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TAMARA TENENBAUM

di Maresa Galli

Numero 268 - Marzo 2026

Viviamo in un’epoca di forti cambiamenti nella sfera affettiva, sempre più individualistica ma anche di estrema precarietà lavorativa


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Trentasei anni ed una brillante carriera di autrice, filosofa e docente tutta ancora da scrivere: Tamara Tenenbaum ha pubblicato il suo nuovo libro, “Un milione di stanze tutte per sé”. Nata a Buenos Aires, docente di Filosofia, scrive per quotidiani e riviste, tra cui La Nación, Revista Anfibia, Orsai, Vice, Tierra Adentro, Catapult e Words Without Borders. -taglio- Cofondatrice della casa editrice Rosa Iceberg, ha un podcast, “Deconstruides”, focalizzato sulle questioni di genere. Si è messa in luce per le sue pubblicazioni, come il libro di poesie “Reconocimiento de terreno (Panico el panico)”, del 2017, la raccolta di racconti “Nadie vive tan cerca de nadie (Emecé)”, del 2019 e il suo saggio “El fin del amor: querer y coger” (La fine dell’amore. Amare e scopare nel XXI secolo), nel 2022 e il romanzo autobiografico “Todas nuestras maldiciones se cumplieron” (Tutte le nostre maledizioni), sulla vita di una giovane donna della comunità ebreo-ortodossa di Buenos Aires, per una riflessione sul femminismo e sul neoliberismo. La scrittrice rivendica la necessità di “una nuova etica per le relazioni sessuali”, che riguarda sia l’emancipazione femminile sia nuovi ruoli maschili. Nel 2022 traduce “Una stanza tutta per sé”, di Virginia Wolf, che ha anticipato il discorso sulla differenza di genere e sul lavoro intellettuale. Il racconto di Wolf parla di una stanza con chiavistello per le donne affinché non siano disturbate da figli e incombenze, in realtà, secondo Tenenbaum, è ancora attualissimo al giorno d’oggi. Per Virginia Woolf una donna, per scrivere, deve possedere una rendita che le consenta di mantenersi e uno spazio proprio, -taglio2- per dedicarsi al lavoro in assoluta tranquillità e libertà creativa. Ecco che nel suo libro “Un milione di stanze tutte per sé”, torna la grande attualità della Wolf, l’importanza di far convivere amore, lavoro e libertà. Viviamo in un’epoca di forti cambiamenti nella sfera affettiva, sempre più individualistica ma anche di estrema precarietà lavorativa. Nonostante il risentimento, la nostalgia del passato, la forza della tradizione occorre pensare a nuove forme di comunità e di collettività, diverse da quelle del passato, immaginando “un contromondo plebeo e femminista”. Nel suo saggio Tenenbaum dialoga con Virginia Woolf, sua ispirazione:- “sto andando in Una stanza tutta per sé per fare quel che Virginia diceva che facciamo con i classici greci: cercare, più che ciò che Virginia intendeva, ciò che a noi manca”. E la tranquillità mentale per pensare e creare viene da un’occupazione dignitosa. “Vale la pena recuperare il valore del lavoro, quella proprietà unica di un impiego di essere al tempo stesso una cosa che ti connette con il mondo e una cosa che senti molto tua”, spiega l’autrice. Reinventiamo il futuro, immaginando nuove forme di alleanza, di incontro, di lavoro, di amore, ponendoci all’ascolto degli altri accettando il rischio, le contraddizioni contro la nostalgia che ci fa sottovalutare il presente ancora tutto da scrivere. Un finale aperto, grande spunto di riflessione per tutti.





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