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Vivere il presente

di Lucia De Cristofaro

Numero 211 - Giugno 2020

Difficile immaginare ora l’estate che si prospetta all’orizzonte, con ancora tante incertezze nella fase dopo il lockdown. L’unica cosa sicura è che “la bella stagione” arriverà


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Nell’immaginario di tutti, ma soprattutto di noi italiani, l’estate è il momento della spensieratezza, del ritrovare se stessi e i rapporti con gli amici, i familiari e il partner nel rilassante clima vacanziero, dopo lo stress del lavoro e dell’inverno.-taglio- Oggi questo nostro lasciarsi andare all’ozio delle località estive, in riva al mare sdraiati al sole o sotto le stelle in serate tra amici, è stato completamente stravolto e in un mondo diventato improvvisamente piccolo e insicuro, iniziamo a sentire ora l’opprimente sensazione di non essere più padroni della nostra vita e di dover iniziare a pensare ad una quotidianità all’insegna di regole che ci sono indicate e cui adeguarsi from time to time. Questa incertezza non ci spinge certo ad andare in vacanze né a programmarle, ma la domanda vera è: “Riusciremo a superare emotivamente la paura di un contagio e i mesi di semi-reclusione cui siamo stati costretti?”. Restare a distanza, uscire solo se necessario ci mette al sicuro da un contagio fisico, ma quali saranno le cause che ciò provocherà a noi, esseri sociali che sin dagli albori della nostra storia umana abbiamo cercato il rapporto con l’altro per quella intima esigenza di cercare nell’altro sostegno, amicizia, amore. Certo la tecnologia ci da la possibilità di incontrarci virtualmente, di potersi confrontare, fare progetti e portare avanti idee, ma nessuna tecnologia potrà sostituirsi all’abbraccio di un amico quando se ne ha bisogno, ad una carezza che ci rassicuri, ad una stretta di mano sincera. Guardare avanti significa acquisire di sicuro la consapevolezza della fragilità fisica individuale e collettiva, del nostro pianeta simile ad una navicella spaziale in cui dobbiamo convivere non solo tra noi umani, ma anche con una natura che abbiamo fino ad oggi sacrificato ai nostri interessi. La speranza è che il Covid-19 ci abbia insegnato che possiamo essere alla mercé dell’imprevedibilità di un pericolo sconosciuto e che quindi non vale la pena lottare gli uni contro gli altri, -taglio2-ma avere un serio piano di visione futura mondiale unitaria e coesa. “Ma allora l’estate?” vi starete chiedendo. Beh, considerato che è tutto ancora in corso d’opera a livello di ricezione turistica e adeguamento a regole che ancora non sono chiare, iniziamo a pensare di goderci il sole, l’aria benefica del clima marino o montano a seconda dei gusti, anche con semplici passeggiate, gite fuori porta o brevi vacanze in Italia, per iniziare a superare l’ansia del nostro recente passato e imparare a vivere il presente. Questo non vuol dire non programmare il proprio futuro, ma ammorbidirsi in quegli aspetti umani quotidiani, come arrivismo, ricerca del successo a tutti i costi e tanto altro. Riflettendo che in ogni stagione della vita e della natura, a qualunque ora del giorno e della notte, dobbiamo impegnarci a migliorare i momenti del nostro vissuto, e fermarli, per goderne la giusta dimensione emotiva e sociale. Passare dal “fast” allo “slow” deve diventare un nostro nuovo modo di pensare, riflettendo su quello che siamo stati sino ad ora e su ciò che desideriamo sul serio. “Ci sono solo due giorni all’anno in cui non puoi fare niente: uno si chiama ieri, l’altro si chiama domani, perciò oggi è il giorno giusto per amare, credere, fare e, principalmente, vivere. – afferma il Dalai Lama, e allora viviamoci l’estate all’insegna dell’oggi e godiamo di ogni attimo in cui riusciremo a sorridere, a stare con gli amici, con la nostra famiglia, con l’uomo o la donna che amiamo, senza dare molta importanza al dove e al come, ma all’essenza di quei momenti.





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