logo-coverstory

VALENTINA GHETTI

Piena d’amore

di Laura Fiore

Numero 176 - Aprile 2017

albatros-valentina-ghetti

È una delle attrici del momento, con al cinema ben due pellicole e numerosi progetti per il futuro: un’artista che fa della recitazione un vero e proprio stile di vita


Tutto è nato grazie a una risata: è così, infatti, che Valentina Ghetti si è fatta conoscere dal grande pubblico. “Fatali” sono state le battute esilaranti del duo comico Ghetti e Baldieri arrivato tra i finalisti del programma “Eccezionale Veramente”. La sua è quella che si definisce una “faccia giusta” per il mondo dello spettacolo a tutto tondo, ed infatti il suo esordio non è stato con la comicità bensì come attrice impegnata e drammatica. Valentina Ghetti non ha mai perso di vista l’obiettivo, e nonostante l’inizio molto poco semplice, è riuscita con forza e determinazione a diventare un’attrice di successo. La sua linfa vitale è senza ombra di dubbio l’amore, senza il quale non sarebbe andata da nessuna parte!

Sarai tra pochissimo al cinema con il film “Classe Zeta” in cui interpreti il ruolo di una Professoressa che si ritrova alle prese con una classe molto particolare, come ti sei preparata a questo ruolo?

“Quello della Bonelli è il prototipo della professoressa stronza per antonomasia, quella che non capisci perché è fatta così. Ho cercato di ispirarmi alle varie professoresse che ho incontrato nel passato, durante la mia vita da studentessa e ci ho aggiunto un filo di ironia che ovviamente non guasta, altrimenti sarebbe stata una vera e propria despota. È pure vero che la classe di studenti che le viene affidata non è una delle migliori per un professore!” -taglio-

Che tipo di studentessa sei stata?

“Sono stata sempre molto brava a livello di valutazione, ma non sono mai diventata la secchiona di turno. Ero una di quelle che prendeva ottimi voti e allo stesso tempo era amica delle teste calde della classe, cui passavo bigliettini, suggerimenti ecc… Mi ricordo, una volta, ero all’università e durante un esame scritto ad un certo punto sono andata in panico perché non conoscevo la risposta alla domanda. L’aula era molto grande, e quindi eravamo seduti con molta distanza l’uno dall’altro. Decido comunque di chiedere suggerimento alla persona più vicina a me, mai vista prima. Lei mi dice ‘ok’ e mi passa un foglio, lo apro e dentro c’erano le miniature dei miei appunti! Alla fine l’esame è andato bene, mi sono auto salvata!”

In “Classe Zeta” sei affiancata da molti attori, come si riesce a “convivere” bene sul set?

“Beh, avendo una formazione teatrale, il teatro è un lavoro corale, sono abituata a lavorare in gruppo e mi piace perché è divertente e mi ci trovo bene. Se ci sono degli artriti, però, preferisco sempre distaccarmi perché resta un ambiente di lavoro. Capita che arrivino delle personalità ‘ingombranti’ sul set e a quel punto la miglior arma è il menefreghismo, cercare di continuare a fare bene il proprio lavoro e andare avanti con un bel carico di energia positiva!”

Hai dichiarato che essere un’artista è per te una vocazione, senza un’effettiva scelta consapevole, quando hai capito che era questa la tua strada?

“Da premettere che non mi ponevo troppe domande a 14 anni quando, non essendo figlia d’arte volevo comunque a tutti i costi fare l’attrice. La passione per la recitazione mi è nata dentro senza che me ne accorgessi e sicuramente corrisponde al bisogno che ogni persona ha di amore. Fare l’attrice è una continua ricerca d’amore da parte del pubblico, degli altri; in questo modo mi sento l’anima appagata. Grazie alla recitazione smetto di pensare ai miei problemi quotidiani e mi dedico anima e corpo al mio personaggio cercando di entrare nella sua ottica, affrontare tutto come farebbe lui. Mi salvo grazie a queste personalità diverse da me.”

Il grande pubblico ti ha conosciuto maggiormente nella veste comica, ma sei un’attrice a tutto tondo, hai recitato in film indipendenti e fiction….

“Si, ho partecipato a numerose fiction, questo è il mio quinto film cinema, e precedentemente ho fatto numerosi film indipendenti. Ho sempre interpretato ruoli molto drammatici ed impegnati, però poi è arrivato il successo facendo quello cui non credevi di essere portato!”

Se potessi ritornare indietro nel tempo, rifaresti tutto?

“Bella domanda, purtroppo non è possibile scegliere il destino e quindi evidentemente io dovevo attraversare e fare tutta questa gavetta prima di arrivare ad un riconoscimento maggiore. Nulla è a caso quindi se arriva adesso un motivo sicuramente ci sarà. Venendo dalla provincia ho avuto molte difficoltà, come tanti altri colleghi, perché arrivata a Roma non conoscevo niente e nessuno, avevo poche informazioni e ho affrontato tutto con pochissimi soldi: tutte cose che hanno rallentato il mio percorso. Non ho mai smesso di studiare e non ho mollato! Non riesco ad immaginarmi in una realtà diversa da quella di attrice. Ho molti interessi: mi piace lo sport e sono portata per la comunicazione, ma non ho mai pensato di intraprendere una strada diversa da quella che poi effettivamente ho percorso.”

Progetti futuri?

“Farò un cameo in ‘Ovunque tu sarai’ in uscita a breve, ed in un altro film che si chiama ‘Girotondo’. A teatro, invece, oltre ai progetti legati alla comicità interpreterò ‘Le lacrime amare’ di Petra Von Kant, ritornando appunto a ruoli drammatici!”

ads-publicità


Booking.com

Booking.com