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SALLY ROONEY

di Maresa Galli

Numero 267 - Febbraio 2026

Nel 2017, ancora studentessa, pubblica il suo primo romanzo, “Parlarne tra amici”, diventato rapidamente un successo grazie al passaparola; nella sua opera prima affronta temi come la vulnerabilità, il potere, le relazioni autentiche e le barriere emotive


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Scrittrice, poetessa e saggista, Sally Rooney è considerata una delle voci più rappresentative dei “millennials”, una delle migliori autrici della sua generazione. -taglio- Nata nel 1991 a Castlebar, nella contea di Mayo, in Irlanda, dopo aver vissuto a Dublino e a New York, vi è tornata a vivere con il marito. Ha conseguito il diploma di laurea in Letteratura inglese e Letteratura americana al Trinity College di Dublino. “La voce della sua generazione”, come la chiamano, è stata definita “la Jane Austen dei millennial”, la “Salinger della Snapchat generation” e la “Taylor Swift della letteratura”. Nel 2017, ancora studentessa, pubblica il suo primo romanzo, “Parlarne tra amici”, diventato rapidamente un successo grazie al passaparola; nella sua opera prima affronta temi come la vulnerabilità, il potere, le relazioni autentiche e le barriere emotive. Nel 2018 pubblica “Persone Normali”, candidato al “Man Booker Prize” e premiato agli “Irish Book Awards” come romanzo dell’anno, da cui è stata tratta una serie tv BBC di grande successo. I suoi racconti sono apparsi su prestigiose riviste letterarie come “Granta”, “The White Review” e “The Stinging Fly”. Finalista allo “Young Writer Award” del “Sunday Times”, con “Parlarne tra amici” vince il “National Book Award”, nella sezione “International Author of the Year 2018”. Tra gli altri titoli, “Dove sei, mondo bello” (2022) e “Intermezzo” (2024), “un omaggio inconscio all’Ulisse” di Joyce. Rooney racconta, in modo diretto e delicato, con una prosa minimalista, fresca e moderna il mondo interiore dei giovani, i loro sentimenti, il sesso, la solitudine e le dinamiche relazionali nell’epoca dei social, i legami tra partner, amici e familiari, i loro dubbi e insicurezze, gli amori e gli addii, le sconfitte e le vittorie. -taglio2- Nelle sue opere affronta le disuguaglianze sociali, parla di diritto alla casa, di precarietà economica, di rapporti autentici sempre più difficili. Co-protagonista delle sue storie è l’Irlanda, con i suoi pub, il lungofiume di Dublino battuto dal vento, i suoi luoghi iconici cari a Joyce. Le trasposizioni televisive dei suoi libri hanno reso la scrittrice ancora più famosa. La serie “Persone normali”, con Paul Mescal e Daisy Edgar-Jones, con la sceneggiatura scritta dalla stessa autrice, ha riscosso molto successo, così come “Parlarne tra amici”. Come tanti scrittori di fama, ha tanti fan ma anche detrattori che la collocano tra le scrittrici del filone “sad girl lit” (letteratura per ragazza triste). Ma Rooney ribatte che, al contrario, i suoi romanzi sono piuttosto ottimisti sulla condizione umana e sulle relazioni interpersonali. “Più che la psicologia – rivela la scrittrice - mi interessano le dinamiche: come le persone si relazionano l’una all’altra, cosa significano le relazioni. E mi sembra che la conversazione dica qualcosa di essenziale, prima di tutto, sulle dinamiche tra le persone che parlano”. Il modo in cui affronta le relazioni e l’identità sessuale sono definiti “queer”, poiché i suoi personaggi sembrano avere un modo fluido di approcciare il sesso e l’amore. Ciò che definisce e caratterizza un personaggio sono, invece, le sue passioni: la musica che ascolta, le sue letture ed i film preferiti. Rooney descrive, come pochi, l’ansia e l’insicurezza e i protagonisti delle sue opere esprimono le debolezze, le paure, la vulnerabilità di tutti i giovani, il loro modo di affrontare le sfide di un mondo dominato dall’instabilità e dall’incertezza del futuro.





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