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Salti da gigante

di Paolo Carotenuto

Numero 197 - Marzo 2019

Una crescita incredibile quella dell’atleta azzurro, che agli ultimi Europei ha dimostrato di essere il futuro del salto con l’asta


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Figlio di Gianni Stecchi, nazionale e primatista italiano del “passato” nel salto con l’asta, Claudio Stecchi qualche settimana fa ha dimostrato di aver ereditato geni vincenti! Nel suo background sportivo, però, non c’è sempre stata l’atletica ma anche il karate (cintura nera) e la pallanuoto. Nel 2005, Claudio ha voluto provare il salto con l’asta per seguire le orme di papà Gianni, senza che la famiglia premesse più di tanto. Quella dell’atletica è stata una strada intrapresa in maniera molto naturale, e fin dall’inizio i risultati di Claudio sono stati molto incoraggianti, infatti, ha tolto a Giuseppe Gibilisco il record italiano allievi nel giugno 2008, seguendo i consigli del tecnico Riccardo Calcini e durante i raduni di Vitaly Petrov. Nell’inverno 2010 conquista anche il primato juniores indoor dell’ex iridato siracusano. Un progresso abbastanza costante, ma talvolta frenato da qualche problema fisico, e comunque coronato dallo storico argento ai Mondiali under 20. Nel novembre 2015, infatti, Claudio è stato operato al tendine d’Achille destro, nel marzo 2017 a quello sinistro, poi è rientrato all’aperto per eguagliare il personale (5.60) e conquistare il bronzo alle Universiadi. Si è migliorato nel settembre 2018, dopo sei anni con 5.67, sesto azzurro di sempre outdoor. Cresciuto a Greve in Chianti, risiede a Firenze ma dal dicembre 2018 si allena a Castelporziano, in collaborazione con lo stesso Gibilisco ed Enzo Brichese. Nella stagione indoor 2019 appena iniziata ha già portato a casa: 5.70 a Nevers, in Francia, poi 5.71 e 5.78 a Stettino, in Polonia, e 5.80 a Clermont-Ferrand, di nuovo in Francia, per diventare il secondo italiano all-time. Claudio Stecchi è letteralmente esploso nelle ultime settimane e quei 5.80 metri, lo hanno portato a due centimetri dallo storico record italiano al coperto detenuto da Giuseppe Gibilisco. -taglio-Il toscano è entrato in una nuova dimensione e ora si appresta a essere grande protagonista agli Europei Indoor che si disputeranno a Glasgow (Gran Bretagna) dal 1° al 3 marzo: il 27enne potrà essere assolutamente un outsider se saprà reggere la pressione del grande evento e confermarsi sulle quote raggiunte a Clermont-Ferrand nel meeting organizzato da Renaud Lavillenie.

Allora Claudio, sei pronto per gli Europei Indoor di Glasgow?

“Sì, anche se resto con i piedi per terra e mi concentro per fare sempre meglio! La stagione è lunga e per ora aver raggiunto 5.80 non è poi così male, anche se agli Euroindoor di Glasgow sarà difficile entrare nella roulette delle medaglie perché i miei avversari sono forti. Io, però, non demordo… anzi darò tutto me stesso, penso gara dopo gara e per il momento mi godo questo buon momento.”

Oltre alla preparazione fisica di un atleta, quanto è importante il fattore psicologico nella tua disciplina?

“È fondamentale, anche perché devi pensare che ore, settimane, mesi di allenamenti si racchiudono in quei pochi minuti; arrivare impreparati significa ‘sprecare’ un’occasione. Per fortuna durante una gara non ho ancora avvertito la sensazione che la mia mente non fosse abbastanza concentrata e se è così posso solo dire grazie -taglio2-ai miei coach e a tutto lo staff che mi segue.”

Sei un “figlio d’arte”, ti è mai pesato essere paragonato a tuo padre?

“Si e no, non so come spiegarlo... mio padre è stato un grande in questa disciplina e per questo motivo non posso far altro che ammirarlo. Devo ammettere, però, che non mi ha mai fatto sentire il fiato sul collo, nonostante io sappia quanto sia felice del fatto che io abbia seguito le sue orme in fatto di sport. In generale la mia famiglia non mi hai mai forzato a fare nulla, so che il paragone ci sarà sempre ma a me va bene così!”

Hai anche conseguito una laurea magistrale in giurisprudenza, e sei iscritto a scienze motorie. Sembra che tu abbia preparato un piano b...

“Sembra proprio di sì! – ride ndr. Scherzi a parte, non lo definirei un piano b, anche perché al momento sono abbastanza ‘inquadrato’ a livello sportivo. Sono quel tipo di persona che non riesce a lasciare le cose in sospeso, ed è successo un po’ così con giurisprudenza. Scienze motorie è stata una scelta più consapevole, infatti, mi piace molto come indirizzo universitario.”

Obiettivi futuri?

“Voglio arrivare ai Mondiali di Doha a fine settembre con una misura superiore a 5.80 e poi guardare a Tokyo 2020 con una diversa prospettiva!”





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