logo-sport

TRISTE PRESENTE

di Di Gilda Notari

Numero 213 - Settembre 2020

DCPM e Legge Spatafora, decisioni governative che fanno discutere


albatros-triste-presente

Le misure del nuovo Dpcm, provocano profonde ripercussioni per il mondo dello sport. Soprattutto a livello dilettantistico. Ma vediamo quali sono le restrizioni emanate: Dalla Serie D alla Prima Categoria, secondo il decreto: "Sono consentiti soltanto gli eventi e le competizioni riguardanti gli sport individuali e di squadra riconosciuti di interesse nazionale o regionale dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI)".-taglio- Salve dunque anche la Serie A e B femminili, oltre alle stesse categorie del campionato Primavera. Non ricadono nella definizione invece, in quanto non riconosciute dalla FIGC, Seconda e Terza Categoria che dovranno quindi fermarsi. Ci sarà inoltre un'ulteriore stretta riguardo al pubblico per le manifestazioni sportive (rimane il tetto massimo di 1000 spettatori per le competizioni all'aperto, comunque entro il 15% rispetto alla capienza totale, ma scende a 200 nei palasport e negli altri impianti al chiuso). Ma le conseguenze più radicali ci saranno sulle scuole calcio e gli allenamenti, secondo il decreto, infatti: "L’attività sportiva dilettantistica di base, le scuole e l’attività formativa di avviamento relative agli sport di contatto sono consentite solo in forma individuale e non sono consentite gare e competizioni. Sono altresì sospese tutte le gare, le competizioni e le attività connesse agli sport di contatto aventi carattere ludico-amatoriale". In Italia si ferma quindi ogni forma di sport giovanile, allenamenti compresi. L'unica opzione concessa è l'allenamento in forma individuale, senza contatti con terzi e dunque al di fuori dalle strutture sportive regolarmente predisposte. Una soluzione che può far comodo ad altri sport di contatto (si pensi alle arti marziali), ma che di fatto non lascia margine al calcio o altri sport che prevedono allenamenti di squadra. Restano aperte palestre e piscine, ma solo se ottemperano ai protocolli di sicurezza. Da più parti si alzano cori di protesta, considerando lo sport dilettantistico da contatto: “Ripensateci, lo sport dilettantistico è socializzazione e benessere”. A fine settembre era continuato un braccio di ferro tra il Ministro Spadafora e le Federazioni sulla riforma dello sport. Secondo il Cio: “La nuova legge viola la Carta Olimpica” e così dichiarava il presidente Petrucci: “Basta, lo sport è bloccato da mesi da una bozza di legge non condivisa nemmeno da chi la propone.-taglio-” Due fronti opposti dunque quello delle federazioni e quelle del Ministro, che dichiara: “Il treno non si ferma”, riferendosi alla legge e alle restrizioni in campo sportivo. Intanto le Federazioni Nazionali, a fine settembre, hanno espresso voto compatto contro il testo di riforma previsto dal ministro Vincenzo Spadafora, in attesa di essere esaminato dal Consiglio dei ministri. Testo giudicato «disarmonico, generatore di sovrapposizioni, duplicazioni e dispersioni di risorse, attribuendo compiti e ruoli a soggetti estranei all’ordinamento sportivo, con danno alla funzionalità di tutti». Pur astenendosi dal voto, anche due federazioni non vicine alla gestione Malagò (nuoto e tennis) hanno condiviso lo spirito del messaggio:-taglio2- “C’è una volontà assoluta non di scontrarsi ma confrontarsi, ma siamo pronti a portare avanti le azioni necessarie escludendo gli scioperi che non fanno parte della mia cultura.” La posizione delle Federazioni e rinforzata dalla lettera inviata a Spadafora da James McLeod, direttore delle relazioni con i Comitati nazionali del Cio, in cui si invita il governo a trovare senza ulteriori ritardi una soluzione legale adeguata per porre fine a una violazione della carta olimpica. Tale violazione si riferisce ai principi di autonomia dei comitati olimpici nazionali rispetto alla politica contenuti nel progetto di legge. La minaccia (solo sussurrata) è di un’azione nei confronti dei Giochi di Milano-Cortina. Sussurrata perché il Cio confida in una soluzione rapida del problema e perché le nazioni organizzatrici di grandi eventi con problemi reali di autonomia dello sport rispetto alla politica sono altre e ben numerose. La risposta di Spadafora non si è fatta attendere: “… Sono costretto a spegnere le speranze di chi si augura che la legge si fermi o sia su un binario morto: stiamo procedendo nei tempi previsti, scioglieremo all’interno della maggioranza i pochi nodi ancora da chiarire e sono certo che in Consiglio dei ministri porteremo un testo condiviso e lungamente atteso dalla maggioranza dei lavoratori sportivi, degli atleti, degli enti, delle associazioni e delle società sportive.” Dal canto suo il presidente del CIO Bach, dichiara: “Siamo molto preoccupati riguardo la situazione e il funzionamento del Coni. Abbiamo scritto una lettera al ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, perché vediamo che con questa legge il Coni non è conforme alla Carta Olimpica” e Spatafora prontamente risponde: ““Bach? Secondo me non ha letto la legge e sta in modo poco istituzionale parlando di una bozza di legge che francamente stento a credere che abbia personalmente letto. Se invece davvero così fosse, indichi con chiarezza assoluta in quali punti la bozza non rispetta la Carta Olimpica, oppure eviti di trascinare il Cio in un dibattito davvero poco edificante per una istituzione così importante. Testo Unico affronta e risolve positivamente proprio alcune delle questioni sollevate da Bach. È ridicolo sostenere che la riforma possa incidere sulla preparazione degli atleti italiani e sulle loro possibilità di vittoria a Tokyo, una frase che offende l’Italia e i suoi grandi atleti…” La parola fine a questo botta e risposta non è stata ancora scritta, quello che è certo è che come affermava il papà di Marco, tanti ragazzi che vivono per lo sport ed in esso hanno trovato uno stile di vita sano e lontano da qualsiasi devianza, devono rinunciare alla loro ancora socio-educativa.





Booking.com

Booking.com