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ROBERTA MATTEI

Donna Moderna

di Maria Paola Di Palma

Numero 205 - Dicembre 2019

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La splendida attrice romana, si è fatta conoscere interpretando sul grande schermo donne attuali, che vivono ai margini della società, diventando così un’attrice di riferimento per il futuro del cinema italiano


Roberta Mattei nasce a Roma nel 1983 e inizia a studiare recitazione nel 1999, sotto la guida di Flavio Albanese. Nel 2008 si diploma alla scuola nazionale di cinema; molto attiva in teatro, Roberta esordisce in televisione con la sitcom “Sweet India” nel 2006 ed inizia a prendere parte in alcuni piccoli ruoli a serie televisive come “R.I.S. Roma - Delitti imperfetti” e “Don Matteo”. Nel 2014 interpreta Lucia Monti nella miniserie “L'ultimo papa re” e nel 2015 arriva il suo primo ruolo al cinema, quando dà il volto ad uno dei personaggi principali del film “Non essere cattivo” di Claudio Caligari, presentato fuori concorso alla 72ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia. L'anno successivo, Roberta Mattei è nuovamente al cinema nel ruolo di Annarella, la compagna tossicodipendente del personaggio interpretato da Stefano Accorsi in “Veloce come il vento”, per il quale viene candidata al David di Donatello per la migliore attrice non protagonista nel 2017. Oggi la ritroviamo sempre al cinema, stavolta accanto a Ficarra e Picone che l’hanno scelta come una delle protagoniste della loro ultima pellicola “Il primo Natale”, ecco cosa ci ha raccontato...

“Il primo Natale” film attualmente nelle sale, che sta avendo davvero un successo incredibile. Parlaci del tuo personaggio.

“Sì, il film sta andando davvero bene ed oltre il pubblico anche la critica sta lasciando pareri favorevoli a riguardo, d’altronde con Ficarra e Picone è difficile sbagliare. Nel film io interpreto Rebecca, una donna molto affascinate, una giovane madre rimasta vedova che incontrerà i due rivoluzionari e che insieme al fratello cerca di capire se sia giusto continuare a subire i Romani oppure ribellarsi. Quello di Rebecca sembra all’inizio un personaggio molto comune, ma con l’evolversi della storia, questa donna mostrerà delle sfumature di carattere molto insolute ed una forza d’animo incredibile. Inoltre, per tutto il film si percepisce che a questa donna manchi qualcosa, un qualcosa che riuscirà a trovare solo alla fine nel modo più inaspettato.”

Com’è stato lavorare con Ficarra e Picone?

“È stato molto divertente, con loro si lavora benissimo perché si tratta di cinema vero. A primo impatto possono sembrare un po’ caotici, invece, standoci a contatto capisci che quel caos che percepisci dall’esterno, in realtà, ha un suo ordine ben preciso. Sono rimasta molto stupita dalla loro cura dei particolari, con dei professionisti molto meticolosi e solo quando il lavoro è fatto in maniera eccellente si può dire concluso.”

Come mai ha deciso di prendere parte a questo film?

“Di tutti i lavori che ho fatto nella mia carriera, ne ho sempre condiviso il messaggio, ovvero, quello che il regista volve trasmettere attraverso la pellicola e noi attori. Nel momento in cui questa cosa non avviene, non riesco ad accettare il ruolo. In questo caso, mi è piaciuta fin da subito l’idea di adottare la favola come ‘mezzo’ di trasmissione di messaggi importanti. Ficarra e Picone sono dei maestri di gentilezza nel raccontare le fragilità umane nella commedia, senza mai eccedere o andare a finire nell’esagerazione. Quindi questo voler portare una forma di narrazione molto vecchia, come la fiaba, nel 2020 è stata per me una scelta molto coraggiosa e sono felice di poterne aver preso parte.”-taglio-

Dopo aver interpretato dei ruoli emotivamente molto forti, la ritroviamo quindi di nuovo in una commedia: un caso oppure una scelta?

“Una scelta. Fin da bambina le mie doti comiche si alternavano ad una certa malinconia, ed insieme hanno sempre dato vita ad una sorta di black humor all’italiana. Amo molto le commedie e poter recitare in ruoli comici mi gratifica molto come attrice, anche perché è risaputo che è molto più complicato far ridere che piangere. Quindi ogni ruolo comico che interpreto rappresenta una sorta di sfida personale.”

Quando ha capito di voler diventare un’attrice?

“Devo ammettere che è una consapevolezza che è nata in me molto presto, se non sbaglio avevo più o meno dodici anni e sentivo proprio un bisogno di recitare e di esibirmi. A scuola non andavo per niente bene, e solo in età adulta ho scoperto di aver sofferto di un vero e proprio disturbo dell’apprendimento. Ero una bambina iperattiva, non avevo voglia di imparare secondo gli schemi tradizionali e solo attraverso tutto quello che poteva essere definito arte riuscivo ad esprimermi al meglio. Così ho deciso di seguire questa strada sapendo che poteva trattarsi di un buco nell’acqua, invece alla fine è andata abbastanza bene!”

Spesso sentiamo parlare di attrici in erba che hanno bisogno delle “conoscenze giuste” per fare carriera; lei però è l’esempio di chi può farcela solo con le proprie forze e lavorando sodo. È stato difficile farsi considerare nel mondo della recitazione?

“Non sarò falsa, quindi ti dico sì. Molto. La situazione è esattamente quella che hai descritto tu, per questo mi reputo una persona davvero molto fortunata, io faccio parte di quel 2% che può dire di aver raggiunto determinati obiettivi senza nessuna raccomandazione. Questo, penso, mi ha permesso di mantenere una certa autenticità, che spesso si tende a perdere pur di ‘accontentare’ le esigenze dello star system. Devo dire, però, che tra quelli ‘che contano’ ci sono anche delle belle eccezioni: persone di spessore e soprattutto di cultura che non hanno pregiudizi e danno a tutti le stesse opportunità.”

Ha più volte dichiarato di avere un amore viscerale per il suo lavoro, questo ha mai influito sulla sua vita privata?

“Certo, lo ha fatto. È vero, io sono totalmente innamorata del mio lavoro quindi chiunque sia passato nella mia vita sapeva di essere al secondo posto. Ho sempre dato priorità a quelli che erano i miei progetti, forse avrò sbagliato ma almeno non ho il rimpianto di non aver fatto questa o quella determinata cosa.”

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“Di tutti i lavori che ho fatto nella mia carriera, ne ho sempre condiviso il messaggio, ovvero, quello che il regista vuole trasmettere attraverso la pellicola e noi attori"

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