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TOMMASO ZORZI

Influencer chi?

di Agnese Serrapica

Numero 196 - Febbraio 2019

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Personalità travolgente e linguaggio tagliente, il pubblico social lo adora e come dargli torto...


Tommaso Zorzi, professione influencer. Bello, ricco, e con quell’espressione sfrontata di chi la vita la prende a morsi. Non basta, è anche famoso, grazie al reality show, “Riccanza”, il programma di MTV che ha per protagonisti i rampolli di famiglie facoltose. Milanese di nascita, Tommaso ha vissuto a Londra, dove si è laureato in Economia e Management. Una nota rivista pochi giorni fa lo ha definito “l'amico perfetto” che tutte dovremmo avere. Io posso dire che Tommaso mi ha fatta sorridere per tutta la durata dell’intervista. Per quello che dice, per come lo dice. E mi ha fatto piacere scoprire una persona gentile, simpatica, educata, disponibile. Non so, o almeno non lo so ancora, se è davvero l’amico ideale, ma lo scoprirò presto, davanti a quello spritz che mi ha promesso tra una chiacchiera e l’altra.

Allora, Tommaso, influencer per scelta o per caso?

“Non sono un influencer per mia volontà, diciamo che lo sono per conseguenza. Dopo ‘Riccanza’, ho cominciato ad avere un discreto numero di followers, che ringrazio sempre perché mi seguono ogni giorno. Ti dirò di più, io sono quasi un anti-influencer, perché non sponsorizzo praticamente nulla. Tutti miei contenuti sono spontanei, e paradossalmente forse sono apprezzato proprio per questa controtendenza.”

Come vivi e gestisci la tua popolarità sui social?

“Ho la fortuna di ricevere poche critiche. I miei followers lo sanno: parlo liberamente, dico parolacce, esprimo senza mezzi termini ciò che penso. Diciamo che cerco di trovare sempre il giusto compromesso tra un linguaggio socialmente accettabile e il gergo amicale di chi si rivolge a persone con cui ha instaurato un buon rapporto.”-taglio-

Milano, Londra, ora Roma. Hai trovato la città ideale?

“Milano tutta la vita! A Londra ci sono dei ristoranti fantastici, a Roma ingrasserei in poche settimane, tra carbonare, gricie e amatriciane. A Milano puoi scegliere come e dove mangiare, restando in forma.”

Ti rendi conto che mi sarei aspettata un discorso sulle opportunità, sul clima, sulla qualità della vita e tu invece hai fatto una valutazione delle città in base alla cucina?

“Beh, siamo italiani, no? Questi sono aspetti fondamentali!”

In tutti i tuoi spostamenti, i tuoi viaggi, hai un luogo del cuore?

“Non ho bisogno di pensarci: Bali, in Indonesia. Ci torno appena posso. Attrazione, alchimia, non saprei definirla diversamente. Mi piace il clima, la gente, l’aria che si respira. Adoro stare scalzo, mangiare in spiaggia alle quattro del pomeriggio, uscire alle dieci di sera perché prima ho guardato il tramonto. È uno di quei luoghi magici, da cui torni e dici ‘Che fortuna esserci stato!’.”

“Riccanza”, “Dance, dance, dance” e infine “Pechino Express”. Cosa ti hanno lasciato queste esperienze nei reality?

“Non ho accettato tutto quel che mi è stato proposto, io voglio scegliere di fare ciò che mi piace. ‘Riccanza’ è stato l’esordio, ‘Dance, dance, dance’ è stato un talent che, attraverso la danza, mi ha insegnato tanto. ‘Pechino Express’ è stata la quadratura del cerchio: così diverso dagli altri, era l’esperienza giusta per chiudere in bellezza il capitolo ‘reality’.”

Sei un ragazzo benestante. La vivi come una fortuna oppure ogni tanto devi “faticare” per capire e instaurare i rapporti autentici con le persone?

“Siamo onesti, quello è un prezzo davvero piccolo da pagare! E poi rifletti: quando una persona si approfitta di te, si è già posta su un livello inferiore, sta ammettendo che tu hai, e soprattutto sei, di più. Quindi, come vedi, è addirittura un buon indicatore!”

Le tue passioni?

“Te ne dico una, che vale per tutte: la mia cagnolina Gilda, detta Gildina. Vedi, io in questo momento la guardo e già sorrido. Quando viaggio, faccio il possibile per portarla con me, perché quando non c’è io sto davvero male. Lei è un pezzo di famiglia, è casa, ovunque io sia.”

Cosa vuoi fare da grande?

“Quello che sto facendo. Crescere e migliorare. Continuare così, ‘fin quando fa male, fin quando ce n’è’, come direbbe Ligabue.”

Sei felice, Tommaso?

“Molto, ma scaramanticamente ti dico che sono sereno. Io credo in quel che faccio, lascio che sia, e se tutto va come deve andare, vuol dire che stiamo andando nel verso giusto!”

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“Cerco di trovare sempre il giusto compromesso tra un linguaggio socialmente accettabile e il gergo amicale”

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