendentemente dalla propria provenienza, si sono viste calpestare ma che, anche grazie a personaggi come Celie, sono riusciti a capire che non tutto è perduto quando si ha il coraggio di combattere per sé stessi e per chi ci sta a cuore. Dall'uscita nei cinema de ‘Il colore viola’ sono passati 35 anni ma mi sorprende quanto questo film sia ancora così attuale.” Nel quotidiano, secondo te, com'è possibile combattere il razzismo? “Partendo dal presupposto che la lotta al razzismo è molto complessa, perché si tratta di una problematica che ha affondato le radici un po' ovunque e in diversi settori, secondo me è fondamentale riconoscerne l'esistenza. Non è ignorandolo o facendo finta che non esiste, che il razzismo può essere debellato. Al contrario, dopo averne preso coscienza andrebbe duramente respinto anche nelle piccole cose. Naturalmente, questo tipo di atteggiamento dovrebbe partire proprio dai più giovani, visto che, di fatto, saranno loro a occuparsi del mondo di domani.” Tu sei mai stata vittima di razzismo? “Direttamente, direi di no. Ma ammetto di aver colto qualche insinuazione o atteggiamenti non troppo espliciti, che però sono stata brava a riconoscere come razzisti, per poi respingerli con fermezza. Fortunatamente, però, a parte la delusione, non mi sono mai lasciata scoraggiare o ferire da questo genere di cose, al contrario mi sono sempre impegnata per far capire al prossimo che la diversità è sinonimo di bellezza e ricchezza. Credo che la miglior conquista che un essere umano possa ottenere sia legata alla propria accettazione. Accettarsi per quello che si è realmente, senza voler cambiare e farsi cambiare a tutti i costi, secondo me è il più grande trionfo.”

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