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Successo garantito

di Maresa Galli

Numero 198 - Aprile 2019

“Con tutto il cuore”, il nuovo spettacolo di Salemme in scena al Teatro Diana di Napoli


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Reduce da un grande successo al Teatro Sistina di Roma e al Teatro Manzoni di Milano, “Con tutto il cuore”, la nuova commedia di Vincenzo Salemme, approda al Teatro Diana di Napoli dove resterà in scena fino al 22 aprile. “Al centro della vicenda il mite insegnante di lettere antiche Ottavio Camaldoli (Vincenzo Salemme), il quale è sottoposto ad un trapianto di cuore. Il brav’uomo ignora che il suo donatore è un tale Antonio Carannante, meglio noto come “il barbiere”, spietato assassino, ucciso, che prima di morire aveva espresso alla madre (Antonella Cioli) le ultime volontà, ovvero che il suo cuore potesse continuare a pulsare anche dopo la morte, affinché il trapiantato potesse vendicarlo. -taglio-Al suo ritorno a casa dall’ospedale, il malcapitato Ottavio trova l’appartamento semivuoto, con i suoi preziosi libri accantonati a terra, le pareti vuote, i dipinti e il divano spariti. Torna a casa accompagnato da un finto infermiere (Antonio Guerriero), poco convincente come infermiere, ignorante da far rabbrividire Ottavio. Dopo due mesi di ospedale Ottavio ritrova la figlia ventenne Federica (Mirea Flavia Stellato), distante, fredda, chiusa nel proprio mondo; la sua ex moglie (Teresa Del Vecchio) che lo definisce un “fesso”, un debole, preferendogli il suo nuovo compagno, Giacomino (Domenico Aria), più interessato al denaro che a lei. In casa arriva una finta governate indiana, Gelsomina, (Vincenzo Borrino), che in realtà è Gennaro, dal marcato accento puteolano. Presto dovrà fare i conti con il fratello del “barbiere”, Gigino (Sergio D’Auria) e la sua spietata madre, detta la “fondamentalista”, che pretende che Ottavio uccida Pasquale Percuoco, detto “mangiacarne”, l’assassino del figlio. Una commedia pensata in un tempo unico, con un fuoco di fila di battute esilaranti: strepitoso Salemme nel ruolo che si è ritagliato, bravissimo con le sue -taglio2-disquisizioni, con la sua velocità di eloquio, con la sua sapiente regia che guida un cast di eccellenti attori. Come sempre nelle commedie di Salemme si riflette morendo dal ridere: si pensa che i libri, il sapere sono ormai finiti sotto i piedi (la sua libreria è diventata la scarpiera del negozio di Giacomino), i giovani sono dediti solo ai social e distanti anni luce dalla famiglia; la brava persona mite, rispettosa della legge, che crede ancora nel dialogo, è stigmatizzata dal contesto sociale che preferisce uomini duri, magari anche assassini, purché forti. Maschere di pirandelliana memoria, maschere che rivelano l’ambivalente natura umana tentata dal male. Dopo “Una festa esagerata” Salemme ha realizzato una nuova, brillante, superlativa commedia che si gusta ridendo dall’inizio alla fine, senza cali di tensione, ammirando la bravura degli attori, e in particolare quella di Salemme, autore/attore di razza. E anche scrittore, come dimostra con la fresca pubblicazione del suo primo romanzo noir, “La bomba di Maradona” (Baldini & Castoldi), un racconto che intreccia personaggi come in una sceneggiatura.





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