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Ti racconto una storia...

di Gennaro Santarpia

Numero 179 - Luglio-Agosto 2017

Favole che incantano i grandi e che si tramandano nel corso del tempo, racchiuse nel lavoro letterario di Angela Matassa


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Presentato al Nuovo Teatro Sancarluccio di Napoli il libro di Angela Matassa “Favole e leggende della Campania” (Homo Scrivens editore). Con l’autrice sono intervenuti il professore Guido D’Agostino, la giornalista Maresa Galli, l’editore Aldo Putignano. Andrea Carotenuto ha letto alcune pagine per restituire l’atmosfera e l’ambientazione dei luoghi di origine di vicende e personaggi. Il volume raccoglie una parte dell’antica favolistica della Campania, terra fertile di fantasia e creatività, che ha dato i natali al più celebre tra i narratori: Gian Battista Basile. Alcune storie tratte da “Lo cunto de li Cunti” rientrano in quest’opera che nella prima parte saggistica ricostruisce il percorso di favole, leggende, riti dalla nascita ai nostri giorni. Ne spiega importanza e significato psicoanalitico. -taglio- Non mancano fiabe contemporanee e miti odierni. I testi, scritti in napoletano, con traduzione in italiano, costituiscono un prezioso scrigno senza tempo, come lo sono le storie che, nate a Napoli e in Campania, sono diventate spunto e ispirazione per le più celebri favole del mondo. Acuta disamina storica per il professore D’Agostino che cuce insieme la Napoli sveva e angioina, Napoli capitale, la decadenza, la dinastia aragonese e il viceregno spagnolo, la Napoli barocca e quella borbonica. Antropologico l’intervento di Maresa Galli che ricorda il senso delle fiabe tramandate di padre in figlio, trasformate in tradizione scritta e letteratura grazie ad intellettuali e scrittori che arricchirono il “popolare” nei contenuti e nella lingua. -taglio2- Un lavoro prezioso dal punto di vista letterario, linguistico, culturale e psicoanalitico quello delle fiabe anche tradotte dall’autrice che ha compiuto un’accurata disamina delle storie, dei tipi, dei personaggi più significativi dei vari territori. “Ho svolto una lunga e appassionante ricerca che dimostra come le fiabe siano eterne e quante abbiano avuto origine proprio in Campania. Credo molto in questo libro che nella prima edizione ha avuto un grande successo che mi auguro replicherà con questa seconda, che dedico al mio nipotino Luca, ultimo destinatario di favole e leggende”, spiega con orgoglio l’autrice.





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