Un successo l’XI edizione del “Festival di cinema del sociale e per la salute mentale”
Oltre quattrocento film giunti da tutto il mondo in concorso per l’IX edizione del Festival di Cinema del Sociale e della Salute Mentale. Una grande soddisfazione, ci racconti come è andata… -taglio- “È una grandissima soddisfazione. Sin dalla prima edizione abbiamo lavorato affinché il “Premio Fausto Rossano” avesse un respiro internazionale. Napoli, del resto, è da sempre una città aperta al mondo: era importante che anche il nostro festival rispecchiasse questa vocazione. Ricevere 400 film da tutto il mondo conferma che siamo sulla strada giusta. Significa che il nostro messaggio arriva, che il pubblico percepisce l’autenticità del lavoro che portiamo avanti e che il festival è diventato un punto di riferimento per chi, attraverso il cinema, desidera raccontare storie di fragilità, resilienza e diritti umani. Il festival è profondamente radicato nella città, ma resta aperto e permeabile a ciò che accade a livello globale. E questa apertura si traduce in uno scambio culturale continuo”. L’evento di anteprima, “Tango è vita”, mostra la relazione tra Parkinson e tango come forma di riabilitazione...Ci sono state anche toccanti testimonianze... “Abbiamo puntato moltissimo su questo evento di apertura. Per avere con noi Claudio Rabbia, protagonista del documentario “Tango della vita” di Erica Liffredo, abbiamo scelto di organizzare un’anteprima. Il film racconta la storia di Claudio, ballerino di tango che convive con il Parkinson. Non volevamo però realizzare un evento dedicato esclusivamente alla malattia. L’intento era piuttosto quello di mostrare l’importanza del tango – e dell’arte in generale – come spazio di aggregazione, inclusione e rinascita per chiunque”. La sua collaborazione con Sergio Sivori, direttore artistico, celebre attore e regista... Il rapporto con Sergio ormai è solido e naturale: lavoriamo quasi in simbiosi, sostenendoci reciprocamente nelle idee e nelle proposte. Ci siamo conosciuti più di quindici anni fa, quando entrambi vivevamo a Barcellona, e da subito è nato un forte feeling. Ricordo, ad esempio, l’evento che organizzammo insieme nel 2013 a Barcellona per raccogliere fondi a favore di Città della Scienza dopo il devastante incendio. Quando poi Sergio si è avvicinato al festival, prima come giurato e poi come direttore artistico, questo legame si è ulteriormente rafforzato. Il suo sguardo registico, la sensibilità maturata negli anni di lavoro nel teatro e nel cinema, e la sua naturale attenzione alle storie delle persone hanno portato nuova linfa al festival”. Altra problematica che ha affrontato il Festival, quella dei disturbi della condotta alimentare: avete coinvolto le scuole?-taglio2- “La mattinata dedicata ai disturbi della condotta alimentare si è svolta all’Università “Federico II” di Napoli, grazie alla collaborazione e al patrocinio del Dipartimento di Scienze Sociali. Abbiamo scelto questo contesto proprio per coinvolgere direttamente studenti e studentesse, che vivono in prima persona le pressioni sociali e identitarie legate a questi temi e che possono portare un punto di vista autentico e non filtrato. Abbiamo proiettato “Mangia!”, il film dell’attrice e regista Anna Piscopo, presente in sala e in dialogo con oltre cento studenti. Il film affronta i disturbi della condotta alimentare mettendo al centro le relazioni che circondano chi ne soffre”. Ogni sera è stato presentato un corto di un regista palestinese, in collaborazione con il Nazra Palestine Short Film Festival. Un osservatorio sulla tragedia del popolo palestinese, di Gaza, sulle atrocità del genocidio... “Tra le iniziative di quest’anno abbiamo scelto di dedicare una serata alla solidarietà con la popolazione palestinese. Abbiamo voluto dare spazio a testimonianze dirette, a voci di associazioni, artisti e musicisti, e alla collaborazione con il Nazra Palestine Short Film Festival, un progetto fondamentale per la valorizzazione e la diffusione della cultura e del cinema palestinese. Per questo abbiamo deciso di proiettare ogni sera un cortometraggio realizzato da registi palestinesi. Durante la serata conclusiva abbiamo avuto un collegamento con Alessandro Migliorati, capoprogetto di Emergency a Gaza — e colgo l’occasione per ringraziare anche il gruppo Emergency di Napoli per il prezioso lavoro”. La Banda Basaglia è una forza della natura, sempre in prima linea per sostenere le giuste battaglie di civiltà... “È il secondo anno consecutivo che scegliamo di chiudere il festival con la Banda Basaglia, e non è un caso: loro sono davvero una forza della natura. Portano sul palco una carica umana e civile straordinaria, sempre in prima linea nel sostenere le battaglie che parlano di diritti, dignità e inclusione. La loro presenza non è solo musicale, è profondamente simbolica. Il loro concerto finale è diventato un rito del Premio Fausto Rossano. È come se, attraverso la loro musica, si aprisse uno spazio collettivo in cui le persone possono riconoscersi, ritrovarsi e sentirsi parte di qualcosa di più grande. Credo che questo sia esattamente il senso del nostro festival. Abbattere muri, non solo quelli fisici ma soprattutto quelli mentali, significa creare luoghi di incontro, di ascolto, di scambio.