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Una filosofia senza piedistallo

di Pasquale Matrone

Numero 226 - Dicembre-Gennaio 2021-2022

Una visione del mondo sistematica, in apparenza perfetta e, tuttavia, non facilmente verificabile in situazioni concrete, non bisogna contare, dunque, su imperativi etici assoluti e, in quanto tali, difficili da mettere in pratica nella quotidianità. Ad affermarlo è Richard Rorty (1931-2006) nelle opere: La filosofia e lo specchio della natura e La filosofia dopo la filosofia


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Se ci si ostina a identificare i fondamenti della morale con verità ben radicate nell’interiorità di tutti, si corre il rischio di cadere in equivoci pericolosi. Una visione del mondo sistematica, in apparenza perfetta e, tuttavia, non facilmente verificabile in situazioni concrete, spesso, infatti, è generatrice di fondamentalismi e di utopie destinate a finire nel sangue e nel terrore. -taglio- Non bisogna contare, dunque, su imperativi etici assoluti e, in quanto tali, difficili da mettere in pratica nella quotidianità. Ad affermarlo è Richard Rorty (1931-2006) nelle opere: La filosofia e lo specchio della natura e La filosofia dopo la filosofia: contingenza, ironia e solidarietà. Ironico contro ogni possessore di dogmi, estimatore del pragmatismo, Rorty sostiene che bisogna scegliere come punto di riferimento dell’azione il contingente, anziché l’assoluto; e che la democrazia vale più delle ideologie e di una filosofia ad essa asservita. Una filosofia, intesa come dottrina fondazionale dell’etica, è inidonea a entrare nella società e nella Storia per governarne regole, ritmi e direzione. Tenendo conto di ciò, il filosofo, oggi, anziché dilettarsi in virtuosismi, deve scendere dal piedistallo e interrogarsi sul tipo di vita da garantire alla società attuale e a quella del futuro; e, di conseguenza, deve formulare progetti mirati a edificare un mondo meno ingiusto, più aperto e, soprattutto, -taglio2-più capace di assicurare la felicità a tutti. Poiché la parola uomo ha bisogno di riacquistare valore, la filosofia deve altresì stimolare la riflessione sulla sostanza contenuta nel vocabolo, sottolineando che si è veramente uomini solo se, nei confronti di ogni forma di iniquità e di sopraffazione, oltre a essere artefici e difensori della libertà propria, si è pronti a lottare anche per quella degli altri. Il bene non coincide con la fiducia incondizionata in un’etica enunciabile, ma inadatta a inverarsi, bensì con azioni tese a favorire: un dialogo efficace e creativo tra punti di vista diversi; una condivisione consapevole delle speranze; una piena solidarietà di tutti con l’intero genere umano. Non potendo contare su leggi morali assolute, dunque, ognuno deve assumersi la piena responsabilità di fare buon uso degli strumenti di cui dispone. Contro le tenebre, l’egoismo, l’avidità e le derive fratricide, occorre, infatti, con umiltà coraggio tenacia lealtà e fiducia, indagare in modo corale su come misurarsi con le problematiche ampie e complesse concernenti la vita e l’armonia tra i popoli.





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