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Web, bugie e diritti aletici

di Pasquale Matrone

Numero 223 - Settembre 2021

Le bugie che fanno parte del web


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La bugia dilaga sul web: infida strisciante tossica; mirata a turbare, a disorientare… Ne deriva, ad esempio, che il paziente affetto da grave patologia smette di curarsi: su Google, ha trovato un articolo illuminante: un rimedio naturale capace di fare miracoli, senza l’obbligo di sottoporre l’organismo all’aggressione della chirurgia, -taglio- della chemioterapia o della radioterapia. Gli basterà evitare certi cibi, assumerne altri, digiunare, bere solo acqua o, se necessario, pozioni ricavate da erbe medicamentose e taumaturgiche… Peggio ancora, poi, se un amico, tuttologo e compassionevole, gli dà ragione: i medici fanno gli interessi delle ditte farmaceutiche, sono corrotti… Il seguito, purtroppo, si sa. E la borsa? Le bufale, capaci di farla crollare e resuscitare, organizzate da cricche spietate di “professionisti” dell’inganno: economisti, dirigenti corrotti di istituti di statistica, pirati informatici, banchieri, terroristi, agenti segreti, politici venduti? Nel giro di qualche ora soltanto, enormi capitali vengono pilotati e dirottati a danno di persone oneste, truffate e destinate a non essere risarcite. E le valanghe di fango assemblate con luciferina astuzia e poi scaraventate addosso al politico leale, al giudice integerrimo, al generale in procinto di smascherare il marciume? Le conseguenze di azioni così perverse e ben architettate, con pseudo prove, documenti costruiti ad arte e testimoni prezzolati, sono devastanti per gli innocenti, per la politica e per l’opinione pubblica. -taglio2- Più la bugia infuria sul web più la stessa democrazia è in pericolo. Il cittadino non sempre è capace di discernere, di valutare la veridicità di quanto gli viene detto, di documentarsi in modo adeguato.

Da anni, la filosofa Franca D’Agostini sta studiando il fenomeno con l’intento di individuare risorse logiche etiche e giuridiche adatte a governare la nuova emergenza. A suo avviso, è indispensabile indicare e fissare i diritti aletici, (dal vocabolo greco aletheia verità), capaci, cioè, di tutelare i cittadini, proteggendoli da ogni sorta di mistificazione derivante dalla crescente e disordinata democratizzazione della conoscenza. Tutti, ella scrive, hanno il diritto: di essere informati in modo veritiero; di essere messi in grado di capire le notizie ricevute; di essere riconosciuti come possibili fonti di verità; di avere autorità e istituzioni aletiche affidabili; di disporre di un ambiente culturale orientato a riconoscere e a garantire i precedenti diritti; di essere educati alla sincerità, in un ambiente culturale in cui esista una diffusa consapevolezza dell’importanza della verità.





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