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Un recital acclamato

di Umberto Garberini

Numero 268 - Marzo 2026

Il pianista di origine beneventana Vincenzo Maltempo ha inaugurato la stagione 2026 dell’Associazione Alessandro Scarlatti al Teatro Sannazaro di Napoli


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È stato dedicato a due giganti della musica tedesca, Robert Schumann e Johannes Brahms, il concerto del pianista Vincenzo Maltempo che ha inaugurato a Napoli la programmazione 2026 dell’Associazione Alessandro Scarlatti, -taglio- presieduta da Oreste de Divitiis. Definito dalla critica internazionale come “uno dei talenti più originali e tecnicamente dotati della sua generazione”, il pianista Vincenzo Maltempo è stato il protagonista al Teatro Sannazaro di un evento concertistico di rara intensità, proponendo un percorso d'ascolto che affiancava alla maestosità di grandi capolavori strutturali, la raffinatezza e il virtuosismo delle trascrizioni d’autore ad essi riferiti. “Questo appuntamento – ha sottolineato Tommaso Rossi, direttore artistico della Scarlatti – accoglie a Napoli un interprete che ha saputo conquistare il pubblico e la critica grazie a un’identità artistica straordinaria, legata indissolubilmente al monumentale lavoro di riscoperta dell’opera di Charles-Valentin Alkan, ma anche alla sua originalità nell’affrontare opere di grandi compositori, da Liszt a Schumann, Dukas, Lyapunov e Skrjabin”. Il programma presentato da Vincenzo Maltempo si è aperto con l’esecuzione di "Widmung" (letteralmente “dedica”), il primo Lied della raccolta “Myrthen op. 25”, composta da Schumann nel 1840 come dono nuziale per l’amata Clara Wieck. La versione proposta ha offerto all’ascolto la preziosa trascrizione di Sergio Fiorentino, celebratissimo maestro ed insigne pianista napoletano che, contrariamente al virtuosismo della più celebre trascrizione di Listz, si distingue per una fedeltà poetica assoluta, restituendo sulla tastiera la purezza e la trasparenza della linea vocale originale. Seguiva la “Grande Sonate op. 14 in F minor”, opera di Schumann (del 1853), nota storicamente con il titolo di "Concerto senza orchestra". “Pagine di lotta e di irrequietezza – aggiunge Tommaso Rossi – in cui la scrittura schumanniana sfida i limiti fisici dello strumento, cercando di evocare una massa sonora orchestrale attraverso una densità contrappuntistica e una sorprendente enfasi drammatica”. La seconda parte del programma si apriva con i “6 Klavierstücke op. 118” di Johannes Brahms. Composti nel 1893 e dedicati a Clara Wieck Schumann, questi pezzi rappresentano il "tardo stile" di Brahms, dove il virtuosismo degli inizi scompare per lasciare spazio a una dimensione musicale scarna, quasi metafisica. Dal celebre e dolcissimo “Intermezzo in La maggiore” alla tragica e spettrale “Ballata in Sol minore”, l'op. 118, come in un viaggio tra ricordi e rassegnazione,-taglio2- filtrato da una sapienza armonica che preannuncia una tensione compositiva che avrà poi massima espressione nel Novecento. In chiusura veniva proposta la celebre “Passacaglia” di Brahms, quarto movimento della “Sinfonia n. 4 op. 98”, nella trascrizione per pianoforte curata dallo stesso Vincenzo Maltempo. Articolata in trenta variazioni su un tema ostinato (derivato da Bach), la Passacaglia rappresenta l'apice della forma architettonica brahmsiana. “Eseguire questo capolavoro in una versione pianistica – conclude Tommaso Rossi - è un'operazione di estremo interesse critico, che costituisce una nuova e vibrante prospettiva solistica”. Generoso nel bis, ben quattro, brevi pagine sconosciute ai più, da atmosfere tardo romantiche a suoni da carillon d’altri tempi, fra cui l’esecuzione impeccabile di un intenso preludio di Scriabin per la sola mano sinistra. Nato a Benevento nel 1985, Vincenzo Maltempo ha intrapreso gli studi musicali con Salvatore Orlando, discepolo di Sergio Fiorentino, diplomandosi da privatista presso il Conservatorio "S. Cecilia" di Roma nel 2005 con il massimo dei voti e la lode. Dal 2006 al 2009 ha seguito i corsi di Riccardo Risaliti presso l'Accademia pianistica internazionale “Incontri col Maestro" di Imola. Nel 2006 ha vinto la XXIII edizione del concorso pianistico "Premio Venezia", presso il Teatro La Fenice, che lo ha lanciato nel concertismo internazionale, suonando per istituzioni quali il Teatro Lirico di Cagliari, Bologna Festival, Filarmonica di Verona e Bologna, Festival MiTo, Europa, Asia, Messico e USA. Dal 2011 ha inciso per l’etichetta Piano Classics le opere più significative di Alkan, un’impresa monumentale che ha attirato l’attenzione delle principali riviste musicali, tra cui Diapason, The Guardian, PianoNews, Gramophone, e gli è valsa la nomina onoraria alla London Alkan Society. Nel 2020 ha pubblicato la prima biografia italiana dedicata ad Alkan (Florestano edizioni), un’opera completa e autorevole.





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