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Talento naturale

di Michela Secci - Ph. Michela Secci

Numero 195 - Gennaio 2019

Kei Kobayashi è uno degli chef più importanti del mondo, con i suoi piatti sta rivoluzionando la cucina, e non solo giapponese


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A far decidere Kei Kobayashi su che cosa avrebbe fatto da grande è stata una trasmissione televisiva giapponese, con lo chef Alain Chapel, 3 stelle Michelin. Una rivelazione che gli ha fatto decidere di intraprendere questo mestiere, nonostante fosse il figlio di un cuoco. Inizia, a Nagano e a Tokyo, la sua prima esperienza per apprendere la cucina francese. All'età di 21 anni, parte per la Francia e scopre, facendo il tour dell'esagono, la cucina del terroir. Perfeziona, in seguito, le tecniche dell'alta gastronomia francese in ristoranti importanti e si impregna del savoir faire sul terreno, presso i suoi Maestri, i grandi chef. Lavora 7 anni nel ristorante gastronomico di Alain Ducasse del Plaza Athénée di Parigi (3 stelle Michelin), sotto la direzione di Jean François Piège poi di Christophe Moret. -taglio- Dopo le varie esperienze, nel 2011, apre il suo primo ristorante, che porta il suo nome, al numero 5 di rue Coq Héron nel 1 arrondissement della capitale, l'ex ristorante dello chef stellato Gérard Besson. Crea un ambiente raffinato e sobrio dove la vista e le papille trovano l'equilibrio perfetto. Del suo Paese, Kei, conserva l'estetica e l'armonia dei colori, la naturalezza e la delicatezza dei sapori. Un percorso brillante coronato, dopo solamente un anno dall'apertura del suo ristorante, ottiene una stella Michelin, la seconda arriva nel 2012 e attualmente lavora con impegno per ottenere la terza. Kei è un artista, le sue creazioni sono impregnate dalla sua creatività e sensibilità. Le realizza con prodotti di terra e di mare, freschi e di stagione, con il risultato di un perfetto -taglio2- connubio tra sapori e consistenze. Rispetta e valorizza la natura degli ingredienti e esalta i prodotti mettendoli in scena come dei dipinti. Fantasioso e esigente ama far piacere ai suoi clienti: " Voglio che trovino la mia cucina sorprendente e abbiano un'esperienza unica. Ma soprattutto che trovino ciò molto buono!", è il credo dello chef nipponico che con una precisione ineguagliabile orchestra una cucina gourmet francese con la sua squadra "franco-italo-giapponese". Ogni dettaglio è ben curato e ha la sua importanza, come pure il servizio in sala è all'altezza del contesto. Fra le sue proposte, a pranzo, un menu creativo "Carte blanche" composto da cinque o otto portate e, per cena un menu di sei o otto portate.


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