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Un paese frammentato

di Gilda Notari

Numero 225 - Novembre 2021

L’Italia raccontata da Carlo Verdelli nel suo libro “ACIDO – Cronache italiane anche brutali”, con la presentazione d’eccezione di Walter Veltroni


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“ACIDO- Cronache italiane anche brutali", questo il titolo del nuovo libro di Carlo Verdelli, editorialista del “Corriere della Sera”, primo direttore editoriale per l’offerta informativa nella storia della Rai, vicedirettore di “Epoca” e del “Corriere della Sera”, direttore di “Sette”, “Vanity Fair”, la “Gazzetta dello Sport” e, fino al 23 aprile 2020, “la Repubblica”. A presentare l’opera,-taglio- una storia d’Italia fatta di tante storie minori, alcune sconosciute che Carlo Verdelli ha incontrato e raccontato nella sua lunga carriera di giornalista, un relatore d’eccezione Walter Veltroni. “La summa di cronache e vicende che hanno reso il nostro Paese sempre più frammentato e diviso. Le inchieste dell’autore portano alla luce una verità che non potrebbe piacere ma che fotografa la situazione presente, anche grazie a quello che è successo nel passato. Non mancano però i segnali di speranza e di ripresa di uno spirito comune, che non sempre riescono a fare notizia.”, così inizia il suo intervento Veltroni e continua, “Esiste ancora un modo di fare giornalismo, come quello di Carlo Verdelli, che cerca, rovista, butta per aria le verità ufficiali, senza trascurare alcun dettaglio, anche a costo di essere brutali. Forse solo così si può davvero capire qualcosa delle vicende e delle persone che hanno fatto e fanno l’Italia. Da Enzo Tortora a Rosa e Olindo, da Alex Zanardi a Patrick Zaki, da Vallanzasca alla coppia dell’acido della Milano bene, Carlo Verdelli racconta la nostra storia in 40 pezzi scritti su carta (tutti tranne l’ultimo) e ci guida in una galleria ricchissima e tumultuosa di casi chiusi ma rimasti spesso irrisolti, di infaticabili lottatori e di luoghi impregnati di trame e di simboli. -taglio2-Una storia perturbante e irresistibile di chi siamo e del perché siamo diventati così. Nessuna nostalgia per come eravamo. Nessuna prevenzione su come saremo. Soltanto la speranza che, nel salto di specie, la debolezza dei vecchi giornali non si traduca in debolezza dei giornalisti e quindi del giornalismo”. Perché questo titolo? “Perché… Achille è un neonato sano, bellissimo come tanti, sfortunato come pochi. I genitori, quelli dell’acido, stanno in cella, con accuse tremende e una condanna di 14 anni a testa, per adesso. Ma l’ombra che si allunga su questo minuscolo Achille viene anche dalla gestazione che ha subìto, i rischi di salute che ha corso mentre stava nel grembo che doveva proteggerlo, la cascata di dolore che gli ha fatto da liquido amniotico durante l’approdo in questa scheggia di Milano bene e di giovani vite strapazzate. Non basteranno a compensare le babbucce bianche che il magistrato Marcello Musso, lo stesso che ha incastrato chi l’ha concepito, gli ha portato di persona alla clinica Mangiagalli, insieme a un cartoncino scritto a mano: Con infinita tenerezza, per un lungo cammino”. Un mosaico, dunque, di grandi cronache, affrontate col rigore del mestiere e animate da una passione umana e civile, quello che Verdelli propone. Una cronaca dell’animo tormentato del nostro Paese, affrontata con inchieste taglienti e dure. Verdelli costruisce, di fatto, una storia tanto profonda quanto sinistra dell’Italia, come non l’abbiamo mai sentita.





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