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Tabula Rasa?

di Antonio Morabito

Numero 199 - Maggio 2019

Nei tre giorni del convegno, nel Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio, antropologi, psicologi, filosofi, genetisti, scienziati e interculturalisti italiani ed esteri si sono confrontati sul tema che tocca l'evoluzione del pensiero umano, la controversa ricerca su “tabula rasa: neuroscienze e cultura”...


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La Fondazione Intercultura (1), ha promosso un convegno a Firenze nel tentativo di “sbrogliare l’intricata matassa” che attraversa da secoli la ricerca filosofica e scientifica: quali aspetti delle culture siano attribuibili al sostrato biologico umano, secondo le ricerche di neuro-scienziati e genetisti degli ultimi decenni. Nei tre giorni del convegno, nel Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio, antropologi, psicologi, filosofi, genetisti, scienziati e interculturalisti italiani ed esteri si sono confrontati sul tema che tocca l'evoluzione del pensiero umano, la controversa ricerca su “tabula rasa: neuroscienze e cultura”. Si tratta di un lodevole e importante tentativo collettivo di dare una risposta a quella domanda posta di recente anche da Lamberto Maffei, illustre neuro scienziato e vice presidente della Accademia dei Lincei che si chiede se” le proprietà siano presenti alla nascita e quindi riferibili ai geni o siano piuttosto frutto dell'esperienza”. Ideatore e promotore Roberto Ruffino, segretario generale della Fondazione. 300 i partecipanti giunti da tutta Italia e da varie parti del mondo, esperti e membri del settore del volontariato di Intercultura. Si sono alternati relazioni in plenaria e oltre 22 seminari di studio in sessioni parallele: dibattiti su genetica, neuroscienze, linguaggio e multiculturalismo. Gli esperti si sono interfacciati nella complessa riflessione cercando di trovare risposte adeguate al cruciale nesso tra geni e cultura, alla ricerca dei confini tra biologia e cultura e dei comportamenti umani. Difficile riassumere la ricchezza delle elaborazioni, delle riflessioni e il risultato di ricerche portate avanti da scienziati, ricercatori di tutto il mondo riassunte nei tre giorni di lavoro. Le tematiche delle riunioni plenarie e dei seminari spaziano dalle ricerche sulle espressioni emozionali a quelle sul cervello e ai miliardi di neuroni che esso contiene; dai geni ai valori appresi dalle basì neuro-sociologiche nell’esperienza religiosa al tema controverso delle razze; dai meccanismi che regolano i comportamenti all'interazione tra cervello e culture; dai temi della neurotica a quelli del pluralismo linguistico; dalla conservazione della memoria genetica ai meccanismi connessi all'apprendimento sociale all'influenza geografica alle eredità genetica. -taglio- Per il linguista neuro scienziato Andrea Moro l’evoluzione culturale è un processo storico trans-generazionale, confermato da studi innovativi sull'origine delle lingue e sulla loro compatibilità con la struttura del cervello umano. Emergono in varie forme insomma le capacità e la predisposizione biologica a generare cultura, pensiero e processi linguistici complessi. Il progresso soggettivo dura una vita intera e si interiorizza nella cultura in quanto vi è un’esperienza soggettiva fatta di sensi e di memoria. Ha aperto i lavori il celebre Steven Pinker dell'università di Harvard, alla cui pubblicazione del 2002 ("Tabula Rasa) si ispirava il titolo del convegno con la raccomandazione a non ideologizzare la discussione, ben sapendo come il preferire una ipotesi biologica piuttosto che culturale nel divenire umano abbia inevitabilmente implicazioni politiche sulla visione dell'uomo e della sua formazione. Su che cosa ci si è trovati d'accordo? sul fatto che l’apprendimento e le radici della cultura sono nella capacità di comunicazione gli uni gli altri e come base di ogni società. Ogni popolazione e società possiedono eredità storica e linguistica. Il valore della diversità culturale come un vantaggio reciproco; la memoria genetica si completa come sistema di informazioni. Dunque il patrimonio genetico che ereditiamo lascia largo spazio all'essere umano per scrivere da sé. Le conclusioni del genetista Alberto Piazza convincono e rappresentano una sintesi condivisa. La cultura ha creato tutto, simboli origini dell'umanità da quando l'uomo si alza e diventa soggetto e si interfaccia con gli altri fino ai nostri giorni. La cultura umana ha superato la biologia, l'evoluzione dell'uomo ha creato nuove frontiere, le conquiste della medicina della scienza hanno superato frontiere prima impensabili. E le continue conquiste dell'uomo sono anche accompagnate da percorsi involutivi nei processi storici e dell'ambiente. La grande sfida per le nuove generazioni è la presa di coscienza delle responsabilità connesse alle azioni dell’uomo. Qui appare attuale il monito di Lamberto Maffei “il mondo è in continuo movimento e la velocità comporta rischi, quasi un paradosso biologico; gli uomini correndo velocemente perdono la vista, diventano ciechi “. Le conclusioni dell’Ambasciatore Roberto Toscano, illustre diplomatico, intellettuale e scrittore di spicco del nostro tempo e presidente della Fondazione, rappresentano davvero una sintesi magistrale che fa trovare unanimi i diversi attori dell'evento. Il messaggio di Roberto Toscano, che ha superato una dura prova di salute, testimonia la forza della volontà e la capacità delle neuroscienze. In evidenza il rapporto vitale tra genetica e cultura, rappresentando quest'ultima il software del cervello che ha comunque un -taglio2- hardware genetico, La genetica comunque pone dei limiti. Le dimensioni culturali e genetiche non sono neutre, toccano i temi di uguaglianza e diversità, ideologia e religioni. L'interpretazione del pensiero si riflette nell'azione dell'interculturalismo. Accettate le basi genetiche, le diversità culturali con le loro differenze sono basilari. Sono proprio queste differenze che delineano la diversità degli esseri umani e da qui la ragione di essere e di operare. L'assimilazione e confronto tra culture spaziano dalle religioni alla scienza, dal dialogo alla politica, dall’evoluzionismo all'ecumenismo. Ma toccano anche i temi della guerra e della pace e gli stessi conflitti visti come ragione di sopravvivenza o di dominio. Il pluralismo delle culture è dunque il vero patrimonio dell'umanità. Il messaggio finale di Roberto Toscano tocca inevitabilmente i temi cruciali dell'attualità globale, quella dimensione per cui non vi è solo la conservazione e l'autopreservazione per lo sviluppo della specie ma resta prioritaria la cura della dimensione globale. Le problematiche del “cosmo” tornano qui imperative, toccando la responsabilità della consapevolezza che la tutela del mondo e del pianeta richiamano in causa tutti. È la sfida ricorrente sui temi dell‘ecosistema, e della terra, “casa comune” in cui le azioni di ognuno ricadono su tutti.

(1) La Fondazione Intercultura Onlus nasce il 12 maggio 2007 da una costola dell’Associazione che porta lo stesso nome e che da 55 anni accumula un patrimonio unico di esperienze educative internazionali, che la Fondazione intende utilizzare su più vasta scala, favorendo una cultura del dialogo e dello scambio interculturale tra i giovani e sviluppando ricerche, programmi e strutture che aiutino le nuove generazioni ad aprirsi al mondo ed a vivere da cittadini consapevoli e preparati in una società multiculturale. Vi hanno aderito i Ministeri degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dell’Istruzione, Università e Ricerca. La Fondazione è presieduta dall’Ambasciatore Roberto Toscano; segretario generale è Roberto Ruffino; del consiglio e del comitato scientifico fanno parte eminenti rappresentanti del mondo della cultura, dell’economia e dell’università. Nei primi 12 anni di attività ha promosso convegni internazionali sulla Identità italiana tra Europa e società multiculturale, sull’Educazione alla cittadinanza mondiale, sui Rapporti tra apprendimento digitale a distanza ed in presenza, sul Sacro e le culture. Organizza incontri tra interculturalisti di vari Paesi, sostiene ricerche sull’apprendimento interculturale; ha condotto un progetto pilota di scambi intra-europei con l’Unione Europea. Raccoglie borse di studio di enti locali, fondazioni ed aziende.


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